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Logiche del terrorismo suicida

La tesi presenta un'analisi del fenomeno del terrorismo suicida, sia a livello delle strategie seguite dalle organizzazioni terroristiche, sia a livello dei profili socio-economici dei singoli attentatori suicidi.

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4 INTRODUZIONE Il fenomeno del terrorismo suicida ha assunto una rilevanza progressivamente maggiore nello scenario internazionale, diventando fonte d’inquietudine e di paura nella vita quotidiana di milioni di persone e allo stesso tempo influenzando significativamente le politiche degli Stati che, direttamente o indirettamente, sono stati esposti alla sua minaccia. Gli attacchi suicidi hanno fatto la loro prima comparsa in Libano all’inizio degli anni ’80. Da allora questa forma di attacco ha conosciuto una notevole diffusione geografica, causando morte e distruzione in numerosi Paesi del mondo arabo-islamico (in Medio Oriente, nel Nord Africa, nel Sud-est Asiatico e in Pakistan), in Israele, Russia, Uzbekistan, Croazia, Sri Lanka, India, Cina e nel Continente americano (U.S.A., Argentina e Panama). La diffusione geografica è stata accompagnata da un progressivo aumento del numero degli attacchi suicidi: dai 31 degli anni ’80 si è passati ai 104 degli anni ’90 (Pape, 2003), per arrivare ai 169 del solo biennio 2002-2003 (Atran, 2004a). Tuttavia l’attenzione del mondo accademico nei confronti di questo fenomeno è stata piuttosto scarsa fino all’11 Settembre. Di fatto la maggior parte degli studi dedicati all’analisi delle cause e delle dinamiche del terrorismo suicida è successiva agli attentati che hanno drammaticamente evidenziato la vulnerabilità anche della superpotenza mondiale di fronte a questa minaccia. Questa tesi si propone di dare un contributo alla comprensione delle cause e delle logiche del terrorismo suicida, attraverso l’analisi e il confronto critico di studi condotti sul fenomeno da differenti prospettive disciplinari. Il primo capitolo è dedicato alla definizione e alla descrizione del fenomeno. Non esiste un’unica definizione di terrorismo: alcune sottolineano l’elemento della violenza contro obiettivi civili, invece che militari, come tratto caratteristico di un’azione terroristica; altre si focalizzano sull’obiettivo dei terroristi di intimidire una determinata audience. La definizione che si è deciso di adottare non si basa sulla natura (civile o militare) dei target di un attacco, ma sull’identità degli esecutori e sullo scopo dell’azione: un atto

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Costantino Pischedda Contatta »

Composta da 210 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3897 click dal 08/11/2006.

 

Consultata integralmente 27 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.