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Comunicazione e pubblica amministrazione: il caso del Comune di Pescara

“La repubblica democratica – res pubblica non solo nel senso proprio della parola, ma anche nel senso di esposta al pubblico – esige che il potere sia visibile. […] Sotto quest’aspetto è essenziale alla democrazia l’esercizio dei vari diritti di libertà, i quali permettono il formarsi dell’opinione pubblica, e assicurano in tal modo che le azioni dei governanti vengano sottratte alla segretezza della camera di consiglio, snidate dalle sedi occulte in cui cercano di sfuggire agli occhi del pubblico, vagliate, giudicate e criticate quando sono rese note”.
Così ha scritto Norberto Bobbio nel suo “Stato, Governo, Società”, riferendosi ad uno dei principi basilari su cui si regge un ordinamento democratico come quello repubblicano.
Questa Tesi si occupa proprio di distinguere ed analizzare le attività e le modalità in cui gli enti pubblici rendono noti e garantiscono l’accesso agli atti per il proprio pubblico di riferimento, vale a dire, i cittadini.
Tale attività prende il nome di comunicazione pubblica, attività per cui la dottrina non distingue una definizione univoca e che coinvolge diversi ambiti d’interesse avvalendosi, di conseguenza, degli strumenti utilizzati in svariati settori della comunicazione.
Il dibattito sull’importanza della comunicazione degli enti pubblici verso i cittadini è iniziato negli anni Novanta, con la promulgazione della L.142/90, ed ha raggiunto il suo culmine con l’approvazione della L.150/2000, con cui la disciplina delle attività di comunicazione presso gli enti pubblici ha trovato la propria definitiva collocazione.
Lo stato dell’arte di questo cambiamento basato sulla comunicazione - che sfrutta anche gli strumenti messi a disposizione dall'informatica, sostanziando quelle che prendono il nome di politiche di e-government (anch'esse analizzate nello scritto) - può essere osservato dal punto di vista dottrinale, esaminando i principi ispiratori di questa moderna disciplina quale è, appunto, la comunicazione pubblica; dal punto di vista normativo, analizzando il dettato normativo delle principali leggi di riforma della pubblica amministrazione approvate dagli anni Novanta ad oggi; da un punto di vista “interno” agli enti pubblici, osservando direttamente le attività di comunicazione pubblica svolte presso un ente come avviene, in questo caso, analizzando le attività di comunicazione esterna del Comune di Pescara.
Il fine ultimo di questo lavoro è dunque quello di circoscrivere le differenti problematiche al fine di verificare l’effettiva importanza che la comunicazione pubblica riveste oggi nel rapporto fra gli enti pubblici e i cittadini.

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IV INTRODUZIONE LA COMUNICAZIONE AL SERVIZIO DELLA DEMOCRAZIA. Uno dei principi basilari su cui regge un ordinamento democratico come quello repubblicano risiede nella pubblicità degli atti, ergo, nella loro comunicazione: “la repubblica democratica – res pubblica non solo nel senso proprio della parola, ma anche nel senso di esposta al pubblico – esige che il potere sia visibile. […] Sotto quest’aspetto è essenziale alla democrazia l’esercizio dei vari diritti di libertà, i quali permettono il formarsi dell’opinione pubblica, e assicurano in tal modo che le azioni dei governanti vengano sottratte alla segretezza della camera di consiglio, snidate dalle sedi occulte in cui cercano di sfuggire agli occhi del pubblico, vagliate, giudicate e criticate quando sono rese note” 1 . Per dare concreta attuazione a tale principio basilare per ogni ordinamento democratico, negli ultimi quindici anni si è avviato un costante processo di riforma della pubblica 1 N. Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, Torino, pp. 20-21.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Matteo De Leonardis Contatta »

Composta da 205 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6505 click dal 25/09/2006.

 

Consultata integralmente 33 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.