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Caratterizzazione gascromatografica dell'aroma volatile di Allium sativum

Informazioni tesi

  Autore: Margherita Mazzone
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi del Piemonte Orientale A.Avogadro
  Facoltà: Chimica e tecnologia farmaceutiche
  Corso: Chimica e tecnologia farmaceutiche
  Relatore: Jean daniel Coisson
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 97

Lo scopo di questo lavoro di tesi è stato la caratterizzazione della frazione volatile dell’aroma dell’aglio (Allium sativum) e l’individuazione di eventuali differenze intervarietà tra cultivar di: Serena, Voghiera, Thermidrome e Piacentino. Sono state comparate tre differenti metodiche estrattive: con un distillatore per droghe vegetali modificato (F.U. X), con un apparecchio Soxhlet automatico e per distillazione semplice. Le soluzioni ricavate sono state analizzate mediante GC/FID. L’estrazione con apparecchio Soxhlet automatico si è rivelata la più adatta all’indagine gascromatografica.
Tuttavia questa tipologia di analisi e l’integrazione del relativo cromatogramma non hanno permesso l’identificazione dei composti presenti nelle miscele, ma solo la loro quantificazione. Perciò è stato necessario effettuare analisi al gascromatografo bidimensionale per identificare i composti della frazione volatile dell’aroma dell’aglio. Le analisi sono state effettuate iniettando gli estratti in n-esano delle quattro tipologie di aglio, permettendo di identificare 23 composti.
È stata inseguito utilizzata anche la microestrazione in fase solida o SPME. Sono state testate le seguenti fibre: CARBOXEN-PDMS e DVB-CARBOXEN-PDMS; la fibra scelta più idonea al lavoro di ricerca si è dimostrata la CARBOXEN-PDMS perché più sensibile ai solfuri volatili (composti principali dell’aroma d’aglio). Mediante la SPME sono stati identificati ben 74 composti, rendendo possibile effettuare un confronto tra le quattro specie di aglio che hanno mostrato un minimo polimorfismo intervarietale.
In conclusione, l’analisi della frazione volatile dell’aroma delle quattro differenti varietà, ha permesso di trarre dati sufficienti per giustificare una netta differenza intervarietale.

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1 INTRODUZIONE 1.1 La cromatografia [1] Con il termine “cromatografia” s’intende un processo chimico-fisico che permette di separare le molecole di una miscela. Il principio base della cromatografia è l'equilibrio chimico-fisico che si stabilisce quando una sostanza è distribuita tra due fasi. Tale sostanza migra in una fase stazionaria per effetto del trascinamento dovuto alla fase mobile in tempi diversi, secondo la sua maggiore o minore interazione con una delle due fasi. La capacità di migrazione di una sostanza tra le due fasi è determinata dal suo coefficiente di distribuzione, K d , che rappresenta la percentuale, all’equilibrio, del numero di molecole di un componente della miscela presente nella fase stazionaria divisa per il numero di quelle nella fase mobile. Sostanze distribuite principalmente nella fase stazionaria si muovono lentamente. Perciò, grazie alla differente velocità di eluizione, è possibile separare ed eventualmente identificare i componenti chimici di una miscela. Quando la fase stazionaria è composta da particelle porose impaccate in un tubo, detto colonna, la fase mobile, o eluente, fluisce negli spazi tra le particelle. La capacità del materiale impaccato di ritenere e separare i componenti di una miscela è determinata dai suoi gruppi funzionali, legati chimicamente alla superficie di un supporto che è generalmente di silice. Il soluto forma con essi legami idrogeno, interazioni dipolo-dipolo o elettrostatiche. Le bande di soluto diffondono e si separano durante il loro passaggio attraverso la colonna. Quando una banda esce dalla colonna il suo profilo di concentrazione, chiamato picco, è registrato; una serie di picchi di un campione è chiamato cromatogramma. L’integrazione dell’area sottesa alla curva del picco fornisce informazioni sulla quantità di sostanza eluita. Tale area è infatti proporzionale alla concentrazione del composto e in ogni caso dipendente dal tipo di rilevatore utilizzato. La quantificazione di una sostanza viene effettuata confrontando i picchi ottenuti contro una retta di taratura ricavata dall’analisi di soluzioni della medesima sostanza a concentrazioni note. Una separazione o estrazione è definita liquido-liquido quando un soluto si distribuisce tra due solventi immiscibili, instaurando un equilibrio tra le due fasi. 2

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