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Il giudizio di ragionevolezza sulle leggi

Informazioni tesi

  Autore: Chiara Alesi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Paolo Carnevale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 198

Questa tesi è disponibile nelle seguenti traduzioni:

IL PRINCIPIO DI RAGIONEVOLEZZA NEL GIUDIZIO DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE SULLE LEGGI DELLO STATO

La Corte costituzionale, così come descritta agli artt. 134-137 della Costituzione è un organo, imparziale ed indipendente, che svolge un ruolo fondamentale di controllo e vigilanza sul funzionamento del sistema e rappresenta lo strumento di garanzia della Carta costituzionale. Questo ruolo è adempiuto attraverso lo svolgimento di alcune funzioni tra le quali "spicca" il giudizio di legittimità costituzionale sulle leggi dello Stato, che si sostanzia in un controllo della Corte sui poteri esercitati dalle assemblee parlamentari. Occorre però una precisazione: come espressamente previsto all'art. 28 della legge 87 del 1953 tale controllo «esclude ogni valutazione di natura politica ed ogni sindacato sull'uso del potere discrezionale del Parlamento». È questo il c.d. limite delle political questions del giudizio di legittimità costituzionale: tale sindacato mira, quindi, ad accertare solo l’esistenza di un vizio di non-conformità giuridica, di incompatibilità tra una norma e la Costituzione. Delineare questo vizio diviene però difficile quando la Corte va a valutare la ragionevolezza e la coerenza logica delle leggi, veri e propri limiti generali della legislazione cosicché, in tali casi, viene svolto un controllo assai incisivo su congruenza ed adeguatezza delle disposizioni che talvolta sfiora i limiti preclusi della discrezionalità del legislatore. Negli anni la Corte ha, infatti, assunto sempre più il ruolo di interlocutore politico del Parlamento e ciò ha evidenziato la necessità di mantenere il discrimen tra legittimità e merito nel giudizio di costituzionalità: tale esigenza emerge in tutta la sua problematicità nel sindacato di ragionevolezza sulle leggi.
L’accettazione del principio in esame è, ormai, unanime da parte di differenti esperienze costituzionali dato la stretto rapporto che lo lega al diritto: la ragionevolezza costituirebbe, infatti, il medium che permette la comunicazione delle astratte prescrizioni normative con la concretezza dei contesti umani...

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1 IL PRINCIPIO DI RAGIONEVOLEZZA NEL GIUDIZIO DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE SULLE LEGGI DELLO STATO La Corte costituzionale, così come descritta agli art. 134-137 della Costituzione è un organo, imparziale ed indipendente, che svolge un ruolo fondamentale di controllo e vigilanza sul funzionamento del sistema e rappresenta lo strumento di garanzia della Carta costituzionale. Questo ruolo è adempiuto attraverso lo svolgimento di alcune funzioni tra le quali "spicca" il giudizio di legittimità costituzionale sulle leggi dello Stato, che si sostanzia in un controllo della Corte sui poteri esercitati dalle assemblee parlamentari. Occorre però una precisazione: come espressamente previsto all'art. 28 della legge 87 del 1953 tale controllo «esclude ogni valutazione di natura politica ed ogni sindacato sull'uso del potere discrezionale del Parlamento». È questo il c.d. limite delle political questions del giudizio di legittimità costituzionale: tale sindacato mira, quindi, ad accertare solo l’esistenza di un vizio di non-conformità giuridica, di incompatibilità tra una norma e la Costituzione. Delineare questo vizio diviene però difficile quando la Corte va a valutare la ragionevolezza e la coerenza logica delle leggi, veri e propri limiti generali della legislazione cosicché, in tali casi, viene svolto un controllo assai incisivo su congruenza ed adeguatezza delle disposizioni che talvolta sfiora i limiti preclusi della discrezionalità del legislatore. Negli anni la Corte ha, infatti, assunto sempre più il ruolo di interlocutore politico del Parlamento e ciò ha evidenziato la necessità di mantenere il discrimen tra legittimità e merito nel giudizio di costituzionalità: tale esigenza emerge in tutta la sua problematicità nel sindacato di ragionevolezza sulle leggi. L’accettazione del principio in esame è, ormai, unanime da parte di differenti esperienze costituzionali dato la stretto rapporto che lo lega al diritto: la ragionevolezza costituirebbe, infatti, il medium che permette la comunicazione delle astratte prescrizioni normative con la concretezza dei contesti umani. Tuttavia, nonostante tale riconoscimento e la conseguente presa di coscienza della vastità del suo campo di applicazione, manca, tuttora, una definizione precisa e pacifica del principio di ragionevolezza in grado di individuarne la base e di limiti: tale

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Parole chiave

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