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Metodologie di introduzione della concorrenza nei servizi pubblici locali

Il settore delle public utilities italiano sta attraversando una fase di radicale cambiamento. Le innovazioni introdotte riguardano molteplici aspetti del settore: il quadro normativo, la natura giuridica e economica dei soggetti coinvolti, gli assetti e le dimensioni dei mercati.
Il primo cambiamento riguarda innanzitutto la concezione stessa di servizio pubblico locale. Se in passato l’aggettivo “pubblico” era riferito al soggetto che erogava il servizio ora l’elemento qualificante è piuttosto l’oggetto, ossia il bisogno – della collettività risiedente su un determinato territorio – da soddisfare. Questo nuovo orientamento conduce a un ripensamento del ruolo stesso dello Stato nella produzione dei servizi pubblici locali: se il focus è il bisogno, è essenziale individuare il soggetto che ha le capacità di soddisfarlo al meglio, che può essere pubblico o privato. In passato l’offerta di servizi pubblici locali era organizzata in regime di monopolio legale: lo Stato e gli Enti Locali rilasciavano concessioni e elargivano sovvenzioni alla produzione. La regolazione delle tariffe non era coerente: alcune erano basse per fini sociali (si pensi ai servizi idrici o ai servizi di trasporto), mentre altre erano ingiustificatamente elevate (era il caso dell’elettricità o delle telecomunicazioni). Per colmare il deficit dei servizi pubblici e degli enti statali, che non avevano entrate sufficienti per coprire i costi, si faceva ricorso alle entrate generali dello Stato. Questi vincoli di bilancio insufficientemente rigidi e la presenza di monopoli determinarono bassi livelli di efficienza. È noto in economia che i propulsori più efficaci all’efficienza sono rappresentati dagli incentivi del mercato concorrenziale. Nell’equilibrio di concorrenza perfetta vengono massimizzate sia l’efficienza produttiva (in termini di minimi costi di produzione) sia l’efficienza allocativa (in termini di massima somma tra surplus del consumatore e profitto del produttore). Se la gestione monopolista pubblica del passato ha condotto a inefficienze, e se la massima efficienza è raggiunta in regime di assoluta competizione, allora una possibile soluzione per garantire una risposta più adeguata ai bisogni da soddisfare può essere rappresentata dall’introduzione di concorrenza.
Nel corso dell’analisi vengono presentati diversi strumenti per la definizione di un nuovo assetto, maggiormente improntato all’implementazione di contesti concorrenziali, per il settore delle public utilities. Il primo strumento analizzato è la privatizzazione delle imprese produttrici ed erogatrici di servizi pubblici locali, in qualitá di nuova forma di intervento dello Stato nell’economia, nell’ottica di ritorno al mercato come sistema efficiente di allocazione delle risorse. Si osserva come l’efficacia della privatizzazione dipenda poi dalle modalità con le quali vengono adottati gli altri due strumenti: la regolamentazione e la liberalizzazione. La regolamentazione sovrintende innanzitutto alla ristrutturazione del settore, in quanto ha il ruolo di incentivare le imprese ex monopoliste a incrementare l’efficienza produttiva e allocativa. Inoltre ha il compito di creare le condizioni per l’effettiva introduzione di concorrenza, sia “nel” che “per il” mercato. Infatti, se nei mercati in monopolio naturale la regolamentazione protegge il consumatore dall’uso del potere di mercato dell’impresa, nei settori concorrenziali ha il ruolo cruciale di rendere possibile l’apertura del mercato.
Nell’ultima parte del lavoro sono presentate le modalità di introduzione di concorrenza vera e propria, ossia la liberalizzazione dei settori non monopolistici e gli strumenti per rendere contendibili i mercati per i settori in monopolio naturale (nella forma di aste competitive per l’assegnazione in concessione dei servizi e di concorrenza per comparazione).
L’analisi dei diversi strumenti segue un’impostazione generale, nel tentativo di individuare delle soluzioni interessanti per lo sviluppo dell’intero settore. Nell'implementazione di ogni strumento va ricordato che il settore delle public utilities italiano è molto variegato: vi sono presenti imprese contraddistinte quanto a dimensione, livelli di efficienza e imprenditorialità. Lo stesso quadro normativo è in continua evoluzione, contribuendo a incrementare la varietà dei contesti non solo a livello geografico o tra i differenti settori, ma persino all’interno delle singole aree geografiche e degli stessi settori.

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3 INTRODUZIONE Il settore delle public utilities italiano sta attraversando una fase di radicale cambiamento. Le innovazioni introdotte riguardano molteplici aspetti del settore: il quadro normativo, la natura giuridica e economica dei soggetti coinvolti, gli assetti e le dimensioni dei mercati. Il primo cambiamento riguarda innanzitutto la concezione stessa di servizio pubblico locale. Se in passato l’aggettivo “pubblico” era riferito al soggetto che erogava il servizio ora l’elemento qualificante è piuttosto l’oggetto, ossia il bisogno – della collettività risiedente su un determinato territorio – da soddisfare. Questo nuovo orientamento conduce a un ripensamento del ruolo stesso dello Stato nella produzione dei servizi pubblici locali: se il focus è il bisogno, è essenziale individuare il soggetto che ha le capacità di soddisfarlo al meglio, che può essere pubblico o privato. In passato l’offerta di servizi pubblici locali era organizzata in regime di monopolio legale: lo Stato e gli Enti Locali rilasciavano concessioni e elargivano sovvenzioni alla produzione. La regolazione delle tariffe non era coerente: alcune erano basse per fini sociali (si pensi ai servizi idrici o ai servizi di trasporto), mentre altre erano ingiustificatamente elevate (era il caso dell’elettricità o delle telecomunicazioni). Per colmare il deficit dei servizi pubblici e degli enti statali, che non avevano entrate sufficienti per coprire i costi, si faceva ricorso alle entrate generali dello Stato. Questi vincoli di

International thesis/dissertation

Autore: Alice Bacigalupo Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

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