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La Sociologia in Olanda

Questa tesi tenta una ricostruzione della storia della sociologia in Olanda dalle origini, quando era conosciuta col nome di “Sociografia”- a causa del particolare orientamento geografico e il forte empirismo - fino ai nostri giorni. Lo sviluppo della sociologia olandese è descritto attraverso i suoi pensatori più autorevoli, le ricerche più significative e i gruppi di ricerca che hanno influenzato la storia della disciplina nel paese. Ciascun capitolo è introdotto da un excursus sull’evoluzione della società olandese. Viene osservata una scansione temporale suddivisa in quattro periodi: origini, dopoguerra, anni ’60, e anni ‘70 fino ad oggi. La sociologia in Olanda nasce all’inizio del XX secolo, quando S.R. Steinmetz, come descritto nel I capitolo, in netto contrasto con la tradizione speculativa tedesca, introdusse un orientamento fondato sull’attività empirica di ricerca, cui diede il nome di sociografia, o “Scuola di Amsterdam” (1925-1940). La storiografia di Steinmetz si occupò di una vasta gamma di temi, sociali, politici, economici e demografici e influenzò la storia del pensiero sociologico olandese per oltre un trentennio. Il capitolo 2, relativo al periodo del dopoguerra, descrive l’esplosione della disciplina nelle Università, e l’evoluzione della Scuola di Leiden, il gruppo di ricerca fondato da Frederick Van Heek, che si interessò alla stratificazione sociale e alla mobilità sociale, e realizzò la ricerca sulla mobilità sociale all’interno dell’azienda Philips, applicando la “scala del prestigio occupazionale” creata da Van Heek. Il capitolo 3, analizza il processo di “modernizzazione” che investì la società olandese nei primi anni ’60, quell’ondata di ottimismo che cancellò la sensazione di incertezza e il “pessimismo culturale” dell’immediato dopoguerra. I sociologi “moderni” si persuasero dell’utilità della conoscenza teorica per l’evoluzione della ricerca empirica. La sociografia fu vista come una forma transitoria, che aveva avuto il merito di aver introdotto la ricerca sociale, ma dopo l’introduzione della sociologia americana, in particolare della tradizione funzionalista, aveva perso ogni fondamento. Il quarto capitolo approfondisce in particolar modo l’opposizione fra due differenti e conflittuali “paradigmi” della sociologia contemporanea olandese: la sociologia figurazionale, presso l’Università di Amsterdam, influenzata dalle teorie sul processo di civilizzazione di Norbert Elias, e la sociologia esplicativa, una sorta di sociologia analitica applicata dal Prof. S. Lindenberg, all’Università di Groningen e Utrecht. La sociologia olandese si caratterizza per una duplice natura: se per un verso, ha sempre partecipato alla tradizione internazionale, (oggi soprattutto intrattiene regolari contatti con Stati Uniti e Germania), dall’altro, è possibile scorgere un carattere “tipico olandese”, in particolare attraverso la forte enfasi posta sulla ricerca empirica orientata al problem solving. La sociologia olandese non spiccherà mai per grandi riflessioni teoriche. In appendice ho riportato un’intervista a due autorevoli sociologi e docenti olandesi, riguardo l’attualità e le prospettive future delle scienze sociali in Olanda.

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1. LE ORIGINI 1.1. Come nasce una scienza È spesso fonte di discussioni animate stabilire le origini di una scienza, ancor più se questa scienza è la Sociologia. Come possiamo apprendere dalla storia delle scienze, queste sono sempre il risultato articolato dell'intrecciarsi di circostanze storiche, interessi economici, dati ambientali, conoscenze e mezzi tecnici, aspirazioni, paure e speranze umane. Le scienze non sono altro che tentativi di risposta a bisogni storicamente determinati. La Sociologia, secondo la prospettiva tradizionale, è una scienza relativamente giovane rispetto alle sue sorelle, ed in particolare la Sociologia Olandese è l’ultima nata. Questa lettura è certamente valida secondo la prospettiva metodologica e disciplinare, ma se ci si sofferma altresì sulla sociologia come ottica, visione del mondo, lettura di eventi e comportamenti, come modo di pensare, essa può essere interpretata anche in modo diverso. L’origine dello Stato dei Paesi Bassi è il risultato di una ben precisa e chiara scelta politica, infatti già nel 1581 l'Acte van Verlatinghe, il trattato di indipendenza olandese, fu improntato all’autoriflessione societaria: in esso si rifletteva in modo più o meno razionale sull’identità nazionale, sulle cause che avevano portato ad una determinata situazione, e sulle soluzioni che si sarebbero dovute adottare. L’Acte van Verlatinghe può essere letto come un’autogiustificazione dello Stato Olandese, così come l’Apologia o altri testi dell’epoca. 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Liliana Bonfiglio Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2330 click dal 06/10/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.