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Valutazione della sicurezza alimentare nei Paesi meno sviluppati: una rassegna critica dei principali indicatori


Le ultime stime effettuate dalla FAO indicano che 798 milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo, 34 nei Paesi in transizione e 10 milioni nel mondo sviluppato si trovavano in uno stato di sottonutrizione tra il 1999 e il 2001.
Nello scorso 1996, capi e rappresentanti di Stato di 186 Paesi parteciparono al Summit Mondiale dell’Alimentazione, svoltosi a Roma, con lo scopo di porre le basi per la risoluzione del problema mondiale della fame.
Il principale obiettivo che si prefissarono è quello di dimezzare il numero dei sottonutriti entro il 2015.
Per tentare di realizzarlo il primo passo da fare è trovare una risposta a quattro domande basilari:
1. Chi sono le persone sottonutrite, o quelle a rischio di sottonutrizione (cosiddette vulnerabili);
2. Dove sono localizzate;
3. Quando sono sottonutrite (se in periodi particolari del ciclo vitale, o in seguito a calamità naturali e così via);
4. Perché sono sottonutrite.
Varie Organizzazioni hanno cercato di rispondere alle suddette domande, utilizzando diversi strumenti che permettessero loro di rappresentare adeguatamente le dimensioni del problema, nei Paesi in via di sviluppo. Questi metodi basano la propria funzione sull’uso di indicatori: misure che vengono utilizzate per mostrare lo stato attuale, o i cambiamenti relativi ad esso, di un target specifico della popolazione.
Gli indicatori utilizzati per la determinazione della sicurezza alimentare sono molteplici, ognuno di loro ne prende in considerazione un aspetto, ed è importante riuscire ad individuare quale sia l’indicatore più adatto per ogni situazione, secondo la valutazione che si vuole effettuare.
In questa tesi verranno affrontati temi come malnutrizione (cap. 1) e sottonutrizione (cap. 2), analizzandone gli effetti e soprattutto cercando di definirne le cause. Sarà presa in considerazione soprattutto la sicurezza alimentare, descrivendone i fattori che la caratterizzano (disponibilità, accessibilità e utilizzazione degli alimenti) e i problemi esistenti per la sua rilevazione statistica (cap. 3). Verranno presi in rassegna i principali indicatori utilizzati dalle diverse Organizzazioni e descritti i requisiti che ognuno di essi dovrebbe soddisfare (cap. 4) e verrà, infine, fatta un’analisi dettagliata dei due indicatori più in uso: gli indicatori antropometrici (cap. 5) e i bilanci alimentari (cap.6), attraverso la descrizione del loro utilizzo, dei loro vantaggi e, soprattutto, dei loro limiti.

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4 INTRODUZIONE “Gli Stati …riconoscono ad ogni essere umano il diritto ad avere un tenore di vita adeguato, per se stesso e per la sua famiglia, includendo un’alimentazione sufficiente, dei vestiti e una dimora…riconoscono il diritto ad ognuno di essere libero dalla fame, attuando specifici programmi, individualmente o attraverso cooperazioni internazionali…” (art. 11 del “Committee on economic, social and cultural rights”, mia traduzione). Le ultime stime effettuate dalla FAO indicano che 798 milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo, 34 nei Paesi in transizione e 10 milioni nel mondo sviluppato si trovavano in uno stato di sottonutrizione tra il 1999 e il 2001. Nello scorso 1996, capi e rappresentanti di Stato di 186 Paesi parteciparono al Summit Mondiale dell’Alimentazione, svoltosi a Roma, con lo scopo di porre le basi per la risoluzione del problema mondiale della fame. Il principale obiettivo che si prefissarono è quello di dimezzare il numero dei sottonutriti entro il 2015. Per tentare di realizzarlo il primo passo da fare è trovare una risposta a quattro domande basilari: 1. Chi sono le persone sottonutrite, o quelle a rischio di sottonutrizione (cosiddette vulnerabili); 2. Dove sono localizzate; 3. Quando sono sottonutrite (se in periodi particolari del ciclo vitale, o in seguito a calamità naturali e così via); 4. Perché sono sottonutrite. Varie Organizzazioni hanno cercato di rispondere alle suddette domande, utilizzando diversi strumenti che permettessero loro di rappresentare adeguatamente le dimensioni del problema, nei Paesi in via di sviluppo. Questi metodi basano la propria funzione sull’uso di indicatori: misure che vengono utilizzate per mostrare lo stato attuale, o i cambiamenti relativi ad esso, di un target specifico della popolazione. Gli indicatori utilizzati per la determinazione della sicurezza alimentare sono molteplici, ognuno di loro ne prende in considerazione un aspetto, ed è importante riuscire ad individuare quale sia l’indicatore più adatto per ogni situazione, secondo la valutazione che si vuole effettuare.

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Ilaria Proietti Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2415 click dal 07/09/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.