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Edicole votive dell'area vesuviana

L’edicola votiva nasce dal bisogno di Assoluto avvertito come necessità esistenziale dagli uomini che trovano intollerabile la vita se essa si riduce soltanto ad un incessante e ripetitivo ciclo di trasformazioni materiali e meccaniche. “L’edicola si pone quindi, come una variante liturgica che abolisce la mediazione ecclesiastica nel rapporto con il divino; essa è diretta a tutti, agli abitanti del vicolo, della strada, del quartiere in cui è ubicata” , così come al passante occasionale.
E’ nel vicolo che spesso troviamo la sistemazione delle edicole votive, poiché talvolta la mancanza assoluta di spazio nei cosiddetti “bassi”, spinge la vita verso l’esterno ed è lì che si svolgono tutte le manifestazioni della quotidianità, comprese quelle religiose. Mentre assistiamo in questa nostra società agli effetti a volte veramente degradanti delle molteplici immagini che condizionano la nostra vita e ci vengono proposte dalla pubblicità e da altri mass-media, le edicole votive con il loro silenzio, continuano a rilevare il valore del segno guidano, aiutano a ritrovare le strade del sacro; non sono vuote testimonianze di una religiosità ormai superata né di una volontà ostinata di sopravvivenza nonostante la modernità. Perciò amiamo vederle ancora per le strade o anche nelle nostre case, perciò ci interessiamo ancora ad esse.La presenza delle edicole può divenire una opportunità per riscoprire o approfondire le radici e la storia della nostra città e del santo che vi è rappresentato; la storia di un santo infatti, non si esaurisce nella sua vita terrena e nelle sue gesta, ma prosegue con tutte le manifestazioni legate al culto, alla devozione popolare e al suo radicamento nei luoghi e nel territorio dove è venerato. L’edicola edificata prevalentemente per iniziativa individuale per praticare il culto in forma privata, finisce poi per agire come fattore di aggregazione ponendosi su un piano culturale collettivo e giungendo a coinvolgere insieme con il fondatore anche la comunità cui egli appartiene. La ricerca è partita dall’indagine sull’origine delle edicole, analizzando in generale, la dimensione tipologica, il contesto nel quale esse si collocano, operando una distinzione tra edicole: rurali, urbane ed ecclesiastiche.
Si è poi cercato di comprendere i motivi che inducono i devoti alla loro edificazione e le mansioni del curatore che spesso per varie ragioni, non si identifica con chi l’ha edificata; in questo modo si è tentato di analizzare l’insieme dei rapporti che si instaurano intorno a questo tipo di culto.
Si è anche sottolineata l’importanza della fotografia come testimonianza diretta e visiva, che serve a rendere ancora più leggibile il fenomeno e a dare un ulteriore contributo alla comprensione di esso.
Successivamente è stato effettuato un rilevamento capillare delle edicole presenti nel territorio di Somma, constatando una particolare predilezione per le immagini mariane; ciò deriva anche dall’attività pastorale svolta dagli ordini monastici ivi insediatisi. Si è poi proceduto ad un’accurata analisi di ciascuna edicola presa in esame, a partire proprio da quelle dedicate alla Madonna sotto i vari titoli, al fine di organizzare secondo uno schema preciso i dati riguardanti: il tipo di manufatto, le dimensioni, l’epoca, la localizzazione ed infine la descrizione. Infine si è passati all’indagine sul campo attraverso interviste, che hanno coinvolto oltre i proprietari delle edicole anche altri fedeli, molti dei quali si sono mostrati disponibili al dialogo. Esse contengono tra l’altro, notizie relative a ciascun intervistato: nome e cognome, sesso, età, occupazione, stato civile, domicilio. Per dimostrare che l’edicola si configura come spazio sacro, è riportato l’esempio di una delle funzioni che vengono eseguite presso di essa, con una descrizione dettagliata dei vari momenti caratterizzanti la celebrazione.
La finalità di questo lavoro è oltre quella di puntare l’attenzione sull’aspetto religioso, che è alla base dello studio delle edicole votive, anche di porre l’esigenza di salvaguardarle e custodirle, poichè sono da considerarsi come veri e propri prodotti artistici.
A tale proposito, si è fatta menzione di numerose iniziative di prevenzione già attuate e da attuarsi, ad opera di alcune città, enti pubblici e privati; inoltre, si è accennato ai diversi decreti legislativi legati alla tutela dei beni culturali ed ambientali, in particolare per quelli di interesse religioso, tra questi rientrano proprio i tabernacoli.
Per meglio evidenziare il valore culturale dell’edicola è risultato particolarmente interessante riportare un esempio di intervento di restauro di questo bene, specificando le operazioni da effettuarsi ed i relativi costi. Infine si è sottolineato l’atteggiamento di alcuni religiosi poco propensi ad accogliere nelle proprie comunità laici spinti da esigenze di studii e ricerche, tentando un confronto con due sacerdoti che potessero esprimere il loro parere in merito.

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7 INTRODUZIONE La città è fatta di uomini e di pietre indissolubilmente legati; un contesto non abitato non è città poiché solo lo stretto rapporto tra gli uomini e le cose definisce le caratteristiche, le qualità dello spazio abitativo, la storia degli uni e delle altre. E’ un rapporto inscindibile, continuo e costante, lo stesso che consente di capire passati modi di vita, costumi e culture solo da poche tracce, singoli elementi. Per questo motivo talvolta ad un degrado delle strutture urbane si contrappone una collettività per la quale risulta determinante la conoscenza della propria storia, della storia della propria città, come delle pratiche devozionali ad esse connesse. Tutta l’area vesuviana, ad esempio, è stata ed è tuttora fortemente segnata dal fenomeno del devozionismo; ne sono un eloquente esempio le edicole votive, anzi esse sono da considerarsi testimonianze preminenti, che implicano una complessa rete di interessi culturali. 1 L’edicola votiva nasce dal bisogno di Assoluto avvertito come necessità esistenziale dagli uomini che trovano intollerabile la vita se essa si riduce soltanto ad un incessante e ripetitivo ciclo di trasformazioni materiali e meccaniche. Le edicole segnano i “passaggi” (ponti, crocevia, bivi, ecc...) e luoghi pericolosi dove, la loro presenza serve ad allontanare il male, il negativo che rigurgita dalle fratture e si annida nelle situazioni di scelta. 1 N. Franciosa, G. Fioravanti, A. Bove, Il tempietto di Gesù Crocifisso e le edicole votive a Ponticelli, a cura del Comitato Festeggiamenti “Maria SS. della Neve”, 1985

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Olimpia Accardo Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3309 click dal 23/02/2007.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

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