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Analisi dei modelli idrologici e idrogeologici per la previsione dei fenomeni di piena. Il caso di studio del bacino del Torrente Rava

Studio dei modelli di piena e verifica del metodo curve number.
In seguito allo studio del solo bacino del Torrente Rava applicando i metodi idrologici consolidati, per poi verificarli con le possibili ipotesi idrogeologiche proposte, è logico pensare che il Metodo SCS adottato per la valutazione del coefficiente d’afflusso f porta ad una stima errata di quest’ultimo. Infatti, lo studio idrogeologico della sottostruttura S4s mette in luce come il bacino risulti essere sì permeabile, ma con la differenza che riesce ad immagazzinare volumi d’acqua più limitati di quanto valutato con il metodo CN. Questo porta a dire che dell’acqua caduta al suolo una maggiore quantità arriva al reticolo idrografico del bacino che si può tradurre in un aumento del rischio idraulico, in quanto utilizzare un coefficiente di afflusso più basso tende a fornire valori di portata al colmo meno cautelativi, quindi nell’ipotesi di sistemazioni idrauliche di un corso d’acqua, a sottodimensionare la capacità delle sezioni chiamate a contenere le portate durante un evento estremo.

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Introduzione - 1 - Introduzione La stima delle portate di piena risulta essere ancora oggi uno tra i numerosi problemi dove la ricerca in campo idraulico si è adoperata per giungere a modelli che permettessero valutazioni volte alla previsione, e conseguentemente alla limitazione, del pericolo di inondazioni nei periodi particolarmente a rischio. Oggetto della presente tesi è la verifica e l’eventuale taratura dei parametri del Metodo CN desunti sulla base dei bacini americani, derivante da considerazioni idrologiche ed idrogeologiche sul bacino idrografico del Torrenta Rava, affluente del fiume Mollarino, che si estende per una lunghezza di circa 10 km, tra le vette dei Monti della Meta e il territorio del comune di Picinisco. Il bacino oggetto di studio risulta essere evidentemente soggetto a rischio idrogeologico per la particolare condizione della porzione di territorio subito a monte della confluenza con il Fiume Mollarino, ovvero in corrispondenza del cono di deiezione del torrente, oltre che per la sostenuta piovosità dell’area. Lo sfruttamento intensivo del territorio, considerato erroneamente come fonte illimitata di risorse di cui disporre senza criterio di regolazione, ha comportato

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Tiziana Calcagni Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.