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Nomi e segni notori (art. 21 n.3 legge marchi)

In questa tesi si esamina l'importanza a livello giuridico della tutela della notorietà extracommerciale acquisita da nomi e segni.
In particolare si esamina in dettaglio la dottrina, la giurisprudenza e il quadro normativo in materia antecedente alla riforma della legge marchi del 1992; la stessa riforma della legge marchi e l'articolo 21. 3 l.m. (ora art. 8.3 c.p.i.); la dottrina e la giurisprudenza in materia successiva all'introduzione dell'articolo 21.3 l.m.; il coordinamento dell'articolo 21.3 l.m. con l'articolo 7 codice civile riguardante il diritto al nome; ed infine la tutela dell'immagine delle persone celebri, il cosiddetto right of publicity e i problemi riguardanti lo sfruttamento pubblicitario dell'immagine del sosia.

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3 Introduzione L’IMPORTANZA DELLA TUTELA DELLA NOTORIETA’ E DEI VALORI SUGGESTIVI L’importanza sia in termini economici che giuridici della tutela della notorietà e dei valori suggestivi è da tempo molto sentita in tutti i paesi avanzati di economia di mercato, tra cui l’Italia: “secondo un dato di comune esperienza, il sapiente impiego mercantile della notorietà è suscettibile di fornire utilità economiche notevoli”.1 Per comprendere le ragioni di tale affermazione, occorre considerare un certo numero di fattori. Oggi, nelle moderne economie, la comunicazione ha assunto un ruolo strategico di primaria importanza: i consumatori sono continuamente esposti a un numero sempre maggiore di messaggi provenienti da svariate fonti pubblicitarie quali giornali, radio, televisione e altri mass media. Conseguentemente si è instaurata una vera e propria competizione fra messaggi pubblicitari ed è evidente che la notorietà, la simpatia, la credibilità del segno impiegato nel messaggio pubblicitario stesso sono potenzialmente in grado di svolgere un ruolo fondamentale per garantirne il successo. Per tali ragioni, a partire dagli anni venti, che coincisero con lo sviluppo dell’industria dell’intrattenimento e dello spettacolo, si diffuse soprattutto nei paesi anglosassoni, la pratica di incorporare nei messaggi pubblicitari segni che avevano già acquisito un capitale di popolarità in ambito extramercantile. Infatti in tale epoca immediata fu la percezione dell’efficacia persuasiva dei messaggi pubblicitari provenienti da soggetti e istituzioni capaci di ottenere l’attenzione da parte del pubblico proprio in ragione del prestigio e della notorietà, della simpatia e dell’ammirazione già raggiunti nel rispettivo campo di attività originario.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Benedetta Rampi Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.