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Gli atti di concorrenza sleale

Il presente lavoro analizza in maniera chiara e completa l'intera problematica della concorrenza sleale.
La normativa non è stata oggetto di rivisitazione in seguito alla riforma del diritto societario e pertanto ad oggi conserva pienamente la validità dei contenuti espressi nel presente lavoro.
L'opera è articolata nel seguente modo: dopo una prima panoramica storica sull'evoluzione della disciplina vi è un capitolo dedicato ai soggetti coinvolti nella concorrenza sleale, per poi passare ad una completa disamina di tutte le possibili forme di concorrenza sleale attuabili.
Seguono l'art. 2599 inerente le sanzioni nonchè ulteriori due capitoli facenti riferimento al risarcimento del danno, ed all'azione delle associazioni professionali.
Si ringrazia per l'attenzione e si porgono sinceri auguri per l'avvenire.

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4 Introduzione Lo studio della concorrenza sleale implica l’osservazione della relazione di forze nel mercato. Implica perciò l’acquisizione della dinamica delle posizioni dei suoi attori quale dato insito di ogni rapporto giuridico. Le regole legali di ogni attività di mercato sono dirette a razionalizzarne le relazioni secondo criteri giuridici la cui valenza dipende dai momenti della storia. È noto che per lungo tempo la dottrina giuridica italiana ha considerato la concorrenza e l’iniziativa economica in posizione in qualche misura discordante. Una dottrina “progressista” ha visto la concorrenza come un “vincolo esterno”, di carattere pubblicistico, alla libertà di iniziativa che ne assoggetta il godimento alla sua finalizzazione, alla produzione efficiente e al trasferimento dei conseguenti benefici ai consumatori, così da garantire l’utilità sociale. Una diversa dottrina, pur escludendo in linea generale che il godimento della libertà di iniziativa economica debba essere condizionato alla prevalenza di un certo ordine di mercato, ha sostenuto che l’opportunità di consentire un funzionamento concorrenziale del mercato può richiedere, in determinate circostanze, da valutare caso per caso, di introdurre limitazioni a tale libertà. Ma come è ormai communis opinio, l’iniziativa economica è libera in quanto, tra l’altro, sia possibile per gli operatori accedere al mercato: garantire la concorrenza, e quindi la possibilità della libera partecipazione, significa pertanto assicurare le condizioni generali per la stessa esistenza della libertà d’impresa. Naturalmente la libertà d’impresa, come ogni libertà, non deve trasmodare in arbitrio è perciò non può essere intesa in maniera illimitata e incondizionata, il che implicherebbe la conseguente facoltà di recare

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Lecce Contatta »

Composta da 188 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.