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Le allergie della pelle in un'ottica psicosomatica: la dermatite atopica

Le allergie rappresentano uno degli squilibri più frequenti del funzionamento del sistema immunitario, causato da molteplici fattori scatenanti (linfociti T-helper, IgE, infezioni) e favorito da fattori predisponenti, sia ambientali che genetici. In particolare le allergie della pelle coinvolgono un organo di senso, che è anche una barriera protettiva, un contenimento e un rivestimento dell’intero corpo con una forte valenza simbolica di limite, difesa, filtro, mezzo di comunicazione e di contatto. Tutte le allergie della pelle – orticaria, edema di Quincke, sindrome orticaria-angioedema (SOA), dermatiti da contatto e, in particolare, la dermatite atopica vengono descritte sia nei loro aspetti fisiologici che in quelli psicologici. Sono analizzati, attraverso numerose ricerche, gli aspetti psicodinamici e psicosomatici, le relazioni tra allergie cutanee e prurito, tratti di personalità, rifiuto materno, eventi stressanti e prime relazioni oggettuali. Le ultime ricerche hanno preso in considerazione l’influenza sulla dermatite atopica di fattori sia biologici che psicologici. Sono illustrati uno studio tedesco e una proposta di ricerca interdisciplinare con relativi test.

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Pg. 6 1. LE ALLERGIE Un alterato funzionamento del sistema immunitario. Uno dei più frequenti squilibri della funzione immunitaria è l’allergia. L’etimologia della parola – dal greco allos = altro e ergon = lavoro, reazione - implica il concetto di una reazione anomala, ”altra” ad uno stimolo; oggi essa è intesa esclusivamente nel senso di “abnorme iperreattività immunitaria specifica verso sostanze eterologhe, innocue per i soggetti normali” (Errigo, 1990). Ciò avviene in quanto il sistema di riconoscimento scambia una sostanza innocua per una dannosa, innescando così una risposta immunitaria che può essere di due tipi: - 1) ipersensibilità ritardata, così definita, in quanto la reazione allergica ha bisogno di circa 48 ore per manifestarsi. In tal caso poiché il sistema di riconoscimento non funziona, la sostanza innocua, considerata erroneamente dannosa, agisce come un antigene e stimola la reazione cellulare che utilizza macrofagi e linfociti T. Questi ultimi sono stimolati dall’antigene a

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Liliana Bordoni Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

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Consultata integralmente 16 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.