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L'informazione economica e il giornalismo

Dalle CONCLUSIONI:
L’informazione è un bene necessario allo sviluppo e all’efficienza dei mercati in quanto consente agli operatori la piena conoscenza dell’ambiente in cui operano e l’adozione di scelte ottimali che permettono l’allocazione efficiente delle risorse. L’attuale società si sta evolvendo verso l’uso e l’investimento in tecnologie e metodi comunicativi validi che permettono l’emancipazione della comunicazione sia in senso quantitativo che qualitativo.
Uno dei canali d’informazione economica è proprio la carta stampata. La dimensione della stampa economica italiana è abbastanza ampia in confronto all’importanza del nostro paese nell’economia mondiale e all’interesse che gli italiani nutrono verso il tema economico. Ciononostante è sottosviluppata rispetto gli altri paesi europei.
Il caso italiano è particolare non soltanto perché vi è un unico quotidiano specialistico ma perché questo giornale è voce dei maggiori soggetti economici del paese. Purtroppo il Sole non è l’unico stampato i cui editori hanno interessi tra il mondo dell’economia e della politica.
Il nostro paese è, inoltre, tra quelli in cui, in Europa, si legge meno ed è anche l’unico in cui la spesa pubblicitaria non è equamente distribuita tra il media televisivo e la carta stampata, con grave danno per l’indipendenza finanziaria di quest’ultima. Questi aspetti fanno dell’Italia un caso più unico che raro.

La stampa si occupa in differenti maniere del tema economico e, secondo i modi di trattazione di questo, si possono individuare tipi differenti di giornale. Quelli che offrono un’informazione più dettagliata e tempestiva sono i cosiddetti “impegnati” tra cui Il Sole 24ORE, gli inserti economici dei più importanti quotidiani (Corriere della Sera e Repubblica) e altri periodici come Milano Finanza. Sono questi, nel nostro paese, i principali punti di riferimento. La differenza tra le diverse tipologie di giornale dipende dal target di lettura cui ciascun giornale fa riferimento.
L’importanza della presenza dell’economia nei quotidiani generalisti dipende dal fatto che in tal modo la materia arriva anche a chi non acquisterebbe mai un giornale specialistico. Questo fatto crea la possibilità di un avvicinamento, da parte del lettore medio, alla disciplina economica seppur in modo più leggero e meno approfondito di quanto non farebbe un tecnico.

Lo studio dei dati rivela, in generale, una diffusione molto disomogenea e asimmetrica dei quotidiani nel territorio e una forte concentrazione a livello locale. Questo fatto lede la diffusione completa e omogenea delle informazioni, generando disparità tra gli operatori di zone differenti. Le zone meglio fornite sono la Lombardia e il Lazio, polo economico l’uno, decisionale-politico l’altro. La variazione della diffusione si avvicina tendenzialmente alla variazione della presenza di industrie.
Se si osservano i dati di distribuzione per contenuti (nel nostro caso, dunque, tutti gli economici) la concentrazione è meno evidente in quanto la materia economica arriva più o meno in tutta Italia. Non si può però prescindere dal fatto che spesso la distribuzione nazionale sia il prodotto di più concentrazioni locali.
Se, infatti, consideriamo le vendite di ciascuno dei nostri cinque quotidiani di riferimento, otteniamo, nel migliore dei casi, che il 55% circa delle copie vendute dal Sole 24ORE sono state distribuite in sole cinque regioni.

Dall’analisi comparata dei dati abbiamo riscontrato che il Sole – nonostante la sua specificità - ha una consistente fetta di mercato (il 17% circa) ed è secondo solo al Corriere e alla Repubblica. L’informazione economica quotidiana italiana è dunque a carico di questi tre giornali. Di primo acchito sembrerebbe che il Corriere abbia una maggiore ascendenza tra i tre in quanto ha una tiratura e una diffusione maggiore. Lo scorporo dei resi e della diffusione estera, assieme allo studio della diffusione locale dei tre giornali, smonta la prima impressione mettendo la Repubblica su un piano superiore. Il giornale di Scalfari ha non solo una diffusione media che si avvicina parecchio al quotidiano di Milano, ma si rivela anche il meglio distribuito. Nonostante diffonda un numero minore di copie rispetto al Corriere, primeggia al nord-est, centro, sud e isole.
Dopo aver constatato l’asimmetria distributiva, ci siamo soffermati brevemente sulla completezza delle notizie dando uno sguardo al caso Parmalat. L’avvenimento ci induce a considerare quale sia il ruolo della stampa e a verificare quali siano i suoi comportamenti. (...)

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INTRODUZIONE La peculiarità dell’epoca che stiamo vivendo è la maggiore importanza della comunicazione e dell’informazione in tutti i settori della società. Oltre che dalla nascita di corsi di studio sulle scienze della comunicazione, di seminari e approfondimenti specifici sull’uso strategico dell’informazione, avvertiamo questo cambiamento anche nei dibattiti politici e nelle riforme sulla pubblica amministrazione. Uno dei problemi che si pongono riguarda, però, una diffusa confusione terminologica su cosa siano effettivamente la comunicazione e l’informazione, due termini che, benché diversi, troppo spesso sono usati come sinonimi. L’incertezza nasce per l’appunto dal fatto che di loro si occupano discipline diverse (l’economia, la sociologia, l’informatica e le tecnologie, l’istruzione, l’arte, la politica ecc.), ognuna delle quali fornisce la propria definizione. In realtà ciascuna disciplina adatta i concetti su citati alle proprie esigenze. La comunicazione è il prodotto del comunicare, ovvero il trasmettere qualcosa a conoscenza di altri, il condividere con qualcuno una conoscenza. È un concetto più vasto di quello d’informazione, la quale è la trasmissione di dati e notizie, il dar forma alla conoscenza. In questo lavoro ci occuperemo dell’informazione economica. Il ruolo che l’informazione e la comunicazione giocano in economia è di fondamentale importanza in quanto elementi necessari per il funzionamento del mercato e delle organizzazioni che vi operano. In primo luogo un’informazione completa, omogenea e trasparente consente agli operatori di conoscere – e quindi valutare e prevedere – le tendenze del mercato e i comportamenti degli altri agenti economici. Ciò permette ad ogni operatore di adottare le scelte ottimali per sé e per il contesto in cui opera. Si pensi ad esempio alla formazione degli indici di borsa: tanto più i dati che concernono l’oggetto di quell’indice sono completi e sicuri, tanto più si potrà prevedere come si comporterà quell’oggetto e tutti i soggetti che a lui sono interessati. Ovviamente, nella realtà, non esiste una situazione di completa informazione e ogni agente cerca di ottenere per se canali I

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Antonella Sassu Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

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