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Problematiche attuali dell'imposizione personale sul reddito

Il presente lavoro di tesi, dopo aver affrontato le problematiche di carattere generale che riguardano l'imposizione personale sul reddito, come l’equità tributaria, la scelta dell’unità impositiva, la scelta della base imponibile e della normalizzazione del reddito, si propone di approfondire il tema della tassazione dei redditi familiari alla luce delle modifiche legislative contenute nella Legge Delega n. 80 del 2003 ed introdotte dalle leggi n. 289 del 27 dicembre 2002 (legge finanziaria per il 2003) e n. 311 del 30 dicembre 2004 ( legge finanziaria per il 2005), aderendo tra l’altro al consolidato orientamento giurisprudenziale della Corte Costituzionale che sancisce l’illegittimità del principio del cumulo dei redditi di uno stesso nucleo familiare, obbligando così i contribuenti ad una tassazione individuale.
L’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) nell’attuale sistema di tassazione separata dei redditi, a causa della struttura delle aliquote e dell’ampiezza degli scaglioni, determina però un’evidente sperequazione fiscale tra i nuclei familiari monoreddito e plurireddito, che penalizza fortemente i primi. Le modifiche apportate dalle leggi finanziarie per il 2003 e per il 2005, con le quali si introducono le deduzioni della “no tax area” e della “family area” in luogo delle esistenti detrazioni, non sono riuscite a colmare questo differenziale e la sperequazione tra i nuclei familiari continua a persistere.
Inoltre, l’ipotesi paventata di poter utilizzare il metodo della tassazione per parti mediante il quotient familial, che seppur con degli accorgimenti sarebbe in grado di eliminare la sperequazione esistente, è destinato a rimanere una chimera fino a quando la Corte Costituzionale non decida di rivedere la propria posizione in merito all’illegittimità del principio del cumulo puntualizzando in maniera definitiva il suo pensiero precedentemente espresso nelle sentenze n. 179 del 15 luglio 1976 e n. 76 del 24 marzo 1983.

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4 Introduzione Nelle società moderne le risorse finanziarie mobilitate dal sistema fiscale per finanziare la spesa pubblica sono di proporzioni notevoli. Nel 2005, in Italia, il livello di pressione tributaria si è attestato intorno al 44 % del Prodotto interno lordo (PIL). Pertanto, l’influenza di tale processo sulla distribuzione del potere di acquisto e del benessere dei cittadini e sull’efficienza delle scelte economiche è, senza dubbio, rilevante e va valutata con attenzione. La teoria finanziaria si è da sempre interrogata sulla struttura ottimale dei sistemi fiscali e su quali potessero essere gli strumenti più appropriati per realizzare obiettivi di equità e di efficienza. Nel corso del tempo, la risposta al quesito è sempre stata diversa ed è stata influenzata dalle trasformazioni nella distribuzione del reddito tra gli attori della società e dai cambiamenti degli assetti produttivi. I tributi si sono sempre adattati ai modi di produzione ed agli assetti patrimoniali emergenti nell’evoluzione economica della società. Si è passati da sistemi fiscali costituiti, principalmente, da imposte di tipo reale e proporzionale, incentrati sul principio della controprestazione, inteso come criterio per ripartire la spesa pubblica, il prelievo fiscale ed allo stesso tempo per ripartire l’onere tributario tra gli stessi contribuenti, a sistemi fiscali incentrati sull’imposizione personale e progressiva sul reddito globale in cui la spesa

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Nando Bulzoni Contatta »

Composta da 282 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5930 click dal 03/10/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.