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La pittura del cinquecento in Valle Camonica- Spunti per una valorizzazione

Informazioni tesi

  Autore: Chiara Talmelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia
  Facoltà: Lettere
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Elena Di Raddo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

La mia prova finale nasce con l’intento di elaborare uno scenario di sviluppo alternativo per i piccoli paesi della Valle Camonica.
Ho studiato la situazione attuale e mi sono resa conto che, nei processi di sviluppo locale, il patrimonio artistico gioca, purtroppo, un ruolo marginale. Ho riconosciuto in tutto ciò una grave lacuna ed ho deciso di impegnarmi per far conoscere ai residenti l’importanza che può rivestire l’arte, in un’ottica di sviluppo turistico del territorio.
I comuni dalla Valle Camonica iniziano a comprendere l’importanza del turismo per la crescita occupazionale e sociale della Valle. Essi, però, tendono a puntare tutto solamente su alcuni dei numerosi aspetti che concorrono a creare l’identità della zona. Il risultato è una serie di proposte, molto interessanti, ma fini a se stesse,
le une volte alla rivalutazione delle tradizioni locali ed alla riscoperta di antichi mestieri, le altre alla valorizzazione dei prodotti tipici e all’ “utilizzo” del territorio per praticare numerosi sport.
Non esistono progetti per creare un’offerta turistica integrata, ma la capacità di coesione di un territorio fa sì che la sua incisività sul piano della competizione, rispetto ad altre aree, risulti notevolmente rafforzata.
Ritengo che l’immagine che la Valle ha consolidato sul mercato turistico vada arricchita. La Valle Camonica è storia, è tradizione, è cucina tipica, è natura, è sport, ma è anche arte.

La prova finale è articolata in due parti.
Nella prima ho “creato” degli itinerari turistici legati alla pittura del Cinquecento in Valle Camonica, in particolare ai pittori Callisto Piazza, Girolamo Romanino e Paolo da Caylina il Giovane.
Nella seconda parte ho elaborato un piano di comunicazione per promuovere questi percorsi. Il lavoro “contatti” è stato laborioso ed ha richiesto molto tempo per la poca disponibilità delle persone contattate.
Ho realizzato tre questionari, con lo scopo di valutare la conoscenza degli itinerari della pittura del Cinquecento in Valle Camonica e di verificare se vi è stata un’adeguata opera di valorizzazione. I questionari sono stati inviati agli assessori alla cultura dei principali comuni ed agli insegnanti di educazione artistica delle scuole medie inferiori. Ho sottoposto di persona il terzo questionario ad un considerevole numero di studenti delle scuole superiori e universitari e a varie categorie di lavoratori, tutti residenti in Valle Camonica.
Inoltre ho preso visione del materiale promo-pubblicitario disponibile in tutta la Valle e dei siti web che dovrebbero supportare un potenziale turista in Valle Camonica.
Dopo aver analizzato i punti di forza, di debolezza, le opportunità e le minacce della situazione attuale, ho proposto la creazione di una Via dell’Arte, incentrata sulla pittura del Cinquecento in Valle Camonica. Questo progetto mi ha permesso di creare un’ipotetica rete tra nove comuni della Valle Camonica e di ideare una serie di iniziative, frutto della collaborazione tra le amministrazioni comunali, gli enti pubblici e gli enti privati.
Si tratta di proposte divise in base ai target di riferimento individuati. Nascono così anche attività per avvicinare i bambini al patrimonio artistico. Attraverso depliants-gioco, laboratori e quiz, i bambini vivono l’opera d’arte in un modo divertente e coinvolgente. Propongo, inoltre, una serie di iniziative, per catturare l’attenzione del pubblico adulto, che vanno da convegni sulla figura dell’artista, alla catechesi attraverso l’arte, a proposte più mondane come, ad esempio, l’aperitivo artistico.
La “Via dell’Arte, pittura del Cinquecento” deve essere uno spunto per progetti futuri che giungano alla creazione anche di una “Via dell’Arte, pittura del Quattrocento”, di una “Via dell’Arte, architettura romanica”, di una “Via dell’Arte, percorsi attraverso la stregoneria”…
L’immagine della Valle Camonica verrebbe, in questo modo, notevolmente arricchita anche su questo fronte, contribuendo allo sviluppo turistico finora un po’ troppo sottovalutato.

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3 INTRODUZIONE La mia prova finale nasce con l’intento di elaborare uno scenario di sviluppo alternativo per i piccoli paesi della Valle Camonica. Ho studiato la situazione attuale e mi sono resa conto che, nei processi di sviluppo locale, il patrimonio artistico gioca, purtroppo, un ruolo marginale. Ho riconosciuto in tutto ciò una grave lacuna ed ho deciso di impegnarmi per far conoscere ai residenti l’importanza che può rivestire l’arte, in un’ottica di sviluppo turistico del territorio. I comuni dalla Valle Camonica iniziano a comprendere l’importanza del turismo per la crescita occupazionale e sociale della Valle. Essi, però, tendono a puntare tutto solamente su alcuni dei numerosi aspetti che concorrono a creare l’identità della zona. Il risultato è una serie di proposte, molto interessanti, ma fini a se stesse, le une volte alla rivalutazione delle tradizioni locali ed alla riscoperta di antichi mestieri, le altre alla valorizzazione dei prodotti tipici e all’ “utilizzo” del territorio per praticare numerosi sport. Non esistono progetti per creare un’offerta turistica integrata, ma la capacità di coesione di un territorio fa sì che la sua incisività sul piano della competizione, rispetto ad altre aree, risulti notevolmente rafforzata. Ritengo che l’immagine che la Valle ha consolidato sul mercato turistico vada arricchita. La Valle Camonica è storia, è tradizione, è cucina tipica, è natura, è sport, ma è anche arte. La prova finale è articolata in due parti. Nella prima ho “creato” degli itinerari turistici legati alla pittura del Cinquecento in Valle Camonica. Una breve introduzione sulla storia del periodo mi ha permesso di mettere in relazione alcune situazioni locali con i grandi fatti della storia della città di Brescia. In questo modo ho delineato il contesto storico in cui hanno lavorato Callisto Piazza, Girolamo Romanino e Paolo da Caylina il Giovane, i protagonisti di tale momento artistico, evidenziando lo stretto legame tra storia e arte.

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