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Legislazione regia e consuetudini cittadine nel Regnum Siciliae in età normanna

Informazioni tesi

  Autore: Niccolò Terrosi Vagnoli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Nicoletta Prof.ssa Sarti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 101

L'evo normanno fu un periodo felice per il nostro Mezzogiorno, forse l'ultimo che questo incontrò fino in tempi recenti. La tesi si propone di delineare le vicende relative al periodo in questione, dedicando la propria attenzione, in particolar modo, alla produzione normativa delle assise e al rapporto di queste ultime con gli statuti e le consuetudini locali particolari.

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1 L’ETÁ DI RE RUGGERO 1 CENNI STORICI SULLE ASSISE (1129-1150) Lo studio della legislazione del Regno normanno di Sicilia rappresenta una problematica non ancora del tutto risolta che, ormai da secoli, coinvolge studiosi italiani e stranieri. Scopo di questo lavoro sarà quello di descrivere, avvalendomi del contributo delle opere di giuristi e storiografi, la produzione, i metodi, le fonti ed i contenuti delle norme del periodo normanno con particolare riguardo all’isola di Sicilia. Nel fare questo non si può non soffermare l’attenzione anche sulle assemblee tenutesi durante il periodo di Ruggero II. Sono queste tra le più importanti testimonianze che ci sono pervenute della vita del tempo, raffigurando pratiche sociali e feudali, oltre che espressione dell’attività legislativa come nel caso di Ariano 1 . L’assemblea tenutasi nel settembre del 1129 presso Melfi offre una visuale privilegiata della situazione presente tra Ruggero II, allora non ancora assurto al titolo di re, ed i conti dei territori continentali. Per anni infatti il mezzogiorno peninsulare è stato flagellato da una guerra feudale intestina che, quasi del tutto assente in Sicilia, sembra debba rimanere cosa impossibile da risolversi. Attraverso il giuramento, quindi attraverso un atto di sottomissione vassallatica, Ruggero cerca di por fine all’anarchia dilagante 2 . La seguente assemblea di cui si ha notizia si svolge a Salerno attorno al 27 settembre del 1130. Il fine questa volta non è tanto quello di risolvere un aspetto contingente di politica 1 Questo tuttavia non è una novità nel “mondo normanno” , visto che le disposizioni riguardanti il regno d’Inghilterra erano apparse con Enrico I Beauclerc. La raccolta in questione intitolata Leges Henrici primi, composta probabilmente alla corte dello stesso sovrano, non riunisce norme approvate dall’assemblea popolare del regno, ma regole consuetudinarie in vigore. Da tempo si era infatti affermata la prassi di trattare nelle corti del sovrano alcuni reati particolarmente rilevanti per l’ordine pubblico come: le offese più gravi (rapina, incendio, tradimento, omicidio, furto aggravato, protezione offerta a banditi e scomunicati); le offese contro il sovrano e la sua household; le offese ai diritti demaniali del sovrano e l’intervento in caso di mancata o scorretta giustizia da parte delle corti degli ordinamenti particolari del regno. La giustizia regia pertanto diventava una componente essenziale di quella esercitata territorialmente sia perché a lei sola competeva la conoscenza dei delitti più gravi, sia perché integrava l’attività delle corti locali quando queste tardavano a svolgerla o la esercitavano in maniera imperfetta. In M. Caravale, Ordinamenti giuridici dell’Europa medievale, (Il Mulino; Bologna 1994) 336-337. 2 La notizia dell’assemblea di Melfi è riportata dalle testimonianze concordanti di Alessandro di Telese nel suo Alexandri Telesini Abbatis Ystoria Rogerii Regis Siciliae Calabriae atque Apuliae e di una delle note marginali inserite da un anonimo del XII secolo nel testo degli Annales di Romualdo Salernitano. Si tratta di un editto di pace che già i papi Urbano II, Pasquale II e Callisto II avevano emanato nell’Italia meridionale sotto i duchi Ruggero Borsa e Guglielmo. La seconda delle due fonti citate in particolare sottolinea il fatto che il giuramento venne prestato al duca da parte di tutti i conti dei territori continentali che erano in suo possesso, impegnandosi a fornire un servizio militare proporzionato alla consistenza dei rispettivi possessi feudali. In O. Zecchino, ‘I parlamenti nel regno di Ruggero II’, Le Assise di Ariano 1140-1990: atti dal convegno internazionale di studi ad 850 anni dalla promulgazione. Ariano Irpino, 26-28 ottobre 1990 a cura di Ortensio Zecchino (L’Economica; Roma 1994) 65-66.

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