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Salute organizzativa e job burnout

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Antonelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Francesco Avallone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

*ATTENZIONE: nel rispetto delle normative relative al copyright e alla privacy, ogni riferimento a persone fisiche e/o giuridiche e agli item costituenti i questionari sono omessi.*

Gli studi relativi al benessere nei luoghi di lavoro hanno tradizionalmente posto l’attenzione sulla sicurezza, enfatizzando la salute fisica dell’individuo o la cura del danno verificatosi e, nell’ampliare l’interesse anche a dimensioni psicologiche, hanno indagato lo stress piuttosto che il benessere globale e l’individuo stressato piuttosto che l’organizzazione in salute.
Negli ultimi anni la prospettiva è cambiata: si sono moltiplicati gli studi che pongono in risalto i legami diretti tra i concetti di salute e stili di vita; che sottolineano l’importanza dei fattori psicosociali nella determinazione dei rischi nei contesti lavorativi; che introducono il costrutto di salute dell'organizzazione. Con il termine salute organizzativa si intende “l’insieme dei nuclei culturali, dei processi e delle pratiche organizzative che animano la dinamica della convivenza nei contesti di lavoro promuovendo, mantenendo e migliorando la qualità della vita e il grado di benessere fisico, psicologico e sociale delle comunità lavorative” (Avallone, Paplomatas, 2005, p. 11).
Utilizzando presso un contesto organizzativo privato due recenti innovativi strumenti diagnostici, ovvero il MOHQ (Avallone, Paplomatas, 2005) e il OCS (Leiter, Maslach, 2000; Borgogni et al., 2004), rispettivamente afferenti ai costrutti della “Salute organizzativa” e al “Job burnout”, si sono potuti sviluppare gli obiettivi della presente Tesi di seguito schematizzabili:

- Valutazione dello “stato di salute” della struttura organizzativa attraverso una doppia ottica diagnostica, integrata inoltre dalla verifica di ipotesi relative alle differenze tra le medie delle sub-popolazioni, evidenziate dall’utilizzo dei due strumenti d’indagine.

-Esame delle caratteristiche psicometriche delle scale di misura dei due strumenti utilizzati, mediante analisi fattoriali esplorative e analisi di attendibilità.

-Analisi della validità concorrente tra i due questionari.

-Analisi di regressione per l’individuazione di predittori alle dimensioni di esito previste dagli strumenti.

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INTRODUZIONE Oggi le organizzazioni sono valutate non solo sulla base dei loro prodotti o dei loro macchinari, ma principalmente in base alla capacità di creare conoscenza della loro forza lavoro, tenendo conto di come lavorano e di cosa rappresenta per loro il lavoro. La tutela e la gestione efficace delle risorse umane, ossia la salute dei dipendenti, nel lungo periodo, sarà un fattore cruciale per l’Europa; infatti il successo sociale ed economico dell’Europa dipende sempre più da dipendenti altamente qualificati, motivati e in buona salute, capaci soprattutto di dar vita a processi e pratiche organizzative, animati da una cultura organizzativa costituita sia da una concezione psicosociale della salute, sia da valori intrinseci alla convivenza, in grado di dare adeguate risposte ai continui cambiamenti nell’ambito dei contesti lavorativi. Fenomeni come la globalizzazione, la disoccupazione, il crescente uso di tecnologie, i mutamenti nelle modalità d’impiego, l’invecchiamento, la crescita dell’importanza dei servizi, il sotto-dimensionamento, l’aumento dei lavoratori nelle PMI, l’orientamento verso l’utenza e verso un management di qualità sono realtà che oggi non possono più essere trascurate nelle politiche del welfare state, in quanto senza lavoratori motivati, competenti e con una forte identificazione nei valori, i mutamenti saranno gestiti con difficoltà e gli esiti dannosi non saranno mai circosritti solo a livello individuale. Affascinato dai recenti sviluppi di ricerca e intervento inerenti al concetto di salute nelle organizzazioni che il prof. Avallone e la dott.ssa Paplomatas hanno esposto nel contesto di un articolato progetto condotto in collaborazione col Dipartimento della Funzione Pubblica, ho accolto con grande entusiasmo la proposta di confrontare lo strumento d’indagine da loro costruito e validato (Questionario multidimensionale della salute organizzativa, MOHQ) con quello costituito dal recente sviluppo del job burnout che la prof.ssa Maslach e il prof. Leiter hanno presentato (Organizational Checkup Survey, OCS), validato inoltre in Italia con la supervisione della prof.ssa Borgogni. Proponendo tale indagine presso l’estesa organizzazione di [omissis], ho trovato presso una struttura organizzativa [omissis] l’opportunità di somministrare i due strumenti d’indagine presso 470 dipendenti e, nel restituire alla struttura - che nella massima collaborazione si è resa disponibile – lo stato di salute organizzativa emerso attraverso una doppia ottica diagnostica, ho avuto modo, attraverso un’articolata analisi dei dati, di confermare i modelli concettuali sottesi dai due strumenti d’indagine e confrontarne gli esiti sia in termini diagnostici, sia in un’ipotesi d'intervento.

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