Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La cittadinanza tra antichità e postmodernità

Il tema della “cittadinanza” si rivela un concetto di indiscutibile valore. Essere cittadini ha costituito, dal momento della formazione della città e dello Stato, un elemento indispensabile per poter far parte di una comunità e soprattutto per vedersi riconosciuti e rispettati diritti indispensabili per la propria esistenza. In questo sistema rientra anche l’esplicito dovere di adempiere agli obblighi imposti da una entità superiore all’interno di un quadro collettivo sociale impostato su un preciso ordine politico – giuridico.
Si è verificata quella lenta e progressiva evoluzione del fenomeno della cittadinanza, che ha subìto nel corso dei secoli molteplici e significativi cambiamenti in dipendenza delle diverse fasi storiche che hanno caratterizzato il contesto europeo.Considerando l'epoca attuale l'elemento "cittadinanza" assume caratteristiche particolari e induce a diverse riflessioni. Il nostro Paese, infatti, è invaso, ora più che mai, da altre culture e razze, a partire dagli immigrati di origine africana, sino a giungere a identità marocchine, tunisine, con una vasta presenza di razze di provenienza orientale, come soprattutto cinesi.
A questo punto spontaneamente mi chiedo: cosa significa essere cittadini? O meglio: chi è effettivamente cittadino? Di quali diritti godono i cosiddetti “invasori” ( in senso bonario ) del nostro territorio? Degli stessi che appartengono a me che sono cittadina del mio Paese e della Comunità europea di cui l’Italia fa parte?

Mostra/Nascondi contenuto.
4 CAPITOLO I LA CITTADINANZA NELLA ESPERIENZA STORICA 1.1 La polis ateniese Oggi lo Stato viene spesso considerato un’entità formale e indipendente, in conflitto con l’individuo e ben distante nel proprio campo dai cittadini. Per i Greci, invece, l’appartenenza ad uno Stato e lo Stato stesso erano strettamente collegati. Di fatto lo Stato (la polis ) era i suoi cittadini. La cittadinanza era l’appartenenza alla polis ateniese. Si trattava di una totalità composta di obblighi formali e privilegi, uniti a comportamenti, sensazioni e atteggiamenti comuni in stretta relazione con questi. Essere un cittadino ateniese voleva dire essere un individuo che ha parte nella città. Nel corso di gran parte del IV e V secolo, possedere la cittadinanza ateniese voleva dire appartenere ad una polis definita da una costituzione democratica. Fatta eccezione per la piccola percentuale di stranieri cui la cittadinanza veniva conferita per decreto, i cittadini della polis ateniese erano soggetti maschi che avevano raggiunto l’età di diciotto anni e che erano stati debitamente registrati nella stessa circoscrizione rurale dell’Attica cui appartenevano i loro padri. Il principale dovere dei cittadini era quello di obbedire alle leggi della polis, tanto più che la pena per i trasgressori consisteva spesso nella perdita dei diritti civili e dei privilegi garantiti dalla legge. Il servizio militare e il pagamento delle tasse costituivano altri ovvi obblighi, sebbene questi, al

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Claudia Nasole Contatta »

Composta da 199 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2119 click dal 03/10/2006.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.