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Il Nuovo Sistema Pensionistico Svedese

Informazioni tesi

  Autore: Bruno Caprettini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Politica
  Relatore: Felice Roberto Pizzuti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

La tesi si propone di analizzare il nuovo sistema pensionistico pubblico svedese introdotto nel 1998, soprattutto in relazione al sistema prima in vigore ed ai problemi che stava incontrando.
Il sistema previdenziale in funzione in Svezia fino al 1998 si poggiava su due pilastri: da una parte, un programma di pensioni minime e dall’altra un programma di pensioni supplementari calcolate secondo un principio retributivo.
Quattro erano i principali problemi presentati dal vecchio sistema pensionistico. In primo luogo, il rapido invecchiamento della popolazione, la bassa crescita economica degli ultimi decenni ed il metodo di calcolo delle prestazioni offerte dal programma retributivo mettevano in serio pericolo la sostenibilità finanziaria dell’intero sistema. In secondo luogo, il programma retributivo sembrava comportare una redistribuzione del reddito non perfettamente trasparente e per molti aspetti regressiva. In terzo luogo, molti sottolineavano come alcune disposizioni producessero forti disincentivi a lavorare: Alcuni ritenevano infine che l’intero sistema avesse effetti negativi sul livello di risparmio nazionale.
Il nuovo sistema sostituisce interamente quello precedente e si fonda su tre programmi: il primo, un piano a ripartizione con prestazioni calcolate secondo un principio contributivo, il secondo, un piano completamente nuovo a capitalizzazione gestito da un’agenzia pubblica ma che coinvolge società d’investimento private; il terzo, un programma di pensioni minime destinate agli anziani in condizioni di grave necessità.
Avanzando alcune brevi valutazioni preliminari sulla riforma, nella tesi si sottolineerà come il nuovo sistema contributivo se, da una parte, guadagna in stabilità finanziaria ed in equità attuariale, dall’altra offre ai pensionati tassi di sostituzione decisamente inferiori rispetto al precedente sistema. Si noterà tra l’altro come il nuovo programma a capitalizzazione, sebbene studiato per essere molto efficiente, tende a scaricare sui pensionati gran parte dei rischi legati ad un sistema pensionistico.

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4 I. INTRODUZIONE Sin dall’inizio degli anni ’80 i sistemi previdenziali della maggior parte dei paesi industrializzati hanno dovuto affrontare una serie di problemi che ne avevano progressivamente messo in discussione la stabilità finanziaria. In particolare gran parte dei sistemi allora in vigore non sembravano in grado di rispondere adeguatamente alla sfida posta dal costante invecchiamento della popolazione. Nel corso degli anni ’90 i politici svedesi hanno cercato una soluzione a questi problemi attraverso alcune modifiche ai parametri del sistema allora in vigore: è stata ad esempio aumentata l’età pensionabile, è stato ridotto il valore di alcune prestazioni e sono state introdotte regole di eleggibilità più restrittive. Tuttavia per evitare che una serie di riforme disorganiche producessero effetti indesiderati sull’intero sistema, sin dal 1984 era stata nominata una commissione di esperti con il compito di formulare una proposta di riforma più profonda e coerente. L’8 giugno del 1998, dopo quasi 15 anni di dibattito politico, il parlamento svedese ha approvato una legge che, introducendo un sistema sostanzialmente nuovo, rinnova strutturalmente tutta la previdenza pubblica. In questa tesi, dopo una breve presentazione delle principali caratteristiche dei sistemi pensionistici in generale (Capitolo II), e dopo un riassunto delle principali riforme subite dal sistema previdenziale svedese nel corso del 1900 (Capitolo III), si descriverà il sistema pubblico svedese in vigore prima della riforma del 1998 (Capitolo IV), i principali problemi da questo affrontati (Capitolo V) e come la nuova legge cerca di porvi rimedio (Capitolo VI). Nel Capitolo VII si cercherà infine di formulare alcune considerazioni generali sui probabili effetti economici che la riforma produrrà. II. CENNI SUI SISTEMI PENSIONISTICI IN GENERALE 1. Le Funzioni svolte da un Sistema Pensionistico Il sistema pensionistico è un meccanismo redistributivo che attiva il trasferimento di risorse correntemente prodotte dalla popolazione attiva in favore di persone che per vari motivi non possono prendere parte al processo produttivo. Tre sono le funzioni che possono essere svolte dai sistemi pensionistici: assistenziale, assicurativa e previdenziale. La funzione assistenziale intende assicurare ad ogni cittadino uno standard di vita minimo e si concretizza in trasferimenti a sostegno del reddito degli anziani; la

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