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Al limite della danza. Studio antropologico di due laboratori di danza contemporanea.

Questo lavoro e`una ricerca sulla possibilita`della danza di essere un oggetto antropologico. Sono indagate le possibilita` del corpo, principale oggetto dela danza, di essere un linguaggio condiviso dai danzatori che permette una maggior conoscenza di se` e degli altri, rendendo possibile a chi lo interpreta di elaborare un modello concettuale per la conoscenza della societa`a cui appartegono i danzatori.
Il lavoro e`stato svolto su due laboratori di danza contemporanea.
Ho utilizzato due metodi d’indagine: l’osservazione partecipante, perché frequentavo e partecipavo attivamente alle lezioni tenendo ogni giorno un diario, e il metodo delle interviste con risposta non strutturata che ho sottoposto separatamente alle due insegnanti e a quindici danzatori di entrambi i gruppi dopo la fine dei laboratori.
In questa ricerca emergono alcuni tratti fondamentali propri, fra tutte le discipline artistiche, specificamente alla danza contemporanea: primo fra tutti, l’individuazione del corpo come luogo simbolico di creazione di identità.

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4 INTRODUZIONE L’oggetto di questa tesi è un’indagine antropologica su due corsi di danza contemporanea della città di Padova, osservati nel periodo Febbraio-Luglio 2005: le insegnanti di questi corsi hanno preferito chiamarli “laboratori” in quanto questa parola è più vicina all’idea di sperimentazione e di ricerca che è alla base del lavoro di chi vi partecipa. La presentazione del lavoro è strutturata in questo modo: il primo capitolo presenta le tappe principali della storia della danza contemporanea a partire dalla sua nascita. In questa presentazione storica emerge come la ricerca sul corpo e sul movimento sia la chiave di volta della danza moderna o contemporanea: questo è stato l’aspetto che mi ha interessato di più nell’osservazione dei laboratori. Il secondo capitolo affronta il pensiero teorico di Victor Turner sulla riflessività performativa: come cioè il cambiamento prodotto in chi partecipa a una performance culturale contribuisca a fornire nuove interpretazioni della sua società. Nel terzo capitolo l’analisi si sviluppa con una riflessione sul corpo come soggetto e oggetto dell’esperienza dell’individuo e sulla conoscenza di sé attraverso il corpo dell’altro condotta grazie alle teorie dei tre autori: Leroi-Gourhan, Crapanzano e Mead. Vengono inoltre evidenziati gli aspetti di sperimentazione e possibilità creativa della danza secondo il pensiero di Turner sui generi di svago. Seguendo l’argomentazione dell’antropologo, le performance culturali nel significato da lui dato di “conclusione adeguata di un’esperienza”

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Daniela Lucato Formentin Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5182 click dal 24/08/2006.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.