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La resistenza degli internati militari italiani: caratteristiche e motivazioni.

La mia tesi verte essenzialmente sull'analisi di arcune interviste fatte ad ex militari internati in Germania dopo l'8 settembre e, in particolar modo sulle caratteristiche della loro prigionia, dalle motivazioni che li spinsero ad un totale rifiuto delle proposte di collaborazione nazi-fasciste alle forme di resistenza attuate nei campi dai soldati e dagli ufficiali. In più ho dedicato due capitoli alla dura realtà del lavoro forzato e alle punizioni subite dagli I.M.I.

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2 Capitolo I Introduzione “Chi non è con noi, è contro di noi”: questo fu, già una settimana dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’ordine diramato dal Comando supremo tedesco ( Oberkommandoder Wehrmacht, abbreviato in OKW ) sul comportamento da tenere nei confronti di circa 650.000 soldati e ufficiali italiani catturati dalla Wehrmacht dopo aver ottenuto la consegna delle armi. La specificità della loro situazione fu ben presto evidente sin dalla definizione coniata per loro dal regime nazista: essi non furono, come i militari catturati di altre nazioni, prigionieri di guerra ma, appunto « INTERNATI MILITARI ITALIANI » ( I.M.I. ) 1 . Lo scopo preminente della distinzione e del trattamento conseguente andava rinvenuta nella volontà tedesca di aver a disposizione, per lo sfruttamento, una forza lavoro al minimo costo senza temere ingerenze da parte della Croce Rossa Internazionale 2 . Le condizioni di vita oltraggiose a cui furono sottoposti gli I.M.I. non erano però riconducibili soltanto ad un disegno puramente “razionale” di considerarli come una gigantesca risorsa di manodopera per lo sforzo bellico tedesco 3 . Una delle ragioni - se non la più forte - alla base del declassamento dei prigionieri italiani fu l’indignazione nazionale per il supposto “tradimento” dell’8 settembre 1943, sentimento che la propaganda tedesca seppe strumentalizzare in modo abile e 1 Cfr. NICOLA LABANCA, Internamento militare italiano, in Dizionario storico della resistenza, Torino, Einaudi, 2000, p. 113 ss. 2 BRUNELLO MANTELLI, Deportazione dall’Italia, in Dizionario storico della resistenza, cit., p. 124. 3 SANTO PELI, La resistenza in Italia, Torino, Einaudi, 2004, cit., p. 184.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valentina Fusco Contatta »

Composta da 41 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.