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Un cinema della nostalgia. La trilogia americana di Sergio Leone

La tesi intende, da una parte, coronare un intero percorso di studi ma anche progetti e passioni improntati allo spettacolo e allo spettacolo cinematografico in particolare e, dall’altra, affrontare una scommessa che ha il sapore della chimera: analizzare compiutamente il cinema di Sergio Leone. Un cinema che ha affascinato, incantato, emozionato già alcune generazioni e ha messo alla prova strumenti e capacità di analisi di molti studiosi all’opera dei quali, pur affiancandovi la mia passione personale, mi sono in parte affidato. Si tratta di un cinema caratterizzato da una forte componente realistico/spettacolare e da un evidente desiderio di coniugare il ‘vero’ con il limbo magico del mito seguendo la strada dell’epos più puro e sincero. Che il regista, i temi e la sua “fanciullesca” poesia siano alla base del mio interesse sarà dunque evidente fin dalle premesse biografiche trattate in maniera non convenzionale e forse poco accademica: ma l’intento non è mai stato quello di produrre una sterile e infantile agiografia né quello di voler andare a tutti i costi controcorrente. È che, come succederebbe con molti altri registi, parlare di Leone ha implicato, nel mio caso, fare anche un notevole sforzo di sottrazione, ovvero porsi di fronte al suo cinema anche con l’ottica contraria o con quella dello studioso distaccato, nel tentativo di essere più imparziale, più obiettivo e, di conseguenza, più concreto possibile. Seguendo inconsciamente il metodo induttivo di Leone, che nel concepimento di un film partiva da una singola idea messa a fuoco e poi allargava sempre di più il raggio d’azione, anche io, dopo innumerevoli altri progetti abbozzati e scartati, sono dunque partito con l’intenzione di circoscrivere all’interno dell’universo cinematografico del regista il tema della nostalgia. Motivo che si è poi arricchito inevitabilmente dei riverberi derivanti da altri temi ad esso connessi, come quelli della memoria, del dolore, della malinconia. La volontà, quindi, di riconnettere tutte le opere già di per sé omogenee attraverso varie linee guida ha obbligato l’assunzione di una analisi precisa e improntata alla rivelazione/rilevazione del filo rosso del sentimento della nostalgia ma aperta a tutti gli stimoli atti a gettare luce sulle complessità del cinema di Leone. La tesi si è proposta quindi di esplorare l’universo cinematografico leoniano sia dal punto di vista storico sia - soprattutto direi - dal punto di vista critico. Da una parte ho cercato di rinnovare il discorso su Leone rilevando l’importanza della sua opera cinematografica attraverso una visione priva, se possibile, di pregiudizi e di vincoli critico-dogmatici, dall’altra mi sono rifatto agli studi e alle interpretazioni già fornite da altri esperti, studiosi, competenti nel tentativo di confrontare ipotesi discordanti ma fertili e di verificare opinioni non correnti ma stimolanti. Lo scopo ultimo è stato ovviamente quello di arricchire l’analisi delle opere prese in considerazione in maniera più dettagliata, ovvero la cosiddetta trilogia americana, e le varie dinamiche storico-cinematografiche concernenti, non già nella vana ricerca della esaustività ma per dare peso alle voci di diverso genere che nel passato presente e in quello remoto hanno a loro modo affrontato e cercato di illustrare l’argomento.
Per ottenere simile risultato ho fatto ricorso, pur cercando di non appesantire troppo l’elaborato, a vere e proprie estrapolazioni dalle sceneggiature dei film di Leone e a un’intervista inedita con un importante collaboratore, Sergio Donati, suo sceneggiatore di fiducia. In generale, tuttavia, per difficoltà tecniche implicite e a volte insormontabili ma anche per l’ambiguità e la ricchezza delle immagini di Leone - che per la loro alta funzione simbolica darebbero vita ogni volta a interi corpus separati - ho preferito mantenermi nell’ambito di un’analisi più globalmente teorica, dove però il generale e il particolare si riflettessero rendendo possibile rintracciare echi e corrispondenze nei singoli film o addirittura in singole sequenze, se non in dettagli e simboli.

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Introduzione 4 - Introduzione - Il cinema è il più bel trenino elettrico che sia mai stato inventato. (Orson Welles) La presente tesi intende, da una parte, coronare un intero percorso di studi ma anche progetti e passioni improntati allo spettacolo e allo spettacolo cinematografico in particolare e, dall’altra, affrontare una scommessa che ha il sapore della chimera: analizzare compiutamente il cinema di Sergio Leone. Un cinema che ha affascinato, incantato, emozionato già alcune generazioni ed ha messo alla prova strumenti e capacità di analisi di molti studiosi all’opera dei quali, pur affiancandovi la mia passione personale, mi sono in parte affidato.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Roberto Donati Contatta »

Composta da 366 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3012 click dal 05/09/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.