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Infezione da Hiv-1: studio di una popolazione di studenti di provenienza ubiquitaria con particolare approfondimento del campione africano

Informazioni tesi

  Autore: Adele Brunelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1994-95
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Biologiche
  Relatore: Giorgio Gilli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 188

Sono trascorsi ormai dieci anni da quando la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita si è imposta alla nostra attenzione.
I primi casi si sono verificati nel relativamente lontano 1981. Risale al giugno 1981 la prima segnalazione ufficiale al mondo medico scientifico da parte del CDC (Center For Disease Control) della comparsa di 5 casi di polmonite da Pneumocistys Carinii verificatisi nei mesi precedenti in giovani omosessuali maschi di Los Angeles.
Tale patologia il cui agente eziologico è un microrganismo di incerta classificazione, generalmente considerato un protozoo, sino ad allora si era incontrata molto raramente e solo in individui gravemente immunodepressi.
I cinque casi segnalati erano persone che non presentavano alcuna causa allora nota di immunodeficienza.
Sempre nello stesso periodo giunse al CDC la segnalazione da New York di diversi casi di Pneumocistys Carinii associati a sarcoma di Kaposi ancora in giovani omosessuali maschi.
Il sarcoma di Kaposi, forma di tumore vascolare che sino ad allora aveva interessato soprattutto individui con più di 60 anni, nei quali si localizzava quasi esclusivamente a livello della cute degli arti inferiori, nei casi denunciati presentava localizzazioni multiple anche al capo, al collo, al tronco, agli arti superiori, nonché nei visceri.
I casi di associazione delle due patologie, accompagnate frequentemente anche da
altre infezioni opportunistiche, aumentarono nei mesi seguenti e si osservarono anche in altri gruppi di popolazione: tossicodipendenti che facevano uso di stupefacenti per via endovenosa, emofilici, trasfusi o sottoposti ad infusioni di emoderivati.
I dati epidemiologici raccolti dai CDC nel 1982 consentirono di affermare che si trattava di una nuova malattia infettiva e siccome tutti i malati presentavano come caratteristica comune un grave deficit immunitario, alla nuova malattia venne dato il nome di "AIDS" da Acquired Immuno Deficiency Syndrome (sindrome da immunodeficienza acquisita).
Negli anni seguenti si identificarono casi di AIDS anche in altri continenti: in Europa, in Africa ecc... Si dimostrò poi che la malattia era trasmissibile oltre che tramite rapporti omosessuali, anche tramite quelli eterosessuali nonché da madre a figlio.
Era oramai certo che responsabile dell'AIDS era un agente infettivo virale trasmissibile per via ematica, sessuale e materno fetale.
Nel 1983 ricercatori francesi dell'Institut Pasteur di Parigi guidati da Luc Montagnier identificarono un virus nei linfonodi dei malati di AIDS, che denominarono LAV (Virus Associato alla Linfoadenopatia). (Barrè-Sinoussi, 1983)
L'anno successivo in USA, Robert Gallo ed i suoi collaboratori del National Cancer Institute di Bethesda, annunciarono di aver isolato da soggetti con AIDS il virus ritenuto responsabile della malattia; ad esso venne dato il nome di HTLV-III (Human T-Lymphotropic Virus type III). (Gallo, 1984)
Nel 1985 venne poi dimostrata la struttura genetica del virus dell'AIDS e si scoprì che LAV e HTLV-III erano lo stesso virus. Il Comitato Internazionale per la Tassonomia dei Virus propose allora il nome di HIV da Human Immunodeficiency Virus (virus dell'immunodeficienza umana) che venne accettato ufficialmente in tutto il mondo solo nel 1986.

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-5- PREMESSA La diffusione del virus HIV-1, responsabile nell'uomo della sindrome da immunodeficienza acquisita, continua incontrastata in buona parte del mondo ed in particolare in Africa. In tale continente i primi casi di sindrome da immunodeficienza acquisita sono stati segnalati in paesi della regione centrale intorno al 1982. Da allora questa infezione virale si è propagata, dapprima lentamente poi via via più rapidamente, sino ad interessare tutte le nazioni della parte centro-orientale del territorio africano ed oggi tale infezione si riscontra anche in diversi paesi dell'Africa occidentale e meridionale. (Piot,1993) In questo studio si è valutata la prevalenza di infezione da HIV-1 in un gruppo di studenti provenienti dai diversi continenti e soggiornanti temporaneamente a Torino, presso il Bureau International du Travail, per corsi di perfezionamento ed aggiornamento professionale. Si è successivamente accentrato l'interesse sul campione di studenti provenienti dal solo continente Africano al fine di valutare tramite test di screening e di conferma la prevalenza di questa infezione sia nell'intera popolazione che nelle 4 distinte aree in cui il territorio africano è stato scomposto: settentrionale, centro-orientale, occidentale e meridionale. Si è infine cercato di accertare l'esistenza di associazione tra presenza di anticorpi specifici per HIV-1 ed alcuni presumibili fattori di rischio quali: malattie sessualmente trasmesse, malaria, tubercolosi ed ospedalizzazioni.

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Parole chiave

acquired immunodeficiency syndrome
aids
epidemiologia
hiv
human immunodeficiency virus
sindrome da immunodeficienza acquisita

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