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La sessione di bilancio nell'ordinamento multilivello - Le interazioni tra i soggetti istituzionali e le problematiche della transizione

Il bilancio, in particolare, mutuando le definizioni proprie del diritto commer-ciale, è il documento contabile che rappresenta le vicende di carattere finanzia-rio ed economico che, in un determinato periodo (c.d. anno finanziario) si verificano rispetto ad ogni “azienda”.
La tesi vuole affrontare il problema dell’ordinamento inteso nella sua proiezione multilivel-lo8, cercando di chiarire i rapporti tra le fonti di rango diverso. Primi fra tutti, i rapporti tra enti locali, il Patto di Stabilità e i fondi di perequazione, nuova real-tà su cui la riforma del titolo V della Parte II della Costituzione operata nel 1999 – 2001 ha fortemente inciso. Quindi i rapporti della finanziaria nazionale con quella comunitaria e il bilanciamento con i parametri di Maastricht, toc-cando lo spinoso problema della competenza in materia di politica monetaria, oggi solo formalmente spettante alle banche nazionali, che si pongono come apparato che pone in essere le direttive in materia di politica monetaria definite in sede comunitaria dalla BCE. A questi, si affiancano bilanci degli enti pub-blici territoriali, si affianca la trattazione dei bilanci amministrativi trasversali, ovvero le Aziende Sanitarie Locali e le Università, i cui bilanci contano non so-lo entrate proprie ma anche trasferimenti da parte dello Stato e dalle regioni.

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PREMESSA. La gestione finanziaria dello Stato, riduttivamente definita “bilancio”, si pre- senta come un procedimento complesso e articolato i cui attori non sono solo Governo e Parlamento, ma tutti gli enti pubblici e istituzionali che operano nell’ordinamento italiano. Il bilancio, in particolare, mutuando le definizioni proprie del diritto commer- ciale, è il documento contabile che rappresenta le vicende di carattere finanzia- rio ed economico che, in un determinato periodo (c.d. anno finanziario) si veri- ficano rispetto ad ogni “azienda” 1 . Probabilmente proprio la stretta analogia con il diritto civile ha fatto sì che in Italia, difficilmente si adoperasse il termine “contabilità pubblica”. Questa e- spressione, che indica sia una branca della macroeconomia che quel settore del diritto pubblico e finanziario che si occupa dello studio e dell’analisi delle pro- cedure di bilancio, è stata utilizzata per la prima volta nel 1946 – 1948 nell’art. 103 Cost., al fine di delimitare la sfera di competenza giurisdizionale della Cor- te dei Conti 2 . Da un punto di vista storico, la finanza pubblica acquista maggiore importanza con la graduale affermazione degli stati moderni e la correlata espansione delle spese pubbliche che ha costretto a fare ricorso a prelevamenti coattivi dall’economia privata. Del resto, ben presto lo stesso Stato diventerà “impren- ditore” 3 , offrendo sul mercato beni e servizi, molti dei quali in regime di mo- nopolio. Il bilancio rappresentava quindi il quantum che veniva sottratto all’economia privata per essere destinato al soddisfacimento dei bisogni pub- blici. Aumentando la spesa pubblica, si rendeva necessario aumentare anche la pressione tributaria, per la quale si cercano nuove forme per mantenerla sop- portabile. 1 Soprattutto BATISTONI FERRARA – BELLÈ, Corso di diritto finanziario, CEDAM, Padova, 2005 e MANACORDA, Contabilità Pubblica, IV ed., Giappichelli, Torino, 2005. 2 BENTIVENGA C., “Contabilità pubblica” (voce), in Enc. Dir., 1959. 3 Questa trasformazione si evince leggendo i manuali di Diritto Amministrativo e dalle lezione del Prof. Merusi.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Peter Lewis Geti Contatta »

Composta da 233 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.