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Sussidiarietà orizzontale e terzo settore: il cinque per mille

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Simonato
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Mario Bertolissi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 76

Il cinque per mille (o 5 per mille) è un istituto giuridico introdotto a titolo iniziale e sperimentale nei commi 337-340 della Finanziaria per il 2006 (legge 23 dicembre 2005, n. 266). Tale istituto prevede la possibilità per il contribuente di vincolare il 5‰ della propria imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) a sostegno di una delle seguenti quattro categorie: 1- volontariato, Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) e associazioni di promozione sociale (iscritte nei registri nazionale, regionale o provinciale) 2- attività sociali svolte dal comune di residenza 3- ricerca sanitaria 4- ricerca scientifica o delle Università; tale facoltà può essere esercitata dal contribuente indicando nella dichiarazione dei redditi del 2006 (utilizzando il modello integrativo CUD 2006, il modello 730/1-bis redditi 2005, il modello unico persone fisiche 2006) il codice fiscale dell'ente che intende finanziare. Le modalità di iscrizione per gli enti e le modalità di ripartizione della quota sono state successivamente disciplinate dal DPCM 20 gennaio 2006.

La tesina propone un'analisi giuridica delle modalità operative di tale istituto, partendo da una riflessione sul principio di sussidiarietà orizzontale e sul ruolo del terzo settore all'interno della riforma del welfare. A seguito di tali riflessioni il cinque per mille si presenta come un istituto innovativo ma che nella struttura prevista dalla Finanziaria 2006 necessita di modifiche che lo rendano effettivamente una nuova e diversa modalità di contribuire alle spese pubbliche nonchè forma di finanziamento di privati che concretamente agiscono nell'interesse generale. Oltre all'analisi vengono pertanto presentate nella tesina delle proposte di modifica.

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3 INTRODUZIONE La legge 23 dicembre 2005, n. 266 ha introdotto, in via sperimentale per l’anno finanziario 2006, la possibilità per il contribuente di destinare una quota pari al cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a sostegno del cosiddetto “terzo settore” 1 , del finanziamento della ricerca scientifica e sanitaria, delle attività sociali svolte dal comune di residenza. Tale provvedimento rappresenta una significativa novità nell’ordinamento giuridico italiano, in quanto si colloca all’interno di una molteplicità di problematiche che rinviano al concetto costituzionale di persona, all’idea di sovranità, alle modalità di perseguimento dell’universalità dei diritti sociali, fornendo un’applicazione pratica del principio di sussidiarietà orizzontale in una duplice connotazione: istituzionale, ovvero nell’ “accostamento tra istituzioni e cittadini, rispetto la possibilità di realizzare in concreto l’interesse generale” 2 , e fiscale, attraverso la valorizzazione della sovranità del contribuente nel concorso alla 1 Sul significato del termine F. TADULLI, La qualificazione degli enti non profit ed i caratteri distintivi degli enti non commerciali e delle Onlus, in Il fisco, n.11/2006, p. 1651; vd. pure G. BARBETTA-F. MAGGIO, Nonprofit, Bologna, 2002, pp. 13 ss. 2 Così G. COTTURRI, Gli argomenti umani. Sinistra e innovazione, in Il welfare locale, n. 9/2003, a cura del Cespe, pp. 20-26; cfr. pure CERULLI IRELLI, voce Sussidiarietà (dir. Amm.), in Enciclopedia Giuridica Treccani, agg. XII, Roma, 2004.

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Parole chiave

cinque per mille
non profit
sussidiarietà fiscale
sussidiarietà orizzontale
terzo settore

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