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Narciso e la sostenibile pesantezza dell'effimero

Il lavoro che viene presentato affronta il tema del narcisismo inquadrandolo nell’orbita della complessa società attuale. Percorrendo l’evoluzione socio-storica che ha visto il succedersi della post-modernità alla modernità, viene analizzato in modo esaustivo il tema del “processo di personalizzazione” in cui è stato coinvolto l’individuo contemporaneo e sono illustrati alcuni aspetti-chiave dell’individualismo narcisistico, all’interno della cornice della società dello spettacolo e del consumo di massa.
In particolar modo, il punto focale della discussione riguarda gli studi e gli approfondimenti di Gilles Lipovetsky, sociologo e filosofo francese, del quale si riconosce la significatività e l’originalità di alcuni saggi e scritti inerenti al tema sopra citato.
Una volta indagati e valutati i tratti salienti di quella che Lipovetsky definisce l’«era del vuoto», viene proposta una disamina del sistema della moda nelle moderne società occidentali, sempre mantenendo come punto di riferimento il pensiero di Lipovetsky.
L’autore, essendo stato capace di scorgere una caratteristica prioritaria della moda, ossia l’astuzia dell’irragionevolezza di moda, confuta l’idea dell’antitesi scontata tra artificiale e reale, tra ciò che è superficiale e ciò che è guidato dalla ragione, tra seduzione e logica razionale.
Pertanto, nell’ultima parte della trattazione, tenendo in considerazione la condizione dell’individuo nelle società democratiche contemporanee, ormai affrancatesi dall’epoca della soggezione alle grandi ideologie politiche, religiose e morali dei secoli precedenti, viene esaminata la questione riguardante la facoltà dell’homo democraticus di salvaguardare un valore solido e costante qual è l’uguaglianza in una società iper-individualistica. Come afferma Lipovetsky, infatti, nonostante la coesistenza d’orientamenti vacillanti, contrapposti, destabilizzanti e soggetti ad obsolescenza accelerata, permane un attaccamento forte e duraturo nei confronti dei valori fondamentali dell’ideologia moderna: uguaglianza, libertà, diritti dell’uomo.
L’intento finale è quello di tracciare i contorni di una possibile ed auspicabile società in cui, nel rispetto della libertà e dell’indipendenza degli individui, si consolidino rapporti di vicinanza, di scambio reciproco, di solidarietà, ancora realizzabili nelle società altamente individualizzate, anche se la rivalutazione dell’Altro comporta, in parte, una rinuncia all’insaziabile brama d’auto-realizzazione privata, alla ricerca di una terapia per l’angoscia esistenziale.

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II Introduzione “ Cher corps, je m’abandonne à ta seule puissance; L’eau tranquille m’attire où je me tends mes bras: A ce vertige pur je ne résiste pas. Que puis-je, ô ma Beauté, faire que tu ne veuilles?” Paul Valery 1 Il mito di Narciso (Caravaggio) Il termine Narciso è etimologicamente connesso alla parola greca Narkè che significa torpore. Nella mitologia greca, Narciso è un giovane talmente bello che, specchiandosi nell’acqua di un torrente, si innamora a tal punto della propria immagine da perdere la testa e cadere nell’acqua, annegando. La morale del mito è che colui che ama troppo se stesso va incontro alla morte. Ne deriva, così, una connotazione negativa della parola Narciso. 1 P.Valery, Cantate du Narcisse, scena II, Paris, Nrf-Gallimard, 1944.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Rossella Porcelli Contatta »

Composta da 145 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.