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Studio preliminare sulla presenza dell' aquila reale (Aquila chrysäetos) nel Parco Regionale dei Cento Laghi (PR)

Informazioni tesi

  Autore: Cristian Cavozzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Naturali
  Relatore: Gilberto Gandolfi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

Lo scopo del presente studio, finanziato dalla Regione Emilia Romagna e dal Parco dei Cento Laghi, è stato quello di verificare la presenza dell’Aquila reale ( Aquila chrysäetos ) e di fornire informazioni riguardanti lo status della popolazione nell’area del Parco stesso.
METODI
L’area di studio comprendeva il Parco Regionale dei Cento Laghi che si estende ad est della Provincia di Parma lungo il crinale dell’Appennino tosco – emiliano, e alcune zone limitrofe a nord, per un’estensione totale di circa 250 km². La ricerca è stata suddivisa in due fasi: analisi bibliografica e cartografica e ricerca su campo. La ricerca bibliografica ha permesso di raccogliere tutte le informazioni sulle metodologie di ricerca e le informazioni storiche della presenza dell’Aquila reale nell’area di studio; l’analisi cartografica è stata necessaria per indirizzare la ricerca diretta sul campo di punti di vantaggio e dei potenziali siti di nidificazione. Sono stati individuati 10 punti di vantaggio che venivano monitorati in modo standardizzato dall’alba al tramonto almeno una volta al mese. I dati venivano raccolti mediante schede su cui si riportava giorno, durata dell’osservazione, dati ambientali (temperatura dell’aria, copertura del cielo), dati temporali e comportamentali degli avvistamenti effettuati. Per ogni avvistamento veniva riportato in cartografia a scala 1:25.000 il percorso e il comportamento dell’individuo/i osservato.
La ricerca sul campo è stata integrata da due censimenti da punti di vantaggio simultanei in tutto l’areale a cui hanno partecipato un totale di circa 70 volontari con buon grado di abilità nel riconoscimento dell’avifauna. I dati raccolti sono stati trasferiti su fogli elettronici (Excel 98/XP) e sono stati analizzati dividendoli in tre gruppi: mesi, punti osservazione e fasce orarie. Per ogni gruppo di dati si è calcolato numero, medie e frequenze delle osservazioni, degli avvistamenti e degli individui. In seguito i dati sono stati uniti per fornire un quadro complessivo sulla presenza della specie nel territorio. I dati cartografici (percorsi e comportamenti) sono stati elaborati mediante il programma GIS (Geographic Information System) ArcView 3.2/8.1 per Window. Sono stati presi in considerazione inoltre alcuni parametri morfologici e comportamentali degli individui osservati categorizzati secondo lo schema di base dell'etogramma della specie (Watson, 1997).
RISULTATI
Durante il periodo intercorso tra gennaio 2000 e settembre 2001 sono state compiute 104 giornate su campo per un totale di 549 ore di osservazione. L’analisi dei dati raccolti, ha permesso di stabilire che all'interno del Parco dei Cento Laghi è presente una sola coppia di AQUILE in tutto il perimetro. Quest’area sembra corrispondere ad un vero e proprio territorio: infatti, nell’aprile del 2001 è stato individuato il nido e si è potuto seguire l’involo del giovane dell’anno e i vari display territoriali nell’area limitrofa al nido.
Inoltre sono state individuate aree di caccia che vengono utilizzate da altri individui che giungono da zone limitrofe al parco.
DISCUSSIONE
In conclusione, la presente ricerca ha evidenziato che il Parco dei Cento Laghi sembra avere caratteristiche ambientali idonee per l'Aquila reale; la presenza di bosco ceduo, praterie d’alta quota, vaccinieti e coltivi abbandonati offre un habitat diversificato non solo da un punto di vista vegetazionale, ma, anche faunistico permettendo la presenza di specie che rientrano nella dieta del rapace.

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- 1 - 1. INTRODUZIONE GENERALE L’Aquila reale è una delle specie più rappresentative degli ambienti montani italiani ma è tuttora una specie poco conosciuta. Seppure numerosi siano gli studi riguardanti questo rapace effettuati soprattutto sulle Alpi, dove la sub-popolazione si presenta in buone condizioni e con un elevato numero di coppie, scarsi e frammentari sono gli studi riguardanti l’Appennino. Studi dettagliati sono, però, indispensabili per adottare le necessarie politiche di gestione e conservazione per una specie che, di fatto, molto importante in un ecosistema come quello montano. L’Aquila reale, infatti, accanto ad altre specie come il lupo, la lince e l’orso, rappresenta una delle maggiori attrattive turistiche per un area protetta in quanto da sempre simbolo di fierezza, libertà e indipendenza nell’immaginario collettivo. Da un punto di vista scientifico, invece, essendo un superpredatore al vertice della catena alimentare, l’aquila risulta un ottimo indicatore di buona qualità del territorio. La consapevolezza dell’importanza di tale specie negli ultimi anni è cresciuta notevolmente, infatti, se fino ad alcuni decenni fa l’Aquila reale era considerata “nociva” perfino dal T.U. sulla Caccia del 1939 è relativamente da poco tempo, con l’approvazione della L.N. sulla Caccia dal 1977, che gode del divieto di caccia. Negli ultimi anni poi tale protezione è stata ulteriormente rafforzata con la legge n°157 del 11 febbraio 1992 “Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio” che accorda a tutti i rapaci lo status di specie particolarmente protette, con conseguente inasprimento delle sanzioni in caso di abbattimento, detenzione o cattura, e con strumenti legislativi comunitari come la Direttiva Habitat e la Direttiva Uccelli che individuano l’Aquila reale come “specie per cui necessitano misure speciali di conservazione…”. Proprio nell’ottica di conoscenza, conservazione e gestione delle risorse naturali ha preso corpo ed interesse questo studio dell’Aquila reale nel Parco dei Cento Laghi, teso ad fornire una prima valutazione sulla popolazione di aquile presenti.

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