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Analisi e recenti prospettive dei fondi pensione nell'attuale sistema previdenziale italiano

Nella mia tesi ho effettuato un’analisi della previdenza complementare, con particolare riferimento alle diverse tipologie dei fondi pensione esistenti e alle prospettive a medio-lungo termine da essi offerte, in comparazione al regime del TFR e come strumento integrativo al precedente sistema.
...Fino al '92 il sistema previdenziale italiano era esclusivamente di carattere pubblico e basato sul metodo della ripartizione, ma inseguito all'aumento della spesa pensionistica furono necessarie una serie di riforme che portarono alla realizzazione della previdenza complementare, basata sul metodo della capitalizzazione.
Il sistema previdenziale, inizialmente, fu sostenuto da un alto tasso di crescita economica e demografica, nonchè da un basso indice di dipendenza, nei decenni successivi si verifica però una inversione di tendenza e a ciò va ad aggiugersi la politica inefficiente di quegli anni che portò all'introduzione dei prepensionamenti, delle pensioni baby, dei contratti atipici, senza dimenticare la piaga del lavoro nero. Tutti questi fattori hanno portato ad una diminuzione dei contributi versati, con conseguente aumento della spesa pensionistica ed innalzamento del debito pubblico. Furono necessarie una serie di riforme.
Alla luce di tali riforme il sistema previdenziale viene suddiviso nei cosiddetti tre pilastri: 1) La previdenza pubblica e obbligatoria 2) La previdenza complementare collettiva 3) La previdenza complementare individuale...

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5 Introduzione Fino al 1992, gli italiani hanno vissuto una situazione che si può definire invidiabile, protetti da un welfare state che provvedeva a tutto e che consentiva ai cittad ini di dormire sonni tranquilli, soprattutto per quanto riguardava il futuro previdenziale. Poi, per cercare di riequilibrare i conti pubblici, sono arrivate le prime riforme del sistema pensionistico, e persino le categorie che in passato si potevano considerare iperprotette hanno dovuto iniziare a valutare attentamente la questione. E’ infatti molto probabile che la pensione pubblica su cui potremo contare, una volta entrate a regime le riforme, oscillerà tra il 38% (autonomi) e il 63% (dipendenti) della retribuzione media. E’ quindi indispensabile individuare per tempo il modo per avere, una volta in pensione, il denaro che consenta di condurre lo stile di vita individuato come accettabile. Occorreranno misure che, insieme ad una corretta informazione, dovranno incentivare il ricorso alla previdenza complementare;

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Concetta Verde Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.