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Nuovi strumenti per la gestione dei dati in applicazioni aziendali

In tempi recenti, grazie all’innovazione dei mezzi di comunicazione, e soprattutto alla riduzione dei costi di questi strumenti, le spese affrontate per raccogliere informazione sono diventate veramente esigue, tanto da permetterne la circolazione pressochè libera da vincoli economici. Questo ha portato però ad una altro problema. Con la riduzione dei costi, è diventato così semplice produrre e ricevere informazioni che la difficoltà si è spostata su come gestirle, archiviarle e catalogarle. Secondo una ricerca dell’università di Berkeley [1], la quantità di informazione totale generata, aumenta di ben 30% ogni anno. Questo significa che ogni 3 anni, la quantità di informazioni quasi duplica la sua quantità totale. Per quanto riguarda, in specifico, l’informazione presente sul Web, sebbene strumento relativamente nuovo, cresce ad una velocità estrema; tanto che sarebbe addirittura triplicato in tre anni (studio effettuato tra il 2001 e il 2003).
Questa immensa produzione di informazione ha reso necessario trovare un metodo di archiviazione efficiente, che permettesse di richiamare tali dati per essere utilizzati quando fosse stato necessario.
Da tempo ormai, sia organizzazioni che utenti generici, risolvono questo problema utilizzando potenti strumenti chiamati DataBase Management System (DBMS). Queste applicazioni possono raccogliere al loro interno molti dati, che possono essere salvati, catalogati, manipolati ed estratti con relativa facilità. Per quanto riguarda le organizzazioni, questo strumento è spesso ciò che sta alla base del loro “Sistema Informativo Aziendale” (verrà analizzato meglio nel paragrafo 2.6). L’aumento inarrestabile dell’informazione rischia però di rendere inefficiente le operazioni di ricerca e archiviazione. Dato l’enorme quantitativo di informazione, servirebbe un metodo efficiente di indicizzazione dei contenuti, segnalando le informazioni importanti per poter essere base di una ricerca. Con i sistemi attuali invece, l’archiviazione è rimasta efficiente, ma sta perdendo di efficacia, nel senso che tali sistemi non permettono un utilizzo che rispecchi la potenzialità dei dati. Le informazioni possono essere archiviate e catalogate, ma il metodo di indicizzazione dei contenuti è inadeguato a definire la grande varietà di informazioni. In questo modo molte informazioni non vengono archiviate secondo la loro effettiva importanza, rimanendo la cosidetta goccia all’interno del mare. Altre volte invece, gli strumenti non sono in grado di salvare tale informazione, e questa di conseguenza viene addirittura persa.
Negli ultimi anni, è apparsa una soluzione tecnologica che sembrerebbe più idonea a risolvere queste problematiche, i Database XML Nativi. Si tratta di una serie di nuovi approcci capaci di raccogliere informazioni in maniera più efficiente, definendo anche parte del contesto all’interno di cui è inserito il dato (o l’elemento). Inoltre presenta una gran capacità di trasformazione in altri formati e semplicità di diffusione attraverso internet, soprattutto per le trasmissioni di informazione per il “Business to Business”. Nonostante tutto però, sebbene questi sistemi abbiano delle caratteristiche che teoricamente li pongono ad un livello superiorie rispetto ai vecchi sistemi di archiviazione (i Database Relazionali, creati intorno agli anni ‘70), dopo già diversi anni dalla loro apparizione non sono ancora riusciti a raggiungere una significativa diffusione.

Lo scopo di questa tesi è di verificare i motivi e le problematiche che rallentano o limitano la diffusione di queste applicazioni per la gestione dei dati. In particolare lo studio verrà focalizzato verso l’ambito aziendale, dal momento che rappresenta un mercato molto importante per tale tecnologia.
La tesi è strutturata in un modo da illustrare inizialmente la nascita e l’evoluzione dei Database fino a descrivere l’importanza che hanno raggiunto per quanto riguarda il loro uso nei “Sistemi Informativi”. Da qui si passerà a spiegare le caratteristiche e le particolarità dell’XML e delle sue applicazioni, senza però entrare mai in descrizione troppo tecniche. Infine verrà fatta una valutazione paragonando l’attuale sistema di gestione dati più utilizzato con questa nuova tecnologia, per esaminare i vantaggi e gli svantaggi sia manageriali che tecnici che ne minano l’affermazione.

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Pag. 1 CAPITOLO 1 Introduzione In tempi recenti, grazie all’innovazione dei mezzi di comunicazione, e soprattutto alla riduzione dei costi di questi strumenti, le spese affrontate per raccogliere informazione sono diventate veramente esigue, tanto da permetterne la circolazione pressochè libera da vincoli economici. Questo ha portato però ad una altro problema. Con la riduzione dei costi, è diventato così semplice produrre e ricevere informazioni che la difficoltà si è spostata su come gestirle, archiviarle e catalogarle. Secondo una ricerca dell’università di Berkeley [1], la quantità di informazione totale generata, aumenta di ben 30% ogni anno. Questo significa che ogni 3 anni, la quantità di informazioni quasi duplica la sua quantità totale. Per quanto riguarda, in specifico, l’informazione presente sul Web, sebbene strumento relativamente nuovo, cresce ad una velocità estrema; tanto che sarebbe addirittura triplicato in tre anni (studio effettuato tra il 2001 e il 2003). Questa immensa produzione di informazione ha reso necessario trovare un metodo di archiviazione efficiente, che permettesse di richiamare tali dati per essere utilizzati quando fosse stato necessario. Da tempo ormai, sia organizzazioni che utenti generici, risolvono questo problema utilizzando potenti strumenti chiamati DataBase Management System (DBMS). Queste applicazioni possono raccogliere al loro interno molti dati, che possono essere salvati, catalogati, manipolati ed estratti con relativa facilità. Per quanto riguarda le organizzazioni, questo strumento è spesso ciò che sta alla base del loro “Sistema Informativo Aziendale” (verrà analizzato meglio nel paragrafo 2.6). L’aumento inarrestabile dell’informazione rischia però di rendere inefficiente le operazioni di ricerca e archiviazione. Dato l’enorme quantitativo di informazione, servirebbe un metodo efficiente di indicizzazione dei contenuti, segnalando le informazioni importanti per poter essere base di una ricerca. Con i sistemi attuali invece, l’archiviazione è rimasta efficiente, ma sta perdendo di

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Quang Pham Contatta »

Composta da 58 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1752 click dal 29/11/2006.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.