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L’intreccio petrolifero mediorientale e la crisi iraniana (1945-1954)

Questo lavoro di ricerca affronta una delle questioni più rilevanti e al tempo stesso complesse, inerenti i primi anni della Guerra Fredda, cioè la questione petrolifera mediorientale.
In particolare è stato analizzato, nei suoi risvolti politici e geo-strategici, uno degli eventi cruciali della politica internazionale dell’inizio degli anni Cinquanta, la nazionalizzazione del petrolio iraniano operata nel 1951 dal leader nazionalista iraniano Mohammed Mossadegh.
La tesi presenta innanzitutto, dopo un breve accenno alle vicende belliche della seconda guerra mondiale, una analisi del contesto politico, socio-economico e strategico-militare della regione mediorientale nell’immediato secondo dopoguerra, con una particolare attenzione alle vicende iraniane.
Si tratta di un periodo molto delicato della recente storia del Medio Oriente, caratterizzato da una crescente aspirazione dei popoli che abitano questa regione, verso il raggiungimento di una effettiva indipendenza dalle grandi potenze europee, Regno Unito e Francia, in particolar modo.
A fronte di una inesorabile perdita di influenza degli Inglesi e dei Francesi, spossati dalle vicende belliche, la regione assistette ad un progressivo aumento dell’influenza e del coinvolgimento, politico, ma anche militare ed economico, da parte delle nuove superpotenze mondiali uscite trionfalmente dalla guerra contro l’Asse, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica.
Il Medio Oriente, nel giro di poco tempo si trasformò nel primo teatro di scontro tra i due blocchi contrapposti, quello statunitense e quello sovietico, una guerra fredda che rischiò di trasformare lotte interne ai singoli paesi della regione in veri scontri diretti tra USA e URSS, come nel caso della guerra civile in Grecia, e della secessione dell’Azerbaigian iraniano nel 1946, evento a cui è stata riservata una particolare attenzione.
Successivamente la tesi analizza il contesto petrolifero mediorientale più nello specifico.
Sono state ripercorse a grandi linee le tappe dello sviluppo dell’industria petrolifera mediorientale, dalla scoperta del primo pozzo petrolifero in Iran nel 1908 fino alle battaglie condotte dalli grandi compagnie petrolifere mondiali per lo sfruttamento delle risorse della regione, a partire dal 1945.
Infine, è stata esaminata più nello specifico la nazionalizzazione del petrolio iraniano avvenuta nel 1951, ad opera dello Scià Mohammed Reza Pahlevi, incalzato dal furore dei nazionalisti, guidati del carismatico e indomito Mohammed Mossadegh, che ottenne anche la carica di primo ministro.
Lo studio operato sulla vicenda mette in mostra lo scontro sempre più aspro tra l’Anglo Iranian Oil Company, la potente compagnia petrolifera britannica titolare della concessione sul petrolio iraniano, il governo britannico e le autorità iraniane, determinate a portare avanti la loro lotta contro gli “sfruttatori” Britannici per la gestione autonoma della propria risorsa economica più importante.
Gli Stati Uniti decisero inizialmente di restare neutrali e incoraggiarono i Britannici ad accettare la nazionalizzazione, cercando, allo stesso tempo, di negoziare un compromesso, e arrivando fino al punto di far desistere Londra, nel settembre 1951, dall'idea di invadere l'Iran.
Tale atteggiamento di neutralità fu mantenuto fino alla scadenza del mandato dell'amministrazione democratica, nel gennaio 1953.
La nuova amministrazione repubblicana guidata Eisenhower, molto più determinata della precedente nell’intensificare la guerra fredda, invece, accettò la proposta britannica per porre fine ad una delle questioni che rischiava pregiudicare seriamente la stabilità della regione mediorientale.
Così, a partire dai primi mesi del 1953, esperti della C.I.A. e dell’intelligence britannica lavorarono fianco a fianco nell’elaborazione di un piano d’azione che doveva portare alla destituzione del premier iraniano.
A tal riguardo furono avviati contatti con varie autorità iraniane tra cui lo Scià, che fino all’ultimo rimase indeciso nell’assecondare le mosse anglo-americane, e il generale Fazlollah Zahedi, scelto per guidare la rivolta contro Mossadegh ed assicurare il mantenimento dell’ordine nel paese nel periodo transitorio dopo la destituzione di Mossadegh.
Dopo varie vicissitudini tra cui la scoperta del golpe da parte di Mossadegh, e la fuga dello Scià a Roma, una rivolta popolare sobillata dai sevizi segreti anglo-iraniani portò alla destituzione di Mossadegh nell’agosto 1953.
Quello contro Mossadegh, fu il primo colpo di stato pianificato, organizzato e condotto da parte degli agenti segreti della C.I.A. con l’avvallo dell’amministrazione presidenziale e rappresentò senza dubbio uno spartiacque non solo per l’Iran, ma anche per l’intero Medio Oriente e per la presenza statunitense nella regione.

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8 INTRODUZIONE Questa tesi affronta una delle tematiche più rilevanti e al tempo stesso complesse della politica internazionale dell’immediato secondo dopoguerra, che ha fatto, e continua tuttora a far dibattere, storici, ma anche studiosi della politica e del diritto internazionale, cioè la questione petrolifera mediorientale, in particolare la nazionalizzazione del petrolio iraniano operata da Mohammed Mossadegh nel 1951. Si tratta di una vicenda drammatica, un vero e proprio spartiacque della recente storia iraniana, che ha fortemente inciso sulla coscienza del popolo di questo paese mediorientale, destando in esso, forse per la prima volta, quelle passioni e quel fervore mistico-nazionalista che sarebbe poi esploso, con tutta la sua carica di violenza e rinnovamento, una trentina di anni più tardi con la rivoluzione islamica guidata dall’Ayatollah Khomeini. Una tematica, dunque, molto complessa che presenta dei risvolti cruciali nella politica internazionale del secondo dopo guerra che pur tuttavia, in Italia, ha ricevuto, solo recentemente, una trattazione, tra l’altro molto limitata. Lo studio di questa spinosa e controversa questione, ha reso necessario suddividere l’analisi e la trattazione in due livelli separati. Nella Parte I sono analizzati gli aspetti globali connessi all’area mediorientale alla fine della seconda guerra mondiale. Un esame del contesto politico, ma anche socio-economico e strategico-militare della regione, con una particolare attenzione alle vicende iraniane.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Angeli Contatta »

Composta da 668 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2659 click dal 05/01/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.