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Verifiche fiscali e garanzie del contribuente

L'attività ispettiva della Guardia di Finanza può essere considerata come una delle più efficaci risorse di cui dispone l'Amministrazione finanziaria per controllare l'esatta determinazione dei presupposti della capacità contributiva e vigilare sul corretto adempimento degli obblighi fiscali.
In termini generali, pertanto, la verifica può essere definita come un'indagine finalizzata all'acquisizione ed al reperimento di ogni elemento utile all'accertamento dei redditi e delle imposte, nonché alla repressione delle violazioni. A tale genere di attività possono essere assoggettati tutti i contribuenti tenuti all'osservanza delle prescrizioni previste per l'applicazione dei tributi.
Dunque, l'attività ispettiva non costituisce uno strumento utilizzato esclusivamente in relazione a situazioni anomale o patologiche, bensì, nell’ottica generale del sistema tributario, è destinata a fungere da deterrente, stimolando l’adempimento spontaneo dei singoli contribuenti.
Ed, infatti, la necessità che il soggetto verificato non percepisca l’evento come traumatico per sé stesso e per la propria attività economica, nonché l’esigenza di rendere certo, trasparente ed imparziale l’ordinamento tributario, ha spinto il legislatore, negli ultimi anni, ad occuparsi sempre di più dei rapporti tra parte pubblica e parte privata cercando, da un lato, di contemperare la necessità di un’azione ispettiva efficace e dall’altro di assicurare che contribuente sia tutelato da un corpus normativo facilmente conoscibile e stabile nel tempo.
Non bisogna, inoltre, dimenticare che il soggetto passivo del tributo è titolare di un complesso di posizioni giuridicamente tutelabili, alcune di esse sancite dalla stessa Costituzione come, ad esempio, la libertà personale e domiciliare o il diritto alla segretezza della corrispondenza.
L'attività di controllo tributario, pertanto, dovrebbe sempre rappresentare una continua sintesi fra le potestà autoritative di cui è titolare l'Amministrazione finanziaria ed il complesso di garanzie riconosciute dall'ordinamento al soggetto ispezionato.
In tale quadro si colloca l’approvazione della legge del 27 Luglio 2000, n. 212, rubricata “Statuto dei diritti del contribuente”, con la quale il legislatore ha posto le basi per un rapporto meno conflittuale e più corretto tra contribuente e Amministrazione finanziaria.
In particolare l’art. 12 dello Statuto prevede tutta una serie di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifica e stabilisce le regole in ordine alle modalità di esecuzione dei controlli. La nuova disciplina si presenta di grande rilievo ed interesse dato che essa costituisce la prima disposizione normativa esplicita in tema di diritti del contribuente sottoposto a verifica fiscale e offre allo stesso validi strumenti per far valere le proprie ragioni .
In tale lavoro, si cercherà, inizialmente, di prestare attenzione all’evoluzione del rapporto fisco-contribuente, alla luce della entrata in vigore della L. n. 212/2000 della quale si evidenzieranno, in particolare, le disposizioni contenute negli artt. 10, 5 e 6; successivamente si illustrerà dettagliatamente l’attuale disciplina che regola lo svolgimento delle verifiche fiscali, nonché i diritti e le garanzie del contribuente ad essa sottoposto; infine si cercherà di inquadrare la posizione soggettiva del contribuente nei confronti dei controlli dell’Amministrazione finanziaria, con particolare riguardo ai mezzi di tutela che tale soggetto potrà esperire in caso di violazioni delle norma statutarie.

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5 Introduzione. L'attività ispettiva della Guardia di Finanza può essere considerata come una delle più efficaci risorse di cui dispone l'Amministrazione finanziaria per controllare l'esatta determinazione dei presupposti della capacità contributiva e vigilare sul corretto adempimento degli obblighi fiscali. In termini generali, pertanto, la verifica può essere definita come un'indagine finalizzata all'acquisizione ed al reperimento di ogni elemento utile all'accertamento dei redditi e delle imposte, nonché alla repressione delle violazioni. A tale genere di attività possono essere assoggettati tutti i contribuenti tenuti all'osservanza delle prescrizioni previste per l'applicazione dei tributi.. Dunque, l'attività ispettiva non costituisce uno strumento utilizzato esclusivamente in relazione a situazioni anomale o patologiche, bensì, nell’ottica generale del sistema tributario, è destinata a fungere da deterrente, stimolando l’adempimento spontaneo dei singoli contribuenti. Ed infatti, la necessità di far si che il verificato non percepisca l’evento come traumatico e deleterio per se stesso e per la propria attività economica, nonché l’esigenza di rendere certo, trasparente ed imparziale l’ordinamento tributario, ha spinto il legislatore, negli ultimi anni, ad occuparsi sempre di più dei rapporti tra il fisco ed il contribuente cercando, da un lato, di contemperare la necessità di un’azione ispettiva efficace e dall’altro di assicurare che il contribuente sia tutelato da un corpus normativo facilmente conoscibile e stabile nel tempo.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Angarano Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5603 click dal 22/09/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.