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I percorsi evolutivi dei network di piccole e medie imprese

Interessante analisi dell'evoluzione dei distretti attraverso la descrizione delle loro caratteristiche e l'esempio di alcuni distretti italiani.

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4 Introduzione Il presente lavoro illustra e discute i contenuti di quattro articoli apparsi sulla letteratura manageriale internazionale e dedicati al tema dell’evoluzione delle piccole e medie imprese. Si tratta degli articoli di: Inkpen A. C. e Tsang E. W. K., “Social capital, networks and knowledge transfer”, pubblicato nel 2005, sull’Academy of Management Review; Corò G. e Grandinetti R., “Evolutionary patterns of Italian industrial districts”, pubblicato nel 1999, su Human Systems Management; Corò G. e Grandinetti R., “Industrial district responses to the network economy: vertical integration versus pluralist global exploration”, pubblicato nel 2001, su Human Systems Management; Camuffo A., “Transforming Industrial Districts: Large Firms and Small Business Networks in the Italian Eyewear Industry”, pubblicato nel 2003, su Industry and Innovation . Sebbene dedicate ad aspetti differenti, i quattro contributi si occupano dell’importanza dei legami che le imprese hanno, sia con altre imprese sia con gli stakeholder, entrambi i tipi di legami sono fondamentali per la loro sopravvivenza. Con la forte crescita competitiva della Cina e di altri paesi con lavoro a basso costo, il futuro delle imprese italiane è diventato un argomento di forte interesse, soprattutto perché la maggior parte di queste sono di dimensione medio - piccola, esse sono individuate con l’acronimo PMI. Le strategie competitive su cui puntare sono fondamentalmente tre: differenziazione, leadership di costo e focalizzazione. Siccome la competizione basata sulla leadership di costo è difficile da raggiungere quando le dimensioni non consentono di realizzare economie di scala, una soluzione adeguata sono i network; essi sono reti d’imprese che cooperano in diverse forme – alleanze strategiche, distretti industriali, reti intra - aziendali, …-naturalmente esistono anche semplici forme di collaborazione, a volte temporanea, cioè della durata di un singolo progetto. E’ importante capire che quando due o più imprese si trovano ad affrontare delle sfide insieme, si incontrano/scontrano le idee di ciascuna, ma è un momento fondamentale per la crescita di entrambe, perché si arricchiscono del bagaglio di conoscenza che ognuna ha in sé. Attuare questo tipo di condivisione è molto più difficile quando le imprese coinvolte appartengono allo stesso settore, ma soprattutto alla stessa fase del processo di produzione, in questo caso c’è anche della competizione che potrebbe bloccare il flusso di conoscenza da un’organizzazione all’altra. Non esiste solo il trasferimento di conoscenza all’interno dei network, un concetto molto più ampio e che necessita di un’adeguata definizione per evitare fraintendimenti, è quello di capitale sociale. Il concetto di capitale sociale ha radici nella sociologia economica, Weber lo definisce come un “network di relazioni personali di natura non economica, in cui informazione e fiducia sono viste

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Paola Ripamonti Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.