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Episodi e protagonisti del Maggio francese: rassegna critica sul ruolo degli intellettuali Jean-Paul Sartre e Raymond Aron

Negli anni immediatamente successivi al movimento del Maggio francese, vennero pubblicati una serie di testi, che si interrogavano sulla posizione e sul ruolo degli intellettuali. Questa comparsa di articoli e interviste traduceva l’incertezza sulla legittimità del ruolo dei “clercs“ e del loro intervento nelle questioni politiche e sociali .
Il movimento del maggio-giugno 1968 costituisce un momento difficile per gli intellettuali. La critica portata avanti dal mondo studentesco, che investe qualsiasi forma di autorità, non manca di chiamare in causa anche i detentori del potere intellettuale. L’università, la fabbrica degli intellettuali, diventa il centro in cui si sviluppa tale critica al mondo borghese e il mondo intellettuale deve rispondere alle accuse che vengono mosse contro di lui ed è costretto a schierarsi. La contestazione, per la prima volta, non viene portata avanti dagli intellettuali, ma è indirizzata proprio contro di loro. Le rivendicazioni degli studenti trovano il largo appoggio del mondo intellettuale, soprattutto riguardo alla necessità di riforme universitarie, ma non tutti ne condividono i metodi e soprattutto condannano gli episodi di violenza scatenatesi tra le forze dell’ordine ed il movimento studentesco. Si delineano, quindi, diverse posizioni all’interno del panorama intellettuale tra chi appoggia e tra chi, invece, contrasta il movimento.
La vasta produzione editoriale successiva al Maggio francese ha messo in evidenza un aspetto interessante. Tra tutte le analisi, che indagano sugli attori del movimento, gli intellettuali trovano poco spazio. L’attenzione è stata rivolta principalmente al dopo-maggio, dando quasi per scontato che gli intellettuali abbiano avuto poca presa sull’evento. E’ soprattutto la dimensione culturale dell’avvenimento ad avere acquistato notevole importanza, al punto di guadagnarsi interamente l’attenzione e di far apparire il movimento come una “révolution culturelle”, i cui effetti sulla mentalità e sulla società francese hanno fatto sì che lo sguardo si focalizzasse soprattutto sul dopo-maggio ‘68.
Alla luce di queste considerazioni diventa interessante interrogarsi sul ruolo che gli intellettuali hanno avuto durante il movimento. Tra tutte le posizioni emerse, cercherò di seguire in maniera specifica il dibattito che ha opposto Jean-Paul Sartre a Raymond Aron. Attraverso questa disputa non verranno chiamati in causa che due degli attori del Maggio francese. Il lavoro, quindi, non potrà ambire all’esaustività e rendere conto di tutte le analisi intraprese dagli intellettuali, ma si limiterà ad opporre due modi diversi di porsi di fronte all’ascesa della contestazione e due modi differenti di concepire la figura intellettuale ed il suo margine d’azione all’interno della società.

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2 Prefazione Penso che fosse abbastanza naturale confrontarmi con una tematica importante come quella del ’68. Negli anni della mia adolescenza ho divorato dischi e musicassette di artisti di quel periodo. Gli Who, i Led Zeppelin, i Doors, Jimi Hendrix, Janis Joplin. La loro musica è stata la colonna sonora dei miei anni più intensi, dandomi forza nei momenti di ansia giovanile e la voglia e la pretesa di cambiare il mondo. Mi confrontavo costantemente con l’energia di quella musica e ne traevo uno spirito contestatario, che ha caratterizzato la mia giovinezza. Certo, non capivo completamente le considerazioni di quegli artisti e, nella mia superficialità, non indagavo realmente sulle loro motivazioni. E anche quella grande volontà di cambiare radicalmente la realtà è venuta meno con il passare degli anni. Poi sono accaduti due avvenimenti che mi hanno proiettato nuovamente in quel clima, che avevo forse dimenticato e che giaceva in qualche angolo nascosto della mia immaginazione. Durante il periodo dell’Erasmus, in Francia, ho avuto modo di assistere ad uno sciopero organizzato dagli studenti universitari. Mi ha colpito la forza, la passione e la tenacia con la quale i giovani persistevano nella loro contestazione. Una forma di sciopero distante anni luce da quelle con le quali anche io, da liceale, mi ero precedentemente confrontato. In seguito, durante la preparazione dell’esame di Storia della Francia contemporanea, ho avuto modo di capire realmente da dove poteva avere avuto origine un simile entusiasmo. Avevo sempre sentito parlare del Maggio francese, ma un po’ per pigrizia, un po’ per poco spirito di iniziativa, non avevo mai intrapreso una ricerca personale per scoprire un mondo che mi affascinava e mi ammaliava. Non ero mai stato appassionato di Storia prima di allora, ma il racconto di quelle giornate mi ha folgorato e leggevo e rileggevo quelle pagine come se

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Daniele Marras Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.