Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'analisi di impatto nell'attività di regolazione dell'Autorità di garanzia per le comunicazioni

Il discorso giuridico – sociale sembra intrappolato nelle maglie di una procedura specialistica a circuito chiuso, che annovera al suo interno meccanismi chiave per l’esistenza dello stesso ordinamento giuridico. Ma il processo legislativo non si esaurisce con la produzione del testo (civil law); la pubblicazione della legge rappresenta l’anello di congiunzione tra la sua realizzazione teorica e la sua esecuzione effettiva. E’ smentita la visione della razionalità intrinseca nella norma. E’ il carattere sociale della legge a giustificare l’imperatività del comando in essa contenuto. Nel momento in cui, come hanno testimoniato le legislazioni italiane, il testo si fa oscuro ed incomprensibile non si afferma alcun valore in grado di essere vissuto nei rapporti sociali e si determinano fenomeni come l’inflazione. Scopo di questa argomentazione è di individuare alcuni strumenti, messi a punto da soggetti ad hoc, per eliminare le incongruenze dell’ordinamento giuridico. Prima ancora di appositi interventi di consolidamento e di riordino, è necessario prevenire la normazione da “parata”. La c.d. “analisi di impatto della regolamentazione” è diventata una fase preliminare e imprescindibile nella realizzazione delle delibere dell’Autorità garante delle comunicazioni. Considerata la sensibilità del settore normato dall’Agcom, si rende più urgente nel campo delle telecomunicazioni l’utilizzo razionale di organi regolatori. Se le delibere non partecipano attivamente alla risoluzione delle controversie e alla costituzione di un mercato libero, l’Agcom rischia di diventare un qualsiasi organo di normazione . Il recupero del ruolo regolativo si può spiegare anche alla luce di una situazione di confusione comportamentale che vige nel mercato, con operatori in disaccordo che penalizzano l’utenza finale.

Mostra/Nascondi contenuto.
2 PREMESSA Il discorso giuridico – sociale 1 sembra intrappolato nelle maglie di una procedura specialistica a circuito chiuso, che annovera al suo interno meccanismi chiave per l’esistenza dello stesso ordinamento giuridico. Gli enunciati della legge, per quanto siano oggi alla stregua di interessi circoscritti e di elaborazioni personali, svolgono un’essenziale funzione performativa. Il <fare> legislativo è in grado di stabilire i soggetti, le azioni, i comportamenti e le conseguenze, diventando una sorta di abc per la costruzione delle relazioni sociali. Il processo legislativo non si esaurisce con la produzione del testo (civil law); la pubblicazione della legge rappresenta l’anello di congiunzione tra la sua realizzazione teorica e la sua esecuzione effettiva (e soprattutto efficace). Greimas ha sottolineato come << il discorso giuridico, con la comunicazione ai destinatari, si strutturi similmente ad altre forme di scambio di segni. Ogni atto linguistico è raramente fine a se stesso>> 2 . La legge, nel momento dell’esposizione pubblica sulla Gazzetta per fini conoscitivi, non esiste se non come documento scritto. E’ il carattere sociale della legge a giustificare l’imperatività del comando in essa contenuto. Finché resta su un piano linguistico, il prodotto del legislatore è ancora lontano dal farsi metro di misurazione dell’ordine tra i membri di una società. La grammatica esplicita della legge impone una condizione imprescindibile del discorso giuridico; rispetto ad altre semiotiche, il diritto non può sottendere le implicazioni sociali, ma le deve esprimere senza reticenze od omissioni. Tuttavia, l’universalità del linguaggio e dei suoi attanti è carica di valori impliciti che devono andare di pari passo con la chiarezza e la comprensibilità. Il legislatore ha il compito di far corrispondere un’elaborazione con la sostanzialità dell’incarnazione sociale 3 . Nel momento in cui, come hanno testimoniato le legislazioni italiane, il testo si fa 1 Greimas, Algirdas Julien (1976), Sémiotique et sciences sociales, trad. it. a c. di D. Corno, postfazione di P. Fabbri e P. Perron, Semiotica e scienze sociali, Torino, Centro scientifico Editore, 1991. 2 Cfr. la definizione di Benveniste del linguaggio come messa in atto, come interazione tra parlanti, che produce tanto la realtà concreta della lingua, quanto l’identità dei soggetti coinvolti nello scambio. Benveniste, E., (1946) Structure des relations de personne dans le verbe, in Bulletin de la Société de Linguistique, XLIII, fasc.1,[trad. italiana Struttura delle relazioni di persona nel verbo, in Problemi di linguistica generale, Milano, Il Saggiatore, 1971] 3 <<È urgente mettere a punto un’opera di conciliazione fra l’idealità, che informa la formulazione teorica del dettato normativo, e la realtà, che ne legittima la sua autentica e ultima esistenza>>. Cfr. Berman H.J. Law and revolution, The formation of the Western Legal Tradition, Trad. di Vianello E., Bologna, Il Mulino, 1988.

Diploma di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Mariagiovanna Cozza Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 744 click dal 29/08/2006.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.