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Politiche comunitarie a sostegno delle Regioni in ritardo di sviluppo

La tesi si occupa brevemente degli strumenti di sostegno alle Regioni svantaggiate, specialmente per quanto riguarda la Programmazione Europea per il periodo 2000-2006, introducendo l'ammontare delle risorse dei Fondi Strutturali e la loro suddivisione per aree e programmi, per poi scendere più in dettaglio nel Mezzogiorno e con riferimenti particolari alle Misure adottate in sardegna e al loro impatto. Infine tratta gli obiettivi generali della politica regionale comunitaria e il loro monitoraggio mediante indicatori statistici o macroeconomici.

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Giacomo Fresi Politiche comunitarie a sostegno delle Regioni in ritardo di sviluppo 2 I INTRODUZIONE. Il progredire verso l’Europa, accelerandosi nell’ultimo quindicennio, ha prepotentemente trasformato la politica economica italiana. Partendo dal presupposto che le disparità tra le regioni sono considerate il principale ostacolo alla crescita economica dell’Unione, i sistemi e le risorse utilizzati a fini di sviluppo si sono indirizzati verso nuovi principi di coesione e solidarietà. Tali divari socioeconomici hanno perciò attratto maggiormente le attenzioni delle istituzioni a tutti i livelli: le sollecitazioni europee si sono diramate in programmi di sostegno concordati coi singoli governi, fino a tradursi, in ambito locale, in concreti correttivi supportati da un sufficiente grado di decentramento decisionale. La Sardegna ne è pienamente coinvolta: dal 1992 è situata all’interno della cosiddetta fascia “Obiettivo 1”, composta dalle regioni con il PIL pro-capite inferiore al 75% della media comunitaria, che oggi coinvolge l’intero Mezzogiorno. Tuttavia nei programmi 2007-2013 si avvierà alla fase di phasing out, per poi lasciare il posto alle zone svantaggiate dei nuovi Stati membri. I più importanti strumenti a disposizione della odierna Programmazione Economica locale sono suddivisibili in due categorie: ƒ la Programmazione Negoziata, rimasta espressione del rapporto Stato - Regione - Enti locali, nonostante si avvalga di linee di condotta provenienti da oltre il confine nazionale (prima fra tutti la necessità di combinare interventi pubblici con investimenti privati, per giungere ad uno sviluppo sostenibile); ƒ la Programmazione Europea, che include saldamente progetti locali in disegni strutturali integrati, guidati dagli orientamenti della politica comunitaria e in parte finanziati da essa.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Giacomo Fresi Contatta »

Composta da 29 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.