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Biopsia renale ecoguidata nel cane: revisione critica della bibliografia e valutazione della corrispondenza tra campione bioptico e reperto necroscopico

L'obiettivo del presente lavoro consiste nell'illustrare la corrispondenza tra i campioni bioptici ed i reperti ottenuti in sede di necroscopia da soggetti deceduti spontaneamente o in seguito ad eutanasia (praticata in fase terminale di malattia). Il lavoro ha come obiettivo la valutazione della tecnica impiegata, la scelta di una adeguata sede di prelievo e la valutazione della qualità del materiale bioptico da sottoporre ad esame isto-patologico. L'esame bioptico consente di evidenziare direttamente le lesioni responsabili della patologia, condizione non valutabile realizzando gli esami di laboratorio ed impiegando l'esame ultrasonografico.
Alcune tabelle sono state riprodotte in formato verticale anziché orizzontale; è possibile richiedere all'Autore eventuali originali.

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4 I. INTRODUZIONE La biopsia renale è attualmente considerata un valido strumento per la diagnosi, il monitoraggio e la prognosi delle patologie renali, rivelandosi spesso necessaria per valutare l'andamento della terapia (8,10,24,36). Oltre ad essere un valido complemento agli esami clinici, biochimici ed alle prove funzionali (sempre indispensabili), l'esame bioptico consente di riconoscere una lesione reversibile da una irreversibile ed evolutiva (10). Gli esami di laboratorio eseguiti per valutare la funzionalità renale indicano l’attività del rene nel momento in cui sono effettuati, senza però fornire informazioni sull'evoluzione del processo patologico in atto (35). Altrettanto dicasi per l'esame ecografico, il quale, in assenza di alterazioni ultrasonografiche non può escludere la presenza di patologie; inoltre le eventuali alterazioni dell’ecogenicità e dell'architettura evidenziate sono raramente patognomoniche (2). Una diagnosi accurata può essere formulata in seguito ad un esame istologico di tessuto renale ottenuto mediante biopsia; l'identificazione del tipo di lesione responsabile della patologia indirizza verso un'idonea terapia e permette di predire l'evoluzione della malattia. Nei casi in cui i rilievi microscopici non consentono di individuare la noxa patogena, il carattere e la distribuzione delle lesioni aiutano a stabilire se il processo potrà regredire (parzialmente o totalmente), rimanere statico o progredire diventando irreversibile (36).

Tesi di Laurea

Facoltà: Medicina Veterinaria

Autore: Andrea Colombo Contatta »

Composta da 134 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2271 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.