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Bambini abusati... dopo il ''silenzio'': bambini bisognosi di educazione alla sessualità e all'affettività

Molti bambini si ritrovano in case famiglia dopo aver subito abusi sessuali, e, appunto per questo hanno il terrore di avvicinarsi all'altro.
Ne scaturisce la necessità di inculcargli una giusta educazione alla sessualità e all'affettività.in quest'elaborato, dopo aver fatto la mia esperienza su campo in una casa famiglia per minori abusati, ho progettato appunto questo tipo di attività.

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Premessa La violenza sessuale ai danni dei minori ha radici antiche e continua tuttora in forme nuove e meno evidenti, nonostante ciò la consapevolezza sociale del fenomeno della violenza sessuale ai danni dell’infanzia rimane molto carente: tuttora nel nostro paese (e non solo) manca una cultura della prevenzione e della risposta all’abuso, prevale una cultura della rimozione. Henry Kempe riteneva che il riconoscimento della realtà della violenza sessuale contro i bambini, la misurazione e lo studio del fenomeno, la ricerca di strumenti e risorse efficaci a contrastarlo rappresentassero una delle fasi più avanzate del percorso che conduce le società moderne ad una matura e responsabile protezione dell’infanzia. Il mio elaborato nasce dall’esperienza ottenuta grazie alla partecipazione direttamente sul campo, ai problemi che investono i bambini abusati. Credo che l’educazione sessuale deve tenere conto della dimensione emotiva, relazionale emulsionale della sessualità, degli aspetti di desiderio e piacere così come degli aspetti di problematicità e conflitto. Il modello di educazione sessuale che vorrei proporre è un’esperienza che consentirebbe ai ragazzi di dar voce ai loro bisogni di comunicazione. Educare alla sessualità significa piuttosto raggiungere i bambini e gli adolescenti nella loro confusione, nelle loro emozioni, nelle loro fantasie ed esperienze; e, a partire dalla condivisione di queste vicende, renderne loro possibile la traduzione in parole, per poterle finalmente pensare e ricondurre al Sé in modo consapevole. L’abuso sessuale si inscrive su un terreno dove è assente la parola, erigendo sul silenzio e sul segreto la sua esistenza. Il silenzio nasce infatti dalla incapacità di empatia con il bambino e la sua verità. Ci si accorge, allora, che è il mondo degli adulti che ha bisogno di silenzio rispetto alle tragedie dell’infanzia, un bisogno di non vedere, non sapere e non pensare che rinnova ogni momento la solitudine e l’impotenza del bambino rispetto al suo dolore. La sessualità minorile si svolge fra abuso e colpevolizzazione, fra violenza e diseducazione. Se sono gli adulti che imprigionano le piccole vittime nella cortina del segreto, sono ancora gli adulti che li possono liberare proteggere e curare. Lasciati soli, i ragazzi crescono e si identificano con l’adulto che li sfrutta, separandosi radicalmente da se stessi. Finchè, divenuti adulti, riprendono contatto con l’infanzia, la propria e quella altrui, nel modo che hanno imparato, intrudendo con i propri bisogni anche sessuali nell’esistenza dei piccoli di cui sono diventati genitori, amici, responsabili.

Tesi di Master

Autore: Velia Loffreda Contatta »

Composta da 20 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4988 click dal 26/09/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.