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Neo-Avanguardie e narratività: dalla "Narrative Art" a Sophie Calle

La mia ricerca cercherà di dimostrare il legame che l’esperienza artistica della Calle ha avuto con il movimento della Narrative Art.
Mi riferisco alla nuova attenzione verso la realtà e gli aspetti casuali della vita che, a metà degli anni Settanta, veniva espressa attraverso l’abbinamento di frasi e immagini fotografiche secondo nessi logici estranei al senso comune, enigmatici, provocatori, contrastando la referenzialità e l’oggettualità dell’arte precedente.
Questa tendenza fu denominata Narrative Art, dal titolo di una mostra intitolata appunto “Narrative Art”, tenutasi nel1974 presso la John Gibson Gallery, a New York (preceduta nel 1973, nella stessa sede, da una mostra intitolata “Story”).
Il comunicato stampa della mostra riportava la seguente definizione:
“Movimento internazionale che si basa sull’utilizzo sistematico della fotografia abbinata ad un testo, separati nello spazio, ma legati da una relazione mentale. In accordo con l’arte concettuale che privilegia la riflessione sul progetto a scapito della realizzazione, ma in contrasto con un modo di pensare analitico e didattico, la Narrative Art sceglie i suoi temi dalla vita quotidiana e dall’ambiente circostante.”

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1 NEO-AVANGUARDIE E NARRATIVITÀ: DALLA “NARRATIVE ART” A SOPHIE CALLE INTRODUZIONE Raccontami una storia per non farmi addormentare “Maria was an artist, but the work she did had nothing to do with creating objects commonly defined as art. Some people called her a photographer, others referred to her as a conceptualist, still others cosidered her a writer, but none of these descriptions was accurate, and in the end I don’t think she can be pigeonholed in any way.” Paul Auster, “Leviathan” 1 Maria è un personaggio immaginario, Sophie Calle è Maria nella realtà. E non solo. Sophie Calle ha deciso di diventare, anche lei, un personaggio fantastico che agisce nella realtà, inventato dallo stesso autore che diede vita a Maria, Paul Auster. Un gioco? Uno stile di vita? Un’opera d’arte? Una dimensione artistica raggiunta attraverso la narrazione e l’abbattimento dei confini tra finzione e realtà, tra immaginazione e realtà. Era il 1979 quando Madame Calle si scoprì, per caso, artista. Durante lo svolgimento di un progetto intitolato “Les dormeurs” aveva invitato alcune persone scelte casualmente tra vicini, sconociuti, amici e parenti, a donarle alcune ore del loro sonno dormendo nel suo letto. Tra queste persone casualmente c’era una donna di nome Françoise Jourdan-Gassin, compagna del critico d’arte Bernard Lamarche-Valdel, 1 “ Maria era un’artista, ma il suo lavoro non aveva nulla a che fare con la creazione di oggetti definiti comunemente artistici. Alcuni la chiamavano fotografa, altri le si riferivano come una concettualista, altri ancora come una scrittrice, ma nessuna di queste descrizioni era accurata e, alla fine, non credo che possa essere classificata in alcun modo.”

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giulia Brivio Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10913 click dal 05/01/2007.

 

Consultata integralmente 21 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.