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Tecnologia e dinamica dei vantaggi comparati: un confronto fra Nord-Est Italia e Sicilia.

Il presente lavoro prende spunto da un tema del Servizio Studi della Banca d’Italia (n°522, ottobre 2004), concernente la tecnologia e la dinamica dei vantaggi comparati fra la Sicilia e il Nord-Est Italia. L’importanza dell’approfondimento scaturisce dalla constatazione che, nel corso degli anni Novanta, la struttura del commercio mondiale si è profondamente modificata a favore di prodotti ad elevato contenuto tecnologico. Il lavoro si articola in tre parti. Nella prima s’intende offrire un quadro macroeconomico di riferimento sulle tendenze alla specializzazione nel commercio internazionale, con la presentazione delle relative teorie, da quelle dette “ortodosse” di Smith, Ricardo, Heckscher, Ohlin, a quelle “moderne”, di natura dinamica, in cui viene affrontato il tema dello sviluppo tecnologico, a supporto dell’importanza della specializzazione produttiva nella competizione tra imprese. La seconda offre una visione d’insieme del contesto nazionale, focalizzandosi, prima sull’impresa manifatturiera, in modo da offrire una base conoscitiva del tessuto produttivo, successivamente sulla competizione tecnologica dell’Italia, traendo spunto dal Quarto Rapporto dell’ “Osservatorio sull’Italia nella Competizione Tecnologica Internazionale”, stilato dall’ENEA, in una fase in cui ha ripreso vigore il dibattito sui temi dello sviluppo, della competizione internazionale e delle questioni che vanno sotto la generale definizione di società della conoscenza. Alla base di questa accresciuta attenzione, sembra
porsi una rinnovata necessità di comprendere il rapporto fra processi di sviluppo e dinamiche del cambiamento tecnologico. Di fatto, nel corso dell’ultimo decennio, i tratti del processo di globalizzazione si sono ulteriormente rafforzati e intrecciati con le trasformazioni tecnologiche, sollecitando la richiesta di una più chiara visione dei meccanismi che legano sviluppo e cambiamento tecnologico. Infine, questa parte della trattazione si chiude con l’analisi della dinamica della struttura
del commercio estero di manufatti per contenuto tecnologico, applicando la metodologia CSMA alla quota di mercato italiana, pervenendo ad un punto di congiunzione delle analisi precedentemente svolte e creando, al contempo, una base descrittiva su cui far leva per il confronto del modello di specializzazione produttiva della Sicilia e del Nord-Est. E’ come se si venisse a creare un circolo vizioso, dove ogni elemento si combina “armoniosamente” con la complessa dinamica dei settori di attività economica, costituenti la trama del tessuto produttivo nazionale. La sequenza logica seguita nella tesi si articola nel seguente
modo: impresa manifatturiera - commercio internazionale - innovazione Tecnologica e competitività - vantaggi comparati; il tutto sintetizzato Nell’espressione “contenuto tecnologico dell’export manifatturiero”.

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5 Introduzione Il presente lavoro prende spunto da un tema del Servizio Studi della Banca d’Italia (n°522, ottobre 2004), concernente la tecnologia e la dinamica dei vantaggi comparati fra la Sicilia e il Nord-Est Italia. L’importanza dell’approfondimento scaturisce dalla constatazione che, nel corso degli anni Novanta, la struttura del commercio mondiale si è profondamente modificata a favore di prodotti ad elevato contenuto tecnologico. Infatti, il progresso tecnico introduce nell’attività economica nuovi processi produttivi e nuovi prodotti e, in quanto agisce da stimolo all’investimento, è un importante fattore di crescita economica. Le esportazioni italiane hanno recepito i cambiamenti della domanda mondiale, in misura molto limitata, restando dominate dai prodotti a bassa tecnologia, che costituiscono la quota più rilevante del Made in Italy. Da notare che, negli stessi anni Novanta, le quote dell’export italiano sul mercato mondiale sono diminuite, nonostante il crescente grado di apertura dell’economia nazionale. Il modesto contenuto tecnologico delle esportazioni italiane desta preoccupazioni, anche per i suoi riflessi sulle potenzialità di crescita del paese. La moderna teoria del commercio internazionale mostra, infatti, che la struttura del commercio estero di una regione non è neutrale rispetto alla sua crescita nel lungo periodo. In particolare, una specializzazione, in settori poco avanzati tecnologicamente, tende a ridurre le prospettive di sviluppo di un paese (Grossman e Helpman, 1990). Le specializzazioni in attività, che presentano un alto tasso di apprendimento tecnologico e una crescita della produttività relativamente più elevata, favoriscono tassi di crescita complessivi più elevati nel lungo periodo (Guerrieri, Pianta e Dalum, 2001). Inoltre, gli studi empirici confermano che, la difficoltà di imitazione delle tecnologie più avanzate rende i prodotti ad alto contenuto tecnologico meno elastici al prezzo, creando vantaggi di nicchia e rendendo meno volatili le fluttuazioni cicliche nei paesi specializzati in questi prodotti (Kraay e Ventura, 2001). Questo lavoro approfondisce le cause di questi andamenti a livello territoriale, analizzando la recente evoluzione del modello di specializzazione delle esportazioni della Sicilia e del Nord-Est Italia ed enfatizzando il ruolo dei distretti industriali. Infatti, la localizzazione di

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Lorena Guarino Contatta »

Composta da 194 pagine.

 

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