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Interazione tra segnali UMTS e raggi X in linfociti umani

NELL'AMBITO DELL'INDAGINE SUI POSSIBILI EFFETTI DELLE RADIAZIONI NON IONIZZANTI, EFFETTI NON ANCORA NOTI IN TERMINI DI MODELLI BIOFISICI, QUESTA TESI VOLGE LA SUA ATTENZIONE ALL'INTERAZIONE TRA I SEGNALI UMTS E I LINFOCITI UMANI E AI POSSIBILI EFFETTI SINERGICI DI TALE RADIAZIONE CON LE BEN NOTE RADIAZIONI IONIZZANTI (IN PARTICOLARE I RAGGI X). SIA PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI DIRETTI CHE SINERGICI SI E' SCELTO COME TEST BIOLOGICO LE ABERRAZIONI CROMOSOMICHE INDOTTE SUI CROMOSOMI 1 E 2 RIVELATE MEDIANTE TECNICA FISH.

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Introduzione È oggi sempre più diffusa la consapevolezza che l'utilizzazione delle nuove tecnologie e lo sviluppo produttivo che da essa trae origine devono avvenire in forma controllata, tenendo conto in modo prioritario delle esigenze di salvaguardia dell'ambiente e di protezione sanitaria dell'uomo. L'enorme sviluppo di sistemi, impianti ed apparati che generano ed immettono campi elettromagnetici nell'ambiente, quali i sistemi di telecomunicazione, tele- radiodiffusione, radar e telerilevamento, concorre a determinare livelli di campo elettromagnetico di vari ordini di grandezza superiori a quelli del fondo naturale 1 . I parametri che caratterizzano la nocività di tale diffusione sono essenzialmente il livello, la durata e la banda di frequenza dei campi elettromagnetici. Quest'ultimo parametro ha interesse specifico, in quanto le modalità e gli effetti delle interazioni dei campi elettromagnetici con i componenti dell'ecosistema (uomo, animali, vegetazione) dipendono fortemente dalla frequenza dei campi in gioco. Allo stato attuale, la problematica relativa alle interazioni bioelettromagnetiche e, quindi, all’accoppiamento del campo con il corpo esposto riguardano praticamente tutto lo spettro compreso dalle decine di Hz fino alle centinaia di GHz. Particolare attenzione, sia per le tecnologie associate, sia per la non chiarezza dei meccanismi di interazione, va riservata alla banda di frequenza in uso per i sistemi di telefonia mobile che va da 850÷960 MHz (per i sistemi di prima e seconda generazione) a 1.9÷2.2 GHz (per i sistemi di terza generazione). A quest’ultimo intervallo di frequenze è stata rivolta l’attenzione di questo lavoro di tesi, rivolgendo l’interesse a un particolare valore di frequenza (f = 1.95 GHz) associato alla trasmissione del segnale dall’utente al sistema radio-base per il sistema UMTS (Universal Mobile Telecommunication System). In particolare, tale lavoro è inserito in una linea di ricerca più ampia denominata progetto WITHER (WIreless Technology HEalth Risks) che ha come finalità lo studio di possibili effetti citogenetici indotti da segnali UMTS generati da un 1 E nat ≈ 130 V/m a livello del suolo; B nat ≈ 40 ÷ 70 μT 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Gianluisa Sicignano Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 790 click dal 10/10/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.