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La validazione del Test di Attitudine Imprenditoriale (T.A.I.) attraverso un campione di imprenditori

Informazioni tesi

  Autore: Anna Sartori
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Giuseppe Favretto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

Lo studio esplorativo, fulcro di questa tesi, si inserisce in un filone di ricerca che si pone l’obiettivo di costruire strumenti in grado di rilevare nei soggetti la loro propensione ad assumere ruoli imprenditoriali e, più in generale, nell’ambito della ricerca sull’imprenditorialità e sulla figura dell’imprenditore.
Se si considera l’impresa una delle possibili risposte alla disoccupazione e alla flessibilità del mercato del lavoro, nonché un humus vitale che favorisce lo sviluppo di un territorio, in termini di innovazione e di competitività, è indubbio che sia necessario auspicare gli interventi di sostegno più opportuni alla sua nascita e alla sua continuità. La conoscenza dei fattori che possono favorire la creazione e la continuità d’impresa si rivela quindi di fondamentale importanza per poter offrire le condizioni di sviluppo più adeguate, ideando ed implementando progetti mirati.
La ricerca che rappresenta il nucleo di questa tesi si propone l’obiettivo di approfondire lo studio di uno strumento psicoattitudinale chiamato T.A.I. (Test di Attitudine Imprenditoriale), secondo il processo ricorsivo tipico di questa tipologia di strumenti psicometrici. Il test, che si propone di misurare l’attitudine imprenditoriale negli individui, può trovare la sua utilità come strumento per l’auto-valutazione e l’approfondimento della conoscenza di sé, ad esempio in percorsi di orientamento e formazione all’imprenditoria e di preparazione al passaggio generazionale. Per meglio comprendere la collocazione di questo strumento e le sue potenzialità di utilizzo, la ricerca si caratterizza di una parte introduttiva, suddivisa in tre capitoli.
Nel primo capitolo si cerca di definire l’imprenditorialità prendendo in considerazione i diversi fattori che concorrono all’ individuazione del fenomeno e gli studi ai quali fare riferimento.
Nel secondo e nel terzo capitolo si trattano due temi che dagli studi appena citati possono senza dubbio trarre giovamento: la trasmissione d’impresa e il cosiddetto “fenomeno Nord Est”.

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4 INTRODUZIONE Πολλα τα δεινά, κουδεν ανθρώπου δεινότερον πέλει Molte sono le cose straordinarie, ma nulla v’è di più straordinario dell’uomo Sofocle Il presente lavoro ha l’obiettivo di condurre un passaggio di validazione del Test di Attitudine Imprenditoriale (T.A.I.), strumento psicometrico ideato da G. Favretto e L. Stefanutti e perfezionato negli anni recenti da G. Favretto, M. Pasini e R. Sartori. Il test ha lo scopo di rilevare le attitudini imprenditoriali negli individui e può trovare la sua utilità come strumento orientativo per l’autovalutazione e l’approfondimento della conoscenza di sé, ad esempio in percorsi di formazione all’imprenditorialità e di preparazione al passaggio generazionale. Lo studio, di tipo esplorativo, fa riferimento al precedente passaggio di perfezionamento del test, una sintesi del quale è pubblicata nell’articolo di Favretto, Pasini, Sartori (2003). La validazione di uno strumento psicometrico è un processo ricorsivo, nel corso del quale attraverso opportune operazioni di misurazione si verifica se il test in oggetto ha una serie di requisiti che ne fanno uno strumento stabile, affidabile e significativo, ed è un percorso che inizia con la costruzione del test, per essere costantemente rinnovato (Anastasi, 1966). Si è ritenuto interessante quindi approfondire la ricerca sul T.A.I., come, del resto, si auspicava nell’articolo citato. In esso era riportato un primo tentativo di condurre una validazione concorrente, una procedura che ottiene un coefficiente di validità attraverso la correlazione tra due serie di dati: il test in questione e un criterio, definito una «misura diretta, ma esterna e indipendente della “stessa cosa” che un test si propone di misurare, una misura effettuata con procedure diverse e che costituisce un termine di riferimento per il test» (Pedrabissi, Santinello, 1997, p. 214). In questo caso il criterio scelto è la cosiddetta “Scheda Performance”, un questionario di performance

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