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Literatura y compromiso: la scrittura militante di H.G. Oesterheld e H. Conti

Con questo lavoro ci siamo proposti di rintracciare, nel romanzo Mascaró, el cazador americano (1975) di Haroldo Conti e nella serie a fumetti El Eternauta (1957-59, 1969, 1976) di Héctor Germán Oesterheld, le ragioni profonde e i modi con cui gli autori hanno dato forma compiuta alla loro scelta di produrre una letteratura dichiaratamente militante.
Desideriamo specificare da subito che non si tratta di un tentativo di comparazione. Abbiamo ritenuto che ricercare analogie e differenze, corrispondenze e divergenze tra le opere prese in considerazione, in termini contenutistici e stilistici, potesse risultare un lavoro estremamente complesso e dispersivo, e non soltanto per i differenti mezzi espressivi utilizzati da Conti e Oesterheld. Ciò ci avrebbe probabilmente allontanato dallo scopo reale della nostra ricerca.
Obbiettivo del nostro lavoro è quello di raccontare due esperienze letterarie parallele ed uniche, due fondamentali tentativi di interpretare e combattere, per mezzo dell’arte e al di là di essa, la crisi politica e sociale che avrebbe successivamente portato l’Argentina alla sanguinaria dittatura militare del 1976.
Non possiamo dimenticare che un tragico destino accomuna Haroldo Conti e Héctor Germán Oesterheld: le liste dei desaparecidos argentini, il cui numero rimane ancora imprecisato, contengono anche i loro nomi. Entrambi furono sequestrati, fatti sparire e assassinati dal regime militare conosciuto storicamente col nome di Proceso de Reorganización Nacional. Ma, teniamo a precisare, il presente lavoro si guarda bene dal fare di questa terribile circostanza una categoria di analisi letteraria: Mascaró, el cazador americano e El Eternauta non diventano insieme oggetto d’analisi perché i rispettivi autori furono ambedue sequestrati e uccisi.
Non sarebbe stato scientificamente né umanamente corretto istituire la voce “Scrittori desaparecidos” e utilizzarla come ambito di studio, poiché tale assurda operazione avrebbe calpestato l’identità e gli sforzi artistici degli autori e delle loro opere.
Certamente l’importanza del tentativo di Oesterheld e Conti di coniugare arte e vita nella finzione non acquisisce tutta la sua grandezza soltanto alla luce del tragico destino degli autori.
Semmai, è doveroso sottolineare che la forza della loro arte fece tremare la strategia scellerata del regime e l’illogicità della sua violenza. Agli occhi dei militari criminali questa forza fu una colpa da condannare, un’energia da soffocare.
Ma se, negli anni ’70, la rivoluzione che gli autori sognavano avesse vinto, se l’incubo della dittatura fosse stato scongiurato, la loro letteratura avrebbe rivestito la medesima importanza. E noi avremmo deciso di studiare le loro opere con lo stesso interesse che oggi ci spinge a farlo.
Pur essendo stato concepito come un doveroso atto di memoria, lo studio qui condotto non avrebbe insomma potuto assumere come categoria critica di partenza il crimine di cui gli autori furono oggetto. Si sarebbe trattato, in quel caso, di un tentativo macchiato da premesse prive di validità, per non dire che avrebbe rappresentato una spaventosa legittimazione dei delitti della giunta militare, elevandoli colpevolmente al grado di categoria e di presupposto dell’analisi.
Ma perché allora la scelta di Mascaró e dell’Eternauta?
Avremmo potuto ripercorrere la preziosa opera di testimonianza e denuncia di Rodolfo Walsh, o considerare la situazione argentina negli anni ‘70 con gli occhi di Tizón, Soriano o Costantini, e di tanti autori costretti come loro all’esilio dalla dittatura.
Abbiamo invece scelto di fermare l’attenzione sull’Argentina in bilico sul baratro del momento più buio della sua storia. Abbiamo scelto di raccontare la storia di due scrittori di finzione che avevano presentito la minaccia della catastrofe e avevano scelto di resistere e di passare al contrattacco. Per questo, assumendo una gravosa e rischiosa responsabilità intellettuale, avevano fatto in modo che la loro letteratura guardasse alla storia, che si mescolasse alla vita, che si trasformasse in arma senza per questo perdere libertà espressiva.
I mezzi utilizzati da Conti e Oesterheld non sono la cronaca né la denuncia, ma il romanzo e la sceneggiatura per fumetto, entrambi esempi di letteratura di finzione.
In questo crediamo di poter riconoscere il valore universale della loro opera: gli autori non snaturarono la propria vocazione artistica, non sterilizzarono le proprie opere, passandole al setaccio dell’ideologia e rinunciando al principio estetico.
Per non soccombere alle nubi che si addensavano sull’Argentina di quegli anni, Conti e Oesterheld decisero di continuare a inventare e raccontare storie, affinando i propri strumenti affinché l’atto creativo incarnasse una scelta d’impegno e la letteratura fosse portatrice di una speranza di riscatto per gli argentini e per tutto il Latinoamérica.

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3 Premessa Le ragioni di questo lavoro. “con este poema no tomarás el poder” dice “con estos versos no harás la Revolución” dice “ni con miles de versos harás la Revolución” dice se sienta a la mesa y escribe. Juan Gelman, Confianzas Con questo lavoro ci siamo proposti di rintracciare, nel romanzo Mascaró, el cazador americano (1975) di Haroldo Conti e nella serie a fumetti El Eternauta (1957-59, 1969, 1976) di Héctor Germán Oesterheld, le ragioni profonde e i modi con cui gli autori hanno dato forma compiuta alla loro scelta di produrre una letteratura dichiaratamente militante. Desideriamo specificare da subito che non si tratta di un tentativo di comparazione. Abbiamo ritenuto che ricercare analogie e differenze, corrispondenze e divergenze tra le opere prese in considerazione, in termini contenutistici e stilistici, potesse risultare un lavoro estremamente complesso e dispersivo, e non soltanto per i differenti mezzi espressivi utilizzati da Conti e Oesterheld. Ciò ci avrebbe probabilmente allontanato dallo scopo reale della nostra ricerca. Obbiettivo del nostro lavoro è quello di raccontare due esperienze letterarie parallele ed uniche, due fondamentali tentativi di interpretare e combattere, per mezzo dell’arte e al di là di essa, la crisi politica e sociale che avrebbe successivamente portato l’Argentina alla sanguinaria dittatura militare del 1976. Non possiamo dimenticare che un tragico destino accomuna Haroldo Conti e Héctor Germán Oesterheld: le liste dei desaparecidos argentini, il cui numero rimane ancora imprecisato, contengono anche i loro nomi. Entrambi furono sequestrati, fatti sparire e assassinati dal regime militare conosciuto storicamente col nome di Proceso de Reorganización Nacional. Ma, teniamo a precisare, il presente lavoro si guarda bene dal fare di questa

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Leotta Luca Antonio Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 853 click dal 03/10/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.