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Ragione e Destino. Marcuse interprete di Weber negli anni sessanta

Il rinnovato interesse nei confronti di Herbert Marcuse contribuisce a porre nel dibattito odierno, ma in modo più riflessivo e ponderato che negli anni sessanta, i contributi metodologici, politici e sociologici del sempre attuale Max Weber nell'ambito di una teoria critica e pratica, multi-disciplinare e riformatrice della società. Gli "artefatti" tecnologici e culturali che ogni realtà politico-sociale crea per e nei propri processi produttivi ed auto-riproduttivi costituiscono una concreta realtà storica, che può e deve essere riportata alle origini e de-costruita per consentire la comprensione degli effetti e dei vincoli che impone alla teoria ed alla prassi odierne. Max Weber, lucido osservatore come pure simbolo dei suoi tempi, ha offerto strumenti indispensabili per la comprensione della società, ma parte del suo pensiero è stata cristallizzata, in modo anche strumentale, con una totale inibizione di un potenziale teorico che, a ben vedere, sembra piuttosto crescere che affievolirsi col passare del tempo.
Sulla base di una solidissima conoscenza del pensiero e della realtà tedesca, così pure come della società americana, Marcuse sottrae Weber all'attenzione antiquaria cui è sottoposto e ne fa, anche se spesso in modo tacito, il proprio grimaldello per entrare nel cuore della società post-industrializzata. Un mondo in cui la reificazione non è più soltanto un fenomeno economico, ma principalmente socio-culturale, che si realizza nel conformismo, nella passività e nel lassismo concettuale con cui l'individuo è portato ad accettare la tecnocratica efficienza della "gabbia d'acciaio" e la struttura gerarchica di dominio che la preforma.

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1 Introduzione Il presente lavoro si propone di studiare alcuni aspetti della critica marcusiana alla figura ed al pensiero del sociologo tedesco, con l’obiettivo primario di capire se Max Weber possa essere considerato o meno un precursore di quel pensiero "ad una dimensione", che il Filosofo denuncia nella celeberrima opera del 1964: One-dimensional man. Nella Parte I, dopo aver fornito alcuni cenni storici, la nostra analisi partir da un esame testuale diretto di Industrializzazione e capitalismo, il saggio, anch’esso del 1964, in cui Marcuse si occupa della figura di Weber e valuta sia il complesso della sua opera nell’orizzonte del suo tempo, sia il senso del suo recupero negli anni sessanta. Esamineremo la prima versione del testo, registrata quale contributo al XV Congresso di sociologia tedesca, dedicato all’attualit di Weber in campo sociologico. Il nostro obiettivo sar mostrare come l’approccio critico di Marcuse sia basato sul tentativo di svelare le implicazioni e le valutazioni implicite, nei concetti weberiani di "ragione" e di "destino". La nostra fonte, la pubblicazione degli atti del Congresso, ci permette di offrire un esame delle repliche e delle obiezioni sollevate all’intervento di Marcuse, nonchØ delle risposte conclusive dell’autore. Cercheremo di valutare le ragioni, consapevoli o contingenti, che animano le reazioni piø polemiche, per delineare il quadro di generale ostilit , o incomprensione, in cui il filosofo tedesco espone la propria tesi. Nella Parte II, verranno forniti l’approfondimento e le riflessioni necessarie a rispondere al seguente interrogativo: in Weber ragione e destino possono essere definiti concetti uni- dimensionali? Le argomentazioni del saggio saranno valutate nell’orizzonte dell’opera di Marcuse nei primi anni sessanta; fase in cui trovano una nuova formulazione le sue critiche alla tecnica, alla

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Furio Stamati Contatta »

Composta da 340 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2048 click dal 05/01/2007.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.