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Eutanasia e diritto penale: l'esperienza inglese

Nella parte introduttiva si affrontano in breve le problematiche giuridiche, in particolar modo penalistiche, sollevate dal tema dell'eutanasia, con speciale attenzione al caso dell'Italia.
Nel nucleo centrale della tesi si guarda più approfonditamente all'esperienza inglese, situandola nell'ambito dei paesi di common law, con riferimanto al dato normativo ed ai casi giurisprudenziali più dibattuti (in particolare il caso Bland del 1993 e quelli Ms. B e Mrs. Pretty del 2002). Si conclude con l'illustrazione del ricco dibattito sviluppatosi sul tema nel mondo anglosassone e l'analisi del progetto di legge "Assisted Dying for the terminally ill bill", attualmente in discussione presso il Parlamento Inglese.

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4 Introduzione SOMMARIO: 1. Eutanasia: breve storia di un concetto – 2. Definizioni e distinzioni – 3. Il dibattito attuale – 4. Trattamento penale dell’eutanasia in Italia e prospettive di riforma. 1. Eutanasia: breve storia di un concetto Obiettivo principale di questo lavoro sarà quello di illustrare brevemente, ma in modo possibilmente completo, dove sia giunto il dibattito e quali soluzioni siano state prospettate innanzi ad un tema, quale quello della eutanasia 1 , che ormai a giudizio pressoché unanime della dottrina non può più sottrarsi alla riflessione giuridica, specialmente penalistica, nella particolare esperienza dell’ordinamento inglese. Tuttavia non è possibile comprendere la peculiarità che presentano le problematiche in questione senza fare un riferimento all’intenso dibattito etico sviluppatosi in materia, che solo prima facie assume connotati extragiuridici e dunque, formalisticamente 2 parlando, irrilevanti ai fini della nostra indagine. Pur avendo ben presente l’importante distinzione fra diritto e morale 3 , non si può 1 Per una definizione di tale concetto in un’ottica giuridica, per nulla incontroversa, v. par. 2. 2 Emblematica la posizione di Hans Kelsen: “Essa [la dottrina pura del diritto] vuole rappresentare il diritto com’è, senza legittimarlo come giusto o squalificarlo come ingiusto; essa si occupa del diritto reale e possibile e non già del diritto giusto. […] Essa si rifiuta specialmente di servire a qualsiasi interesse politico fornendo ideologie mediante le quali l’ordine sociale esistente possa venire legittimato o squalificato.” (da KELSEN H., Lineamenti di dottrina pura del diritto, Torino, 2000, 59-60). 3 Basti citare, fra tutti, il grande Santi Romano: “[…] il diritto, raffigurato in linea principale come diritto oggettivo, e la morale appaiono due termini che, per la loro fondamentale ed essenziale dissomiglianza, non possono paragonarsi l’uno all’altro. […] Senza norma esteriore (noi diremmo: senza istituzione, prima che senza norma, giacché la

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Cesare Sposetti Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.