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Metodi multicriteriali per il supporto alle decisioni

Informazioni tesi

  Autore: Claudia Galati
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Statistiche
  Corso: Statistica per la ricerca sperimentale
  Relatore: Paolo Dell'olmo
Coautore: Alfonso Piciocchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 305

La valutazione delle unità organizzative sta assumendo una rilevanza cruciale nel processo di razionalizzazione della spesa e di miglioramento della qualità dei servizi nel settore pubblico, ed è ormai comunemente riconosciuta come strumento irrinunciabile di un moderno sistema di governo e di intervento pubblico in campo economico e sociale. In questo contesto, la finalità del presente lavoro è dare una misura del valore aggiunto che ciascuna delle aree didattico-scientifiche della Facoltà di Scienze Statistiche fornisce alla Facoltà stessa. In tale modo si cerca di massimizzare l’utilità dell’intera Facoltà, ottenendo un miglioramento generale della sua attività didattica e scientifica. Infatti, l’inserimento delle risorse in un’area non è a vantaggio solamente dell’area in questione, ma anche di tutte le altre. Dunque il fornire tali risorse ad una delle aree, o il distribuirlo tra tutte con proporzioni legate all’ordinamento ottenuto, comporta ad un miglioramento generale del funzionamento della Facoltà. Il motivo per cui le risorse disponibili vengono assegnate in base ai risultati delle tecniche di valutazione è unicamente il fatto che tali risorse sono limitate, e non possono di conseguenza essere distribuite senza alcun criterio di assegnazione.
Le tecniche decisionali multicriterio sono state elaborate appositamente per affrontare situazioni in cui si debba scegliere tra un numero di alternative progettuali sulla base di più attributi di vario genere e natura. I metodi applicati sono differenti, ciascuno di essi porta ad un risultato che non necessariamente coincide con quello prodotto dagli altri: le soluzioni ottenute vengono confrontate, per mostrare che non si vuole arrivare ad una soluzione univoca, ma lasciare possibilità di scelta a seconda dell’aspetto a cui si vuole dare maggior peso. Il contesto teorico di riferimento è quello dell’aiuto alla decisione.
La prima fase consiste nel reperimento dei dati: i crediti delle aree per ciascun corso di laurea, il numero di studenti iscritti in ciascun corso di laurea, il numero di docenti afferenti a ciascuna area, i fondi Ateneo e Conto Terzi ricevuti da ciascuna area, il numero di studenti laureati e di crediti superati, e il numero di docenti nati dopo il 1956.
La seconda fase è la costruzione di indicatori che sintetizzano i criteri considerati, che vengono poi combinati per valutare quantitativamente ciascuna alternativa i; essi sono:

• Di per la valutazione dell’attività didattica;
• Ri basato sui finanziamenti ricevuti e Ci basato sui prodotti inviati al CIVR, per la valutazione della ricerca;
• Li come indicatore del numero di studenti laureati e Si del numero di crediti superati, per valutare i risultati dei processi formativi;
• Gi per la valutazione del grado di rinnovamento dell’area.

Essi vengono formalizzati dettagliatamente nella tesi.
Si opera preliminarmente un’analisi statistica di tali indicatori (distribuzioni di frequenza, correlazioni, cluster analysis), ed in seguito si effettuano dei ranking (graduatorie) separati criterio per criterio, per avere un’idea del comportamento delle aree rispetto ai singoli aspetti considerati.
Nella terza fase vengono costruiti i modelli multiattributo. In particolare, si propone un modello che prevede la ripartizione delle risorse in questo modo (tenendo presente che si tiene conto preliminarmente delle cessazioni):

• una parte di esse viene distribuita in base all’attività didattica ed al ricambio generazionale;
• una parte in base all’attività di ricerca scientifica;
• una parte in base al risultato dei processi formativi.

Nella fase successiva si risolve il problema utilizzando due tecniche multicriterio, facenti parte della prima famiglia di metodi: UTA e AHP.

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1 La valutazione delle unità organizzative sta assumendo una rilevanza cruciale nel processo di razionalizzazione della spesa e di miglioramento della qualità dei servizi nel settore pubblico, ed è ormai comunemente riconosciuta come strumento irrinunciabile di un moderno sistema di governo e di intervento pubblico in campo economico e sociale. In particolare, la necessità di valutare le facoltà attraverso le tecniche di rating (valutazione) è da anni all’ordine del giorno; non a caso, in tutto il mondo si stilano graduatorie sulla qualità del sistema universitario con diverse tecniche: riviste specializzate ed anche organismi istituzionali creati appositamente forniscono periodicamente valutazioni della performance universitaria sia in termini di qualità dell’offerta didattica, sia in termini di qualità dell’attività internazionale di ricerca. Ciò aiuta lo sviluppo dell’università, ma bisogna porre molta attenzione: un sistema di valutazione rappresenta, per i decisori pubblici e per le stesse istituzioni universitarie, la bussola per capire dove si trovano e dove stanno andando l’istruzione superiore e la ricerca scientifica, rispetto agli obiettivi prefissati e nel confronto con altri Paesi. Dunque è necessario un modello interpretativo e di misura delle prestazioni accurato per ottenere un maggior consenso della comunità scientifica verso la metodologia adottata. L’obiettivo deve essere, in pratica, la realizzazione di tecniche di misurazione e di rating robuste, che siano in grado di cogliere ‘la posizione in graduatoria’ effettiva delle alternative di interesse, misurando quindi il grado di prossimità rispetto ad una posizione ideale o comunque soddisfacente. In questo contesto, la finalità del presente lavoro è dare una misura del valore aggiunto che ciascuna delle aree didattico-scientifiche della Facoltà di Scienze Statistiche fornisce alla Facoltà stessa. In tale modo si cerca di massimizzare l’utilità dell’intera Facoltà, ottenendo un miglioramento generale della sua attività didattica e scientifica. Infatti, l’inserimento delle risorse in un’area non è a vantaggio solamente dell’area in questione, ma anche di tutte le altre. Dunque il fornire tali risorse ad una delle aree, o il distribuirlo tra tutte con proporzioni legate all’ordinamento ottenuto, comporta ad un miglioramento generale del funzionamento della Facoltà. Il motivo per cui le risorse disponibili vengono assegnate in base ai risultati delle tecniche di valutazione è unicamente il fatto che tali risorse sono limitate, e non possono di conseguenza essere distribuite senza alcun criterio di assegnazione. Si premette che le elaborazioni vengono effettuate a scopo puramente sperimentale, per la stesura della tesi. Inoltre, la suddetta tesi è parte di un contesto più ampio, che comprende anche l’elaborato di Alfonso Piciocchi. Le due tesi sono state svolte parallelamente, consistono di una parte comune (comprendente la base teorica, la descrizione del problema decisionale ed il confronto delle soluzioni ottenute) e di una parte differenziata in cui viene risolto tale problema decisionale multicriterio con differenti metodologie.

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