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L’umorismo: una risorsa per la prassi

Informazioni tesi

  Autore: Laura Romani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Guido Traversa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

Attraverso studi fisiologici e psicologici si è scoperto come la risata sia una vera e propria fonte di energia per l’organismo oltre che una nuova riserva di senso grazie alla quale, infatti, ampliamo il nostro punto di vista riuscendo ad essere più sereni e distaccati. Ridere aiuta inoltre a rimuovere gli effetti negativi dello stress, migliora la capacità del cervello di pensare lucidamente, ridimensiona timori e cattivi pensieri. L'idea che ridere possa avere un effetto benefico sia sul corpo che sulla mente non è comunque nuova.
Secondo Freud l’umorismo permette di dire ciò che in altre circostanze verrebbe vietato, di esprimere l’inaccettabile psichico o sociale divenendo ciò che collega, unisce i nuovi gruppi.
[...]
L'umorismo si distingue sia intellettualmente che emotivamente da ogni altro tipo di comicità e in senso specifico, esso si discosta dall’ironia, dal sarcasmo e dalla burla in quanto richiede un grande lavoro psichico e mentale. Tramite il senso dell’umorismo diventa possibile attuare una costante rielaborazione degli accadimenti, rivalutandone parallelamente le relative emozioni: questa capacità comporta una visione più serena della vita e diventa di estrema importanza quando ci si trova immersi nella routine di tutti i giorni.
[...]
All'interno di un gruppo l'uso dell'umorismo può far sì che, scaricate le tensioni, si crei un clima gradevole e una tranquillità d'animo tale da rendere ogni ambiente maggiormente produttivo, anche se, naturalmente, ridere non è sempre un fattore positivo: usato infatti in modo aggressivo o in modo esagerato può diventare controproducente, se usato poi per ridicolizzare gli altri diviene improduttivo e perde dignità e serietà. E' importante ridere con e non ridere di qualcuno, se non di se stessi.
[...]
Tenterò in questo lavoro di dimostrare quanto la comicità e soprattutto l’umorismo siano risorse utili ai fini della prassi, e come non siano da considerare comportamenti marginali o argomenti poco seri. Oggi, in questo senso, si sono fatti enormi passi avanti: l'argomento infatti stimola l'interesse di molti studiosi anche se molte teorie non hanno raggiunto un livello scientifico adeguato.
Tra le affermazioni più interessanti vorrei annoverare quelle che sottolineano come l'umorismo stimoli la mente, aiuti nella socializzazione e nelle situazioni stressanti e infine accresca l'autostima. Sicuramente l'umorismo può migliorare le facoltà di apprendimento, aiutare ad avere una conoscenza più approfondita delle cose e delle persone, conquistare una consapevolezza di sè senza però prendersi troppo sul serio. Infine si ritiene che l'umorismo possa di gran lunga migliorare la risposta dei pazienti alle cure in ambiente ospedaliero: i benefici psicologici dell’umorismo, infatti, hanno riflessi sulla salute. ”In particolare il ridimensionamento dei problemi della vita, che permette di contenere i comportamenti compensatori lesivi, e l’empowerment, senso di autoefficacia e di padronanza che diventa una risorsa personale molto utile quando il malato deve interagire efficacemente nel processo di cura.” Non bisogna dimenticare che agli effetti fisiologici dobbiamo collegare alcuni effetti psicologici: secondo Fioravanti e Spina “una grassa risata, suffragata da pensieri positivi, sveglia la mente e le emozioni, fino a che la persona è in grado di ritrovare la voglia di vivere”
L’umorismo rientra a pieno titolo tra le strategie di fronteggiamento degli eventi (coping) attraverso il quale l’uomo è in grado di mobilitarsi, facendo della propria capacità rielaborativa un punto di forza, per riuscire a vedere il mondo nella sua straordinaria poliedricità, rivalutare lucidamente i propri vissuti, proporre una rilettura delle situazioni e darne finalmente una nuova interpretazione.
[...]

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Premessa Sempre più studiosi tra cui filosofi, psicologi e medici concordano nel ritenere che uno stato d’animo sereno, giocoso ed ilare abbia grande peso nella vita di tutti i giorni, rappresentando per l'uomo un'inesauribile risorsa sia fisica che mentale. Se usato in maniera appropriata, l'umorismo può avere una valenza positiva in ambito scolastico ai fini dell'apprendimento, nella pratica psichiatrica come ausilio terapeutico e sempre e comunque come sostegno all'interno degli ospedali. La risata innescata dall’umorismo è sintomo di benessere ed ha un importante effetto liberatorio sulla psiche in quanto capace di sottrarci dalle costrizioni mentali. Nell’atto del ridere vengono messi in gioco complessi meccanismi che coinvolgono il sistema nervoso ed immunitario, risultando così a tutti gli effetti “salutari”. Per ridere impieghiamo più di sessanta muscoli, modifichiamo la nostra respirazione, carichiamo aria nei polmoni, la digestione e la circolazione migliorano e ancora più importante ci distendiamo ed acquistiamo vitalità. Attraverso studi fisiologici e psicologici si è scoperto come la risata sia una vera e propria fonte di energia per l’organismo oltre che una nuova riserva di senso grazie alla quale, infatti, ampliamo il nostro punto di vista riuscendo ad essere più sereni e distaccati. Ridere aiuta inoltre a rimuovere gli effetti negativi dello stress, migliora la capacità del cervello di pensare lucidamente, ridimensiona timori e cattivi pensieri. L'idea che ridere possa avere un effetto benefico sia sul corpo che sulla mente non è comunque nuova. Secondo Freud l’umorismo permette di dire ciò che in altre circostanze verrebbe vietato, di esprimere l’inaccettabile psichico o sociale divenendo ciò che collega, unisce i nuovi gruppi. E’ vero anche che solo nell'umorismo possiamo godere individualmente del piacere comico, consapevoli di aver trovato una via di fuga anche nei momenti dolorosi 1 . L'umorismo si distingue sia intellettualmente che emotivamente da ogni altro tipo di comicità e in senso specifico, esso si discosta dall’ironia, dal sarcasmo e dalla burla in quanto richiede un grande lavoro psichico e mentale. Tramite il senso dell’umorismo diventa possibile attuare una costante rielaborazione degli accadimenti, rivalutandone parallelamente le relative emozioni: questa capacità 1 Cfr. S. Freud, Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio, Bollati Boringhieri, Torino, 1975. 2

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