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Un modello per la stima della capacità autodepurativa di un corpo idrico superficiale. Applicazione al caso di studio di un bacino scolante in Laguna di Venezia.

Informazioni tesi

  Autore: Roberto Galvanelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio
  Relatore: Luca Palmeri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

Nel corso degli anni le attività umane hanno provocato un sensibile aumento del flusso di nutrienti (principalmente azoto e fosforo) che viene depositato sul suolo e da qui trasportato verso la rete idrica superficiale e sotterranea per raggiungere infine le zone marino-costiere quali la Laguna di Venezia.
Il sistema idrografico della Laguna di Venezia occupa circa 2500 km2, dei quali quasi 2000 km2 costituiscono il bacino scolante. Il sottobacino Adige-Bacchiglione è stato utilizzato per la calibrazione del modello, mentre il sottobacino del Vela per la sua validazione.
Le lagune sono ecosistemi di transizione particolarmente sensibili, ed un eccessivo apporto di nutrienti può portare al degrado delle acque e a problemi di eutrofizzazione delle stesse. Risulta dunque importante disporre di uno strumento capace di valutare i carichi inquinanti scaricati in laguna dal cosiddetto bacino scolante. Per far questo è necessario costruire un bilancio di nutrienti completo che consideri i carichi residui, i carichi scaricati e, argomento di questa tesi, le quantità di nutrienti rimosse lungo la rete idrica superficiale.
Due sono stati i principali processi ritenuti responsabili della rimozione permanente dei nutrienti: la denitrificazione per l’azoto e il seppellimento negli strati profondi dei sedimenti per il fosforo.
La stima della capacità autodepurativa di un corpo idrico è possibile sono se basata su un consistente set di dati, per questo spesso si ricorre all’uso di modelli matematici. Il modello matematico di riferimento, proposto da Behrendt e Opitz (2000), è il seguente:
Con: S = carico scaricato (ton/anno) 11SRxβα=+⋅
R = carico residuo (ton/anno)
x = variabile che regola la rimozione di nutrienti
α, β = coefficienti di calibrazione.
È stato elaborato un primo modello per l’azoto e per il fosforo, sostituendo alla variabile x rispettivamente il carico idraulico, rapporto tra deflusso superficiale e area bagnata, e il runoff specifico, rapporto tra deflusso superficiale e area del bacino. Successivamente si è aggiunta la dipendenza dalla temperatura per quanto riguarda l’azoto e dalla concentrazione di fosforo totale per il fosforo. La calibrazione è stata effettuata prima con dati annuali e poi con dati mensili. Il grado di correlazione tra le variabili è stato valutato tramite il coefficiente di correlazione per ranghi di Spearman, mentre la bontà della simulazione è stata valutata tramite il coefficiente di efficienza di Nash and Sutcliff.
Dai risultati dello studio è emerso come la rimozione di azoto possa essere efficacemente descritta in funzione del carico idraulico. Il passaggio a dati mensili porta ad una migliore capacità di simulazione. L’introduzione del termine di temperatura non comporta invece significativi miglioramenti al modello, probabilmente a causa della differenza tra la scala temporale del modello e scala temporale caratteristica del processo di denitrificazione. La rimozione di fosforo può essere descritta efficacemente in funzione del solo runoff specifico, ed anche in questo caso il passaggio alla scala mensile ha portato significativi miglioramenti. L’applicazione a bacini diversi da quello di calibrazione richiede tuttavia ulteriori verifiche.
Bibliografia:
Behrendt, H., Opitz, D., 2000. Retention of nutrients in river system: dependence on specific runoff and hydraulic load. Hydrobiologia 410 (0), 111-122.

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CAPITOLO 1 INTRODUZIONE 1.1. Il problema dell’eutrofia nelle zone di foce ed in particolare nella Laguna di Venezia Il XX secolo è stato un periodo di intense trasformazioni che hanno interessato la sfera sociale, politica ed economica di molti paesi occidentali, Italia compresa. In particolare, la Seconda Guerra Mondiale aveva lasciato in eredità un’Europa estremamente povera, priva di un’economia trainante e dove uno dei problemi principali da risolvere era quello di garantire cibo a sufficienza per tutti i cittadini. Le organizzazioni europee, allora appena nate, affrontarono questa necessità incoraggiando lo sviluppo agricolo e fondando, a tale scopo, una Politica Agricola Comune o PAC (Common Agricultural Policy) che prevedeva incentivi e sovvenzioni per i produttori agricoli (Herbke et al., 2005). Questa politica orientata alla sola produzione ebbe gli effetti desiderati, ma accanto ad essi apparirono ben presto anche le prime conseguenze negative dovute all’intenso sfruttamento del suolo. Se inoltre si considera il contemporaneo sviluppo economico-industriale, l’urbanizzazione progressiva di vaste aree territoriali ed un atteggiamento comune non certo orientato alla salvaguardia delle risorse naturali, appaiono inevitabili le forti modificazioni che oggi sono visibili nell’ambiente e, in particolare per il lavoro di questa tesi, nel ciclo naturale di molti elementi chimici fondamentali per la vita vegetale, quali azoto e fosforo. Attività di origine umana come la fertilizzazione agricola, il dissodamento e la bonifica di numerose aree naturali hanno provocato un continuo e considerevole aumento del flusso di nutrienti che viene depositato sul suolo e da qui trasportato verso la rete idrica superficiale e sotterranea, per raggiungere poi le zone marino- costiere (Jansson et al., 1994; Vitousek et al., 1997; Moffat, 1998). Per esempio, le 5

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Parole chiave

autodepurazione
bacino scolante
ecological modelling
eutrofia
laguna di venezia
nutrienti
zone di foce

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