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Diritto di accesso e riservatezza: limiti e mezzi di tutela del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione

Informazioni tesi

  Autore: Alfredo Di Lorenzo
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Premio ''Ego et Lex'' - IIa edizione - Anno 2006
Anno: 2006
Docente/Relatore: Bruno Dott. De Santis
Istituito da: Università degli Studi Roma Tre
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 32

Questo elaborato si occupa del complesso rapporto che intercorre tra la disciplina dettata dal Legislatore in materia di trasparenza dell'attività amministrativa, di cui l'istituto dell'accesso agli atti costituisce la principale applicazione, e la normativa in materia di tutela dei dati personali (cd. legge sulla privacy).

Entrambe costituiscono sul piano legislativo l'attuazione di principi di rango costituzionale: da un lato i principi di imparzialità e di buon andamento della pubblica amministrazione, il diritto all'informazione, il diritto alla libera manifestazione del pensiero; dall'altro i principi di eguaglianza e di non discriminazione, e il diritto alla riservatezza.

Le “zone grigie” in cui questi due complessi di norme entrano in contrasto tra loro rappresentano perciò momenti di forte attrito nell'ordinamento, e su di esse la dottrina, la giurisprudenza e il legislatore hanno sentito il bisogno di intervenire ripetutamente. Ed è soprattutto su questa successione di interventi che si concentra gran parte dei paragrafi seguenti.

La prima parte si occupa in particolare della “tormentata coesistenza” tra la normativa sull'accesso, e quella sulla tutela dei dati personali. Nel secondo capitolo vengono invece passati in rassegna i vari strumenti messi a disposizione del privato sia a tutela del proprio diritto all'informazione, sia di quello alla segretezza dei dati inerenti alla sfera più intima della propria personalità.

Il terzo capitolo infine affronta la tematica del trattamento dei dati personali per finalità di ricerca storica. L'approfondimento di questo aspetto (di cui si è occupato anche il Garante della privacy con il codice di deontologia per il trattamento di dati in materia di studi storici) è stato reso possibile grazie anche alla disponibilità delle strutture del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, presso le quali chi scrive ha svolto un periodo di tirocinio formativo nel quadro della convenzione tra l'Amministrazione e l'Università degli Studi “Roma Tre”.

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Introduzione Questo elaborato si occupa, nel quadro della traccia oggetto della seconda edizione del premio “Ego et Lex”, del complesso rapporto che intercorre tra la disciplina dettata dal Legislatore in materia di trasparenza dell'attività amministrativa, di cui l'istituto dell'accesso agli atti costituisce la principale applicazione, e la normativa in materia di tutela dei dati personali (cd. legge sulla privacy). Entrambe costituiscono sul piano legislativo l'attuazione di principi di rango costituzionale: da un lato i principi di imparzialità e di buon andamento della pubblica amministrazione, il diritto all'informazione, il diritto alla libera manifestazione del pensiero; dall'altro i principi di eguaglianza e di non discriminazione, e il diritto alla riservatezza1. Le “zone grigie” in cui questi due complessi di norme entrano in contrasto tra loro rappresentano perciò momenti di forte attrito nell'ordinamento, e su di esse la dottrina, la giurisprudenza e il legislatore hanno sentito il bisogno di intervenire ripetutamente. Ed è soprattutto su questa successione di interventi che si concentra gran parte dei paragrafi seguenti. La prima parte si occupa in particolare della “tormentata coesistenza” tra la normativa sull'accesso, e quella sulla tutela dei dati personali. Nel secondo capitolo vengono invece passati in rassegna i vari strumenti messi a disposizione del privato sia a tutela del proprio diritto all'informazione, sia di quello alla 1 Tali principi sono tra l'altro riconosciuti anche in molte dichiarazioni di principio di organizzazioni internazionali o sopranazionali. 3

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