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La vaccinazione antipneumococcica nella popolazione ultrasessantacinquenne dell'AUSL di Bologna città: possibilità e limiti di una valutazione statistica di efficacia

Un corretto studio di valutazione di efficacia di un intervento medico come la somministrazione di un farmaco, un’ intervento chirurgico, una campagna vaccinale, si basa sulla progettazione di un “trial clinico”.
“Trial clinici” possono essere costruiti sia sotto forma di studio di coorte che di studio caso–controllo. Senza entrare nel dettaglio, la base dei due studi è la stessa: ad alcuni soggetti viene somministrato il trattamento e ad altri no . I confronti tra i due gruppi che si vengono a creare permettono di fare valutazioni sull’efficacia del trattamento. La spesa legata ad un sistema di sorveglianza di questo tipo, però, è spesso troppo alta in proporzione ai vantaggi che si possono ottenere dai risultati.
I tentativi di impostare studi di valutazione di efficacia basati su banche dati già esistenti e coorti costruite a posteriori sono quindi frequenti.
La valutazione di efficacia della vaccinazione antipneumococcica qui trattata è uno di questi casi, sviluppato però in un’ottica critica, cioè riconoscendo l’errato approccio metodologico al problema.
Più che trarre conclusione sull’efficacia del vaccino, infatti, si è preferito evidenziare i limiti che impediscono considerazioni statisticamente significative al proposito e suggerire soluzioni alternative più opportune.
Questo senza mancare di esporre un’analisi dei dati valida per osservare la realtà legata alla vaccinazione antipneumococcica, come ad esempio il tasso di copertura vaccinale, la selezione del gruppo vaccinato, l’andamento dei tassi di ricovero e mortalità negli anni prima e dopo la vaccinazione.

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5 PREMESSA Un corretto studio di valutazione di efficacia di un intervento medico come la somministrazione di un farmaco, un’ intervento chirurgico, una campagna vaccinale, si basa sulla progettazione di un “trial clinico”. “Trial clinici” possono essere costruiti sia sotto forma di studio di coorte che di studio caso–controllo. Senza entrare nel dettaglio, la base dei due studi è la stessa: ad alcuni soggetti viene somministrato il trattamento e ad altri no . I confronti tra i due gruppi che si vengono a creare permettono di fare valutazioni sull’efficacia del trattamento. La spesa legata ad un sistema di sorveglianza di questo tipo, però, è spesso troppo alta in proporzione ai vantaggi che si possono ottenere dai risultati. I tentativi di impostare studi di valutazione di efficacia basati su banche dati già esistenti e coorti costruite a posteriori sono quindi frequenti. La valutazione di efficacia della vaccinazione antipneumococcica qui trattata è uno di questi casi, sviluppato però in un’ottica critica, cioè riconoscendo l’errato approccio metodologico al problema. Più che trarre conclusione sull’efficacia del vaccino, infatti, si è preferito evidenziare i limiti che impediscono considerazioni statisticamente significative al proposito e suggerire soluzioni alternative più opportune. Questo senza mancare di esporre un’analisi dei dati valida per osservare la realtà legata alla vaccinazione antipneumococcica, come ad esempio il tasso di copertura vaccinale, la selezione del gruppo vaccinato, l’andamento dei tassi di ricovero e mortalità negli anni prima e dopo la vaccinazione.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Statistiche

Autore: Serena Broccoli Contatta »

Composta da 70 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1721 click dal 06/11/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.