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Lingue in via d'estinzione e minoritarie: identità, patrimonio culturale, strategie di valorizzazione

Il lavoro svolto nei cinque capitoli che compongono questa ricerca, illustra i vari aspetti del problema dell’estinzione delle lingue, evidenziando che esso è un problema contemporaneo che ha a che fare con il progresso più che con la ricerca storica e che richiede soluzioni concrete e urgenti. La maggior parte delle considerazioni fatte si basa o è sostenuta da esempi concreti, molto utili per approfondire un problema d’attualità come questo. Naturalmente gli esempi potrebbero essere molti di più, tanti quanti sono le comunità che parlano una lingua poco diffusa o minacciata, quelli contenuti nella ricerca però si prestano ad essere trattati come modelli per aspetti specifici del problema o per illustrare eventuali soluzioni. L’estinzione delle lingue è un fenomeno in crescita in tutto il mondo e i dati sono sempre più allarmanti.
Le lingue che scompaiono non possono essere rimpiazzate facilmente con altre. Ogni lingua, infatti, custodisce un patrimonio di conoscenze e cultura che sparisce insieme a loro. Nei cinque capitoli precedenti si è visto come, l’estinzione di una lingua non riguardi esclusivamente la lingua stessa. L’identità, il riconoscersi come popolo, è strettamente collegata al linguaggio e alla comunicazione tra i membri di una comunità. Se la lingua viene a mancare, la comunità si lacera e ogni individuo rimane “solo”. Questo è quello che succede nei moderni ambienti urbani dove affluiscono migliaia di persone, con la speranza di ottenere parte della ricchezza e delle opportunità che le metropoli possono offrire, anche se spesso sono invece costrette a vivere ai margini, in situazioni di degrado, perché le risorse non sono per tutti. La perdita d’identità e la mancanza di un legame con la propria storia creano una sorta di limbo nel quale molte persone vivono: esse abbandonano la propria lingua e la propria cultura perché sono rivolte ad una cultura diversa dalla loro e ad una società nuova, ma non ne fanno parte. Senza identità si è “sbigottiti di fronte all’avanzare del capitale anonimo” come sostiene Marc Augè. Alcune nazioni, che vantano con orgoglio la loro omogeneità, come se fosse questa caratteristica ad assicurare loro un futuro, mettono in pratica strategie di assimilazione ed accentramento in zone periferiche o nei confronti di popoli che hanno una diversa cultura. Molte di queste strategie prendono di mira le lingue, che, oltre ad essere un serbatoio di cultura e saperi, sono il mezzo attraverso il quale ogni comunità perpetua sé stessa.
La questione, anche se potrebbe non sembrare, è soprattutto economica. Da sempre popoli, etnie, nazioni, che dividono uno stesso territorio, paese, continente, lottano tra loro per l’accesso al maggior numero possibile di risorse. Al giorno d’oggi, le risorse non sono più solamente frutta, bestiame o minerali, ma soprattutto conoscenze, informazioni e tecnologie. Anche il terreno di scontro è cambiato e ormai l’economia di un paese è interconnessa con quella di tutto il mondo. In questo scenario, le piccole comunità, depositarie del 90% della diversità linguistica del mondo, sono messe ai margini. La lingua è diventata un mezzo di lotta economica e politica. Conoscere una lingua metropolitana, come potrebbe essere l’inglese, è ormai necessario per accedere ad un elevato numero di informazioni e di risorse. In questo modo le piccole comunità, presso le quali risiede il 90% della diversità linguistica, sono costrette ad adeguarsi e spesso a perdere la propria lingua. Questo processo non aumenta per nulla l’uguaglianza tra le persone, anzi accentra le risorse e soffoca le aspirazioni dei popoli. Gli ultimi arrivati rimarranno ultimi, mentre impadronirsi di terre dove vivono comunità che non hanno più neanche un nome diventa facile.
L’estinzione delle lingue apre quindi un dibattito per i diritti.

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4 Introduzione Ho deciso di scrivere in merito al problema dell’estinzione delle lingue dopo aver letto il libro “Voci del silenzio” di Suzanne Romaine e Daniel Nettle. Questo testo illustra pienamente il problema, proponendo l’interessante teoria che la scomparsa delle lingue sia da inquadrare nel più ampio dissipamento dell’ambiente e delle specie naturali. Sono convinta che il problema delle molte lingue in pericolo sia estremamente importante e che meriti non solo questa ricerca ma soprattutto un’ampia visibilità. Durante la stesura della ricerca, mi è capitato di leggere diversi articoli di giornale che avevano come oggetto le lingue in pericolo o qualche altro tema collegato ad esse. Non si tratta, infatti, di un fenomeno che esiste da sempre, ma di un problema dei nostri tempi, di stretta attualità, che, come spero risulterà chiaro dalla ricerca, pone degli interrogativi ai quali non è facile rispondere e necessita di soluzioni immediate ma tutt’altro che semplici da attuare. La scomparsa delle lingue ha a che fare con la modernità e con i processi che essa comporta, per questo il fenomeno ha avuto un’accelerazione enorme negli ultimi anni, fino a raggiungere livelli davvero preoccupanti. L’interesse principale di questa ricerca è sfatare alcuni miti. Molte persone ritengono che se al mondo si parlasse una sola lingua molte cose funzionerebbero meglio e grazie ad una migliore comprensione cesserebbe la maggior parte dei conflitti. Questo è il senso che la maggior parte della gente da al mito di Babele: il popolo di Babele voleva costruire un’altissima torre per arrivare fino in paradiso; il loro peccato d’orgoglio, il più grave per gli antichi, venne punito da Dio, che confuse le loro lingue, improvvisamente gli uomini non riuscivano più a capirsi gli uni con gli altri e la costruzione della torre fallì. Mark Abley, che ha viaggiato in tutto il mondo per documentare l’estinzione delle lingue e convinto che la confusione delle lingue sia in realtà una benedizione di Dio che permette agli uomini di spargersi per il mondo invece di concentrarsi in un unico luogo dominati da un unico potere.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Carlotta Collareda Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5145 click dal 13/11/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.